Quest’anno la celebrazione annuale dedicata a tutti coloro che si impegnano nella riparazione nelle proprie comunità in tutto il mondo e al potere della riparazione per ridurre l’impatto sul pianeta, trova il nostro Paese più sensibilizzato dopo il recepimento della Direttiva UE che conferisce ai consumatori il diritto di richiedere la riparazione di alcuni prodotti, in alternativa alla loro sostituzione.
LaGiornata internazionale della riparazioneche si celebra ogni anno il terzo sabato di ottobre (quest’anno è il17 ottobre) è organizzata dall’Open Repair Alliance, un gruppo internazionale di organizzazioni di riparazione che collaborano per rendere i prodotti elettronici più durevoli e facili da riparare, attraverso dei Repair Caféso Restart Party, luoghi fisici o spazi periodici in cui le persone condividono le proprie competenze per aiutare altre persone nel riparare i propri prodotti, come i dispositivi elettrici e meccanici, computer, biciclette, vestiti e molte altre categorie di oggetti.
InItaliasono ancora poco diffusi e si concentrano nelle città del Centro-nord, come evidenzia lamappadelle iniziative in programma. Il nostro Paese ha recentemente recepito, dopo l’avvio di unaprocedura d’infrazione da parte della Commissione UE, con ilDecreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176 laDirettiva che promuove il consumo sostenibile facilitando la riparazione dei prodotti anziché la loro sostituzione.
Il Decreto, che entrerà in vigore il22 ottobre 2026, conferisce aiconsumatori il diritto di richiedere la riparazione di prodotti come smartphone, lavatrici o frigoriferi, anche dopo la scadenza della garanzia legale. I produttori devono offrire riparazioni a un prezzo ragionevole, entro tempi ragionevoli e fornire informazioni chiare sui propri servizi di riparazione. In tal modo, i consumatori potranno risparmiare denaro, ridurre gli sprechi, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e ridurre le emissioni di gas serra. L’ambito del diritto si estende anche agli apparecchi di riscaldamento domestici per interni, come caminetti, stufe elettriche portatili o stufe a pavimento. Restano invece escluse altre categorie di dispositivi, come computer portatili, stampanti, macchine da caffè, console per videogiochi e cuffie.
Una delle misure che interessano più da vicino chi acquista beni di consumo riguarda la garanzia legale di conformità:se il prodotto presenta un difetto e il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, il periodo di responsabilità del venditore si allunga di 12 mesi. Il venditore è tenuto a informare preventivamente il cliente di questa possibilità e della relativa estensione di garanzia. Questa regola siapplica ai contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026.
Presso il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT), unOsservatorio nazionale sulla riparazione, avrà il compito di monitorare l’andamento del settore e le criticità riscontrate, favorendo il coordinamento tra gli attori sociali e istituzionali nella verifica degli effetti del recepimento
Sono previstesanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 5.000 a 50.000 euro, importi che raddoppiano nei casi di particolare gravità o recidiva, arrivando fino a 100.000 euro, per chi viola gli obblighi previsti dalla nuova disciplina.
I nuovi dati pubblicati il 14 ottobre 2026 daEurostatevidenzianola crescente sfida rappresentata dai rifiuti elettronici in Europa, poiché gli elevati livelli di consumo di dispositivi elettronici continuano a generare grandi quantità di apparecchiature da smaltire, molte delle quali potrebbero essere facilmente riparate.
Al riguardo, ONG ambientaliste con unJoint Position Paperhanno chiesto alla Commissione UE che la Direttiva RAEE introducaobiettivi specifici per la prevenzione dei rifiutie trasformi laResponsabilità Estesa del Produttore in un vero e proprio motore di prevenzione, durabilità, riparabilità e riutilizzo,anziché in un mero meccanismo di finanziamento della gestione dei rifiuti.
“Come possiamo impedire che i prodotti elettronici finiscano tra i rifiuti elettronici? Rendendoli riparabili e accessibili a tutti– ha dichiaratoInés Alberico, responsabile della campagnaRight to Repair Europe–Strumenti come i voucher per le riparazioni possono ridurre i costi e hanno già contribuito a incentivare le riparazioni. Ma necessitano di finanziamenti affidabili e a lungo termine. È qui che entra in gioco la direttiva RAEE rivista: chiediamo che le tariffe EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) destinino fondi specifici alla riparazione e al riutilizzo. Rendendo le riparazioni accessibili, un maggior numero di dispositivi elettronici potrà rimanere in uso più a lungo anziché diventare rifiuti elettronici.”
