Il Living Planet Report (LPR) 2026, il Rapporto faro biennale del WWF, mostra che in 52 anni le popolazioni di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci sono calate in maniera drammatica e ammonisce che senza azioni concordate da parte dei Governi alle prossime Conferenze delle Parti della Convenzione sulla biodiversità e della Convenzione quadro sui Cambiamenti Climatici non si invertirà la perdita di biodiversità, andando incontro a punti di non ritorno per gli ecosistemi terrestri.
Il “Living Planet Report 2026. The Science of Hope”,Rapporto farodelWWF International, pubblicato l’8 ottobre 2026, la panoramica più completa sullo stato del nostro mondo naturale attraverso il Living Planet Index (LPI), fornito dalla Zoological Society of London (ZSL), che monitora circa 35.000 popolazioni di 5.495 specie dal 1970 al 2022, evidenzia che lepopolazioni di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci hanno subìto un declino medio catastrofico del 73% in 52 anni.
Ildeclino più marcatoriguarda gliecosistemi d’acqua dolce(– 85%), seguiti dagliecosistemi terrestri(-69%) e infine da quellimarini (-59%). A livello regionale, icali più marcatidal 1970 si sono registratiin America Latina e nei Caraibi(-95%), inAfrica(-80%) e inAsia e nel Pacifico(-49%).
Quando gli ecosistemi vengono danneggiati, cessano di fornire all’umanità i benefici da cui dipendiamo(aria pulita, acqua e terreni sani per il cibo) e possono diventare più vulnerabili aipunti di svoltache si verificano quando un ecosistema viene spinto oltre una soglia critica, con conseguente cambiamento sostanziale e potenzialmente irreversibile.
Laperdita e il degrado dell’habitatrappresentano la minaccia più frequentemente segnalata per le popolazioni di fauna selvatica monitorate, seguiti dallosfruttamento eccessivo, daicambiamenti climatici, dall’inquinamento, dallespecie invasivee dallemalattie.
Tre sistemi sono i principali responsabili della distruzione della natura:
– ilsistema alimentare, rappresentando circa il30% delle emissioni di gas serra, è la causa principale della perdita di habitat;
– ilsistema energeticoalimenta il cambiamento climatico;
– ilsistema finanziariofinanzia attività dannose.

Per innescare una svolta nel sistema alimentare sono necessari tre meccanismi di diffusione su larga scala: politiche, finanza e mercati. È necessario attuarli tutti simultaneamente per raggiungere un punto di svolta positivo, capace di imprimere al cambiamento il ritmo e la portata necessari per arrestare la perdita di biodiversità e stabilizzare il clima. Ciascun elemento chiave della svolta dispone di molteplici leve di attivazione (rappresentate nel cerchio concentrico interno) che possono essere messe in campo; vengono qui forniti tre esempi (Fonte: Living Planet Report 2026).
“Il Living Planet Report è l’ennesimo campanello d’allarme: la nostra natura è in grave declino– ha commentatoEster Asin Martinez, Direttrice del WWF UE –Invece di indebolire le nostre indispensabili tutele ambientali, i cittadini di tutta Europa chiedono ai leader dell’UE di proteggere le nostre leggi in materia di natura e di non intromettersi nella natura. Gli ecosistemi europei danneggiati – e le persone che dipendono da essi – hanno urgente bisogno che le leggi che già abbiamo vengano pienamente attuate, applicate e finanziate”.
Ilsistema alimentare dell’UE ha un impatto sia sulla biodiversità nazionale che su quella globale, in particolare sulle foreste mondiali. La quota di prodotti importati legati alla deforestazione globale dovrebbe essere ridotta significativamente grazie alRegolamento UE sulla deforestazione(EUDR), che entrerà in vigore il 30 dicembre 2026. Gli Stati membri dell’UE devono ora garantirne la solida attuazione e applicazione. A livello nazionale, l’attuale riforma dellaPolitica agricola comune(PAC) deve destinarealmeno il 35% del suo bilancio complessivo ad azioni agroambientali e climatiche.
Ilsistema energeticorimane uno dei principali fattori sia della perdita di biodiversità che dei cambiamenti climatici. I combustibili fossili danneggiano gli ecosistemi durante tutto il loro ciclo di vita e continuano ad alimentare la crisi climatica. Sebbene la rapida crescita dell’energia solare ed eolica dimostri che un futuro più pulito è a portata di mano, la transizione deve accelerare.Ciò significa eliminare gradualmente i miliardi di euro di sussidi ai combustibili fossili, che ancora superano il sostegno alle energie rinnovabili. Mentre l’UE rivede la legislazione energetica fondamentale, ha un’opportunità cruciale per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili potenziando le energie rinnovabili e accelerando l’elettrificazione.
Nelsistema finanziario, l’UE deve creare con urgenza certezza normativa per fermare il finanziamento di attività dannose, valorizzare la natura e il clima come rischi finanziari rilevanti e consentire investimenti sostenibili su larga scala senza ricorrere al greenwashing. Lamaggior parte degli investitori al dettaglio europei desidera investire il proprio denaro in modo sostenibile e l’UE può rendere ciò possibile fornendo un quadro normativo con categorie di investimento sostenibile credibili per guidare la transizione delle imprese europee.
In vista della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica (CBD-COP17) che si terrà in Armenia (Yerevan, 19 -30 ottobre 2026), oltre 130 aziende leader e istituti finanziari hanno sottoscritto unaLettera apertaperchiedere ai governi di riformare gli incentivi fiscali e finanziari che attualmente distorcono i mercati e minacciano la sicurezza economica e delle catene di approvvigionamento a lungo termine
Nonostante le pressioni sulla biodiversità e sul clima, ci sono motivi di speranza.Il Living Planet Report evidenzia come molte popolazioni di specie siano stabili o in fase di recupero. Il numero di tigri a livello globale è aumentato di oltre il 70% tra il 2010 e il 2025, mentre le popolazioni di tonno rosso, tartarughe verdi ed elefanti dell’Africa meridionale dimostrano come una conservazione mirata possa dare risultati concreti.
Vent’anni fa,il tonno rossonell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo era sull’orlo del collasso, ma ora ha compiuto una ripresa straordinaria. Tra il 2010 e il 2025 letigri selvatichea livello globale sono aumentate di oltre il 70%.
Sappiamo cosa sta causando il declino della natura e conosciamo le soluzioni che possono contribuire a invertirlo. Il recupero della natura è possibile, maciò che accadrà in futuro dipende dalle scelte compiute oggi da leader, imprese, investitori, comunità e cittadini.

Più che una semplice sensazione, la speranza diventa un processo capace di guidare un cambiamento trasformativo quando obiettivi, capacità di agire e percorsi si coniugano. La resilienza fornisce la forza d’animo necessaria per andare avanti di fronte agli ostacoli (Fonte: Living Planet Report 2026).
“Il LPR 2026 mette in luce una “Scienza della Speranza” emergente: non la speranza ingenua del ‘tutto va bene’, ma la speranza ragionata che, sebbene le cose non vadano chiaramente bene, ora sappiamo come un’azione concertata e ponderata possa effettivamente migliorare la situazione. La speranza non è una strategia, ma può essere una forza motrice– ha affermatoAdil Najam, Presidente del WWF International–Il Rapporto sottolinea i meccanismi di feedback che possono innescare punti di svolta positivi. La ‘Scienza della Speranza’ che il Living Planet Report del 2026 mette in luce non è un messaggio di compiacimento, ma un urgente appello all’azione”.
