8 Febbraio 2023
Biodiversità e conservazione

CBD-COP15: ultima chiamata per un Accordo sulla natura

Alla vigilia della Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sulla Biodiversità (CBD-COP15), il WWF in un paper sulle aspettative per questo appuntamento, essenziale per arrestare il declino della natura che ha raggiunto tassi senza precedenti, sollecita i Governi per un Accordo per la protezione della natura, ambizioso, applicabile e basato sui diritti degli indigeni, sulla falsariga dell’Accordo di Parigi sul clima, perché è l’occasione irripetibile per farlo.

In vista della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (CBD-COP15) che avrà luogo in Canada (Montreal, 7-19 dicembre 2022), il WWF ha pubblicato l’Expectations paper Nature Positive by 2030: Securing a global plan to save our life support systems” per esortare i leader mondiali a garantire un ambizioso Accordo globale per salvare i nostri sistemi di supporto vitale, quale quello raggiunto a Parigi alla Conferenza sul Clima (2015), in grado di invertire la perdita di biodiversità , attraverso la trasformazione dei settori che causano la perdita di natura e il sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo.

La natura sta diminuendo a tassi senza precedenti nella storia umana, con un milione di specie ora minacciate di estinzione. Le persone stanno diventando sempre più consapevoli di questa crisi. Una ricerca condotta dal WWF e finanziata dall’International Climate Initiative (IKI), che ha intervistato 9.228 persone di 9 Paesi principali hotspot mondiali di biodiversità mostra che la quantità di persone preoccupate per la rapida perdita di natura è salita a quasi il 60%, riflettendo un aumento del 10% dal precedente sondaggio effettuato nel 2018. Natura e i cambiamenti climatici sono visti come le aree politiche più importanti per le persone (81%).

Il cambiamento climatico non è l’unico cavaliere dell’apocalisse ambientale – ha affermato Carter Roberts, Presidente e CEO di WWF-US – La perdita della natura incombe in maniera altrettanto grave e sono tra loro correlati. Non si può pensare di risolvere l’uno, senza affrontare l’altro. Ma nei dibattiti di politiche pubbliche la natura è spesso messa in ombra dai cambiamenti climatici“.

, ha affermato Carter Roberts, Presidente e CEO di WWF-US. “La COP15 può essere una piattaforma per elevare l’importanza fondamentale che la natura deve svolgere per garantire un futuro vivibile. Ed è un’opportunità per i governi, le imprese e altri attori di farsi avanti con nuovi e audaci impegni per essere positivi per la natura entro il 2030 e per trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo cibo e altri prodotti”.

Ad oggi, più di 90 leader mondiali hanno sottoscritto il Leaders’Pledge for Nature, il Documento redatto nel settembre 2020, in occasione del primo Summit delle Nazioni Unite sulla Biodiversità che impegna gli Stati ad azioni concrete e urgenti per la salvaguardia della natura e della salute delle persone e per invertire la rotta della perdita di biodiversità entro il 2030.


Stiamo perdendo biodiversità a un ritmo allarmante – ha sottolineato Marco Lambertini, Direttore Generale di WWF International – Abbiamo perso la metà dei coralli d’acqua calda del mondo e foreste delle dimensioni di circa un campo da calcio svaniscono ogni due secondi. Le popolazioni di fauna selvatica hanno subito un calo di due terzi a livello globale in meno di 50 anni. Il futuro del mondo naturale è sul filo del rasoio. Ma la natura è resiliente, e con un forte accordo globale che guidi un’azione urgente può riprendersi. La natura ha in sé le risposte a molte delle sfide più urgenti del mondo. Il fallimento alla COP15 non è un’opzione, esponendoci a un rischio maggiore di pandemie, aggraverebbe i cambiamenti climatici rendendo impossibile limitare il riscaldamento globale a 1, 5°C e arresterebbe la crescita economica, lasciando le persone più povere più vulnerabili nell’insicurezza alimentare e idrica. Per affrontare la crisi della natura, i governi devono concordare un obiettivo positivo per la natura che unisca il mondo nel proteggere quel che rimane sul pianeta, ripristinando il più possibile e trasformando i nostri settori produttivi affinché lavorino con la natura, non contro di essa. Dopo molti impegni e dichiarazioni, a Montreal è giunto il momento critico per i leader di mantenere le promesse“.

Il WWF sottolinea l’importanza che i Paesi accettino l’obiettivo di conservare almeno il 30% della terra, delle acque interne e degli oceani del pianeta entro il 2030 attraverso un approccio basato sul riconoscimento della leadership e i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali.

Al contempo, è necessario agire per garantire che il restante 70% del pianeta sia gestito e ripristinato in modo sostenibile, e questo significa affrontare le cause della perdita di biodiversità, con lo stesso livello di urgenza. La scienza è chiara sul fatto che i tassi di produzione e consumo globali sono del tutto insostenibili e stanno causando gravi danni ai sistemi naturali su cui le persone fanno affidamento per il proprio sostentamento e il proprio benessere. Il WWF ritiene che un impegno a dimezzare l’impronta globale della produzione e del consumo entro il 2030, pur riconoscendo le enormi disuguaglianze tra e all’interno dei Paesi, sia assolutamente necessario per garantire che i settori chiave, come l’agricoltura e l’alimentazione, la pesca, la silvicoltura, gli estrattivi e le infrastrutture vengano trasformati per contribuire a creare un mondo favorevole alla natura.

La CBD-COP15 costituisce la conclusione di 4 anni di negoziati incredibilmente impegnativi per gli effetti della pandemia che ha ritardato di due anni la Conferenza e lo spostamento infine della sede in Canada.
I leader devono inviare il messaggio forte e chiaro che la crisi esistenziale della natura può e deve essere affrontata contemporaneamente alle attuali urgenti esigenze socio-economiche – ha affermato Lin Li, Direttrice del Global Policy and Advocacy di WWF International – Devono incaricare i loro ministri e negoziatori di tradurre gli impegni esistenti in ambizione nella stanza dei negoziati e trovare un terreno comune su questioni delicate come la finanza. Il round di negoziati ha offerto la possibilità di un ambizioso accordo sulla natura qualora tutti facessero un passo avanti a Montreal. Nel 2020, abbiamo visto i risultati devastanti dei decennali ‘Obiettivi di Aichi’, con il secondo decennio consecutivo in cui il mondo non è riuscito a raggiungere alcun obiettivo globale sulla biodiversità. Non possiamo permetterci un altro decennio perduto per la natura, che equivarrebbe a inadempienza dei doveri da parte dei governi e causerebbe solo più sofferenza umana. Ciò significa che i negoziatori si mettano al tavolo pronti a sottoscrivere un progetto chiaro per fornire i finanziamenti necessari – con i paesi sviluppati che sostengano gli sforzi di conservazione dei paesi in via di sviluppo – e un forte meccanismo di attuazione per chiedere conto ai paesi degli sforzi intrapresi”.

Secondo il WW, per affrontare la crisi di natura e garantire un futuro sostenibile per la nostra e le future generazioni, il Quadro Globale per la Biodiversità (GBF) deve contenere almeno i seguenti elementi:
1. Una Mission per raggiungere un mondo nature-positive e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.
2. Un obiettivo di preservare il 30% di terre, acque e oceani e ripristinare gli ecosistemi degradati entro il 2030.
3. Un obiettivo intermedio per dimezzare l’impronta ecologica di produzione e consumo entro il 2030.
4. Un meccanismo di implementazione che preveda un’accelerazione delle azioni nel tempo.
5. Un aumento significativo di risorse destinate alla biodiversità e un allineamento dei flussi finanziari per raggiungere l’obiettivo nature-positive e convertire i sussidi dannosi entro il 2030.
6. L’inclusione di nature-based solutions e di approcci ecosistemici.

Tutto questo attraverso approcci che si basino sui diritti umani e sull’inclusione della società da inserire nel Quadro Globale, compreso il diritto ad un ambiente sano, pulito e sostenibile per assicurare il rispetto dei diritti umani e la piena, effettiva ed equa partecipazione delle popolazioni indigene e delle comunità locali, di donne e bambine, dei giovani e delle persone in situazioni vulnerabili.



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