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IPBES: un Rapporto per arrestare la perdita di biodiversità

A Parigi nel corso della VII Assemblea plenaria dell’IPBES, i 132 Paesi membri dovranno dare il via libera al Rapporto sulla valutazione globale della biodiversità alla cui stesura hanno lavorato per 3 anni 150 esperti internazionali di alto livello.

Si è aperta oggi la VII Sessione plenaria(Parigi, 29 aprile – 4 maggio 2019) della Piattaforma Intergovernativa sulla Biodiversità e sui Servizi Ecosistemici (IPBES), considerata una sorta di IPCC dedicata alla Biodiversità, costituita nel dicembre 2010 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a seguito degli allarmanti dati che scienziati e studiosi avevano fornito sullo stato di salute dei numerosi servizi che gli ecosistemi offrono al nostro benessere, per effetto dei cambiamenti da essi subiti e causati dalle attività umane.

La biodiversità costituisce l’infrastruttura che sostiene tutta la vita sulla Terra. I sistemi naturali e i cicli biogeochimici che la diversità biologica genera consentono un funzionamento stabile dell’atmosfera, degli oceani, delle foreste, dei vari territori e dei bacini idrici. Essi costituiscono i prerequisiti per l’esistenza di una moderna e prospera società umana, capace di continuare a vivere bene nel corso del tempo.
Da ora al 2020 abbiamo un’unica finestra di opportunità per formulare una visione di positivo rapporto tra l’umanità e la natura.

Al centro della riunione IPBES di Parigi c’è la discussione sulla prima valutazione globale sulla biodiversità da circa 15 anni, frutto di uno studio gigantesco di circa 1.800 pagine, sul quale per 3 anni hanno lavorato 150 esperti di alto livello provenienti da 50 Paesi che attinge a circa 15.000 riferimenti, inclusi articoli scientifici e informazioni governative, per un costo complessivo di 2,4 milioni di dollari.

Una prima revisione era stata effettuata lo scorso anno durante la VI Assemblea IPBES, tenutasi in Colombia (Medellin, 17-24 marzo 2018), dopo la redazione delle 4 valutazioni regionali per l’Africa, le Americhe, l’Asia-Pacifico, l’Europa e l’Asia centrale.

Dalle prime indicazioni risulterebbe che su circa 8 milioni di specie sulla Terra, un ottavo sarebbe destinato a scomparire per effetto della urbanizzazione, delle sfruttamento di suoli e risorse (foreste, miniere, agricoltura intensiva, caccia e pesca), dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

L’IPBES fa sapere, tuttavia, di aver diffuso sotto stretta riservatezza una bozza di Summary per Policy Maker che potrebbe essere modificata durante le discussioni della VII Assemblea. Pertanto, il testo che organi di stampa hanno diffuso in questi giorni potrebbe non corrispondere a quello che verrà ufficialmente diffuso il 6 maggio 2019, presso la sede dell’UNESCO.

Il Sommario per i responsabili delle politiche (SPM) sulla valutazione globale è basato su un set di 6 capitoli, che forniscono tutto il supporto tecnico per i messaggi chiave.
1. Fornire una road map e delineare gli elementi chiave nelle relazioni tra le persone e la natura.
2. Evidenziare lo stato attuale e le tendenze della natura, i contributi che essa offre alle persone e i driver dei cambiamenti.
3. Valutare i progressi verso la realizzazione degli Obiettivi di biodiversità di Aichi, di quelli di Sviluppo Sostenibile dell’’Agenda ONU al 2030 e di quelli climatici dell’Accordo di Parigi.
4. Esplorare gli scenari futuri plausibili per la natura e le persone fino al 2050.
5. Concentrarsi sugli scenari, i percorsi e le opzioni che portano a un futuro sostenibile.
6. Mostrare le opportunità e sfide per i decisori a tutti i livelli e in una serie di contesti.

“La perdita di specie, ecosistemi e diversità genetica è già una minaccia globale e generazionale per il benessere umano – ha sottolineato il Presidente IPBES, Sir Robert Watsonproteggere gli inestimabili contributi della natura a favore degli individui sarà la sfida decisiva dei decenni a venire. Le politiche, gli sforzi e le azioni, a tutti i livelli, saranno efficaci, tuttavia, solo se basati sulle migliori conoscenze e prove: questo è ciò che fornisce la valutazione globale IPBES”.

 

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