2 Dicembre 2021
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Dichiarazione di Kunming: un’azione equa e condivisa per la biodiversità

Nel corso della prima parte della Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sulla Biodiversità (CBD-COP15) che si è svolta in Cina in modalità virtuale, è stata approvata la Dichiarazione di Kunming che impegna i Paesi a sostenere lo sviluppo, l’adozione e l’attuazione di un efficace Piano di attuazione post-2020 per la protezione della biodiversità, ma solo un Piano di azione e il quadro programmatorio post- 2020 assunti nella seconda parte della COP15 che avrà luogo sempre a Kunming in presenza nel maggio 2022, potranno tradurre in impegni concreti e tangibili quelli elencati nel Documento.

Nel Corso della prima parte (11- 15 ottobre 2021) della 15ma Conferenza delle Parti (COP15) della Convenzione ONU sulla Biodiversità (CBD), è stata approvato un Documento (“Dichiarazione di Kunming”) con il quale gli oltre 100 Paesi partecipanti si impegnano a sostenere lo sviluppo, l’adozione e l’attuazione di un efficace Piano di attuazione post-2020 per la protezione della biodiversità.

La CBD-COP 15, paragonata per l’importanza delle decisioni che vi saranno assunte alla COP21 della Conferenza sul Clima di Parigi (2015) che ha portato allo storico Accordo, era prevista inizialmente nell’ottobre 2020, ma a seguito della pandemia di Covid-19 è stata posticipata a maggio 2021, e poi ancora rinviata ad ottobre 2021 (prima fase virtuale), per concludersi nel 2022 in presenza, sempre a Kunming (25 aprile – 8 maggio).

Nel suo intervento di apertura della Conferenza, il Presidente della Cina che ha la presidenza di turno della CBD-COP15, ha annunciato il Kunming Biodiversity Fund concui il Paese finanzierà con 230 miliardi di dollari l’implementazione di un nuovo quadro di protezione della natura, e la creazione di ulteriori parchi nazionali che copriranno un’area di 230.000Km2.

I nuovi obiettivi di protezione ambientale che ci siamo prefissati devono essere ambiziosi, da un lato, e pragmatici ed equilibrati dall’altro, in modo da rendere il sistema di governance ambientale globale più giusto ed equo – ha affermato durante il collegamento video, Xi JinpingIl fondo verrà utilizzato per sostenere la protezione della biodiversità nei Paesi emergenti. Per affrontare la duplice sfida della ripresa economica e della protezione ambientale, i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno di aiuto e sostegno”.

Il Documento di Kunming, sottolinea che per mettere la biodiversità su un percorso di recupero è una sfida decisiva di questo decennio, nel contesto del Decennio delle Nazioni Unite di azione per lo sviluppo sostenibile, del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell’ecosistema e del Decennio delle Nazioni Unite per la scienza oceanica per lo sviluppo sostenibile

Inoltre, occorre un forte impulso politico per sviluppare, adottare e attuare un quadro globale di biodiversità post-2020 ambizioso e trasformativo che promuova i tre obiettivi della Convenzione(conservazione della biodiversità, uso sostenibile della biodiversità, giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche) in modo equilibrato.

Sotto il tema “Civiltà ecologica: costruire un futuro condiviso per tutta la vita sulla Terra“, la Dichiarazione di Kunming affronta gli elementi chiave necessari per la nuova programmazione decennale post-2020 in un quadro chiaro, ambizioso e trasformativo necessario per salvaguardare la salute del Pianeta, che preveda, tra i principali obiettivi:
– l’integrazione della biodiversità in tutti i processi decisionali;
– l’eliminazione graduale e il riorientamento delle sovvenzioni dannose;
– il rafforzamento dello Stato di diritto;
– l’aumento del sostegno finanziario, tecnologico e di sviluppo delle capacità ai paesi in via di sviluppo.

La Dichiarazione di Kunming elenca 17 impegni per i Paesi membri, sollecitando sia la collaborazione internazionale su una serie di questioni sia maggiori sforzi a livello nazionale.

Di seguito sono riportati alcuni degli impegni delineati nel documento.
Tutela della biodiversità
Sviluppare e implementare un quadro globale della biodiversità per invertire il corso del degrado della biodiversità per metterla su un “percorso di recupero” entro il 2030.
Sviluppare e implementare un “Piano d’azione per lo sviluppo delle capacità del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza (l’accordo internazionale firmato nel 2003 che mira a proteggere la biodiversità dai rischi posti dalle biotecnologie, come  gli OGM);
Adottare l’approccio ecosistemico (la decisione assunta dalla CBD.COP5  nel 2009 per gestire l’ecosistema con un approccio che consideri gli impatti cumulativi dei diversi settori) per aumentare la resilienza e aiutare gli esseri umani ad adattarsi agli effetti negativi della perdita di biodiversità e dei cambiamenti climatici.
Ridurre gli effetti negativi dell’attività umana sulla biodiversità marina e costiera.

Politica e regolamentazione
Integrare la conservazione e la biodiversità nel processo decisionale dei Governi  per questioni quali la riduzione della povertà, le politiche economiche, i regolamenti e altre politiche governative.
Aumenta l’efficacia e la copertura della conservazione e della gestione territoriale per proteggere le specie e la diversità genetica.
. Migliorare le leggi ambientali internazionali e nazionali e rafforzare l’applicazione delle leggi.
Rafforzare le misure per lo sviluppo e la regolamentazione della biotecnologia per garantire un’equa distribuzione dei suoi benefici, riducendo al minimo il loro impatto ambientale.

Finanza
– Riformare, eliminare o eliminare gradualmente gli incentivi finanziari dannosi per la biodiversità.
Fornire strumenti finanziari ai Paesi in via di sviluppo per aiutarli a rispettare gli impegni della Convenzione.

Coinvolgimento delle comunità
Consentire la partecipazione delle comunità indigene e locali, nonché di tutte le parti interessate, allo sviluppo e all’attuazione di un quadro per la biodiversità.
Sviluppare strumenti educativi per migliorare la comunicazione e la consapevolezza pubblica.

Molti degli impegni delineati nella Dichiarazione di Kunming sono fondamentalmente una continuazione del Piano strategico per la biodiversità 2011-2020 e i suoi 20 Obiettivi per la biodiversità di Aichi che includevano gli obiettivi di riduzione al 2020, ma come ha rilevato il rapporto “Global Biodiversity Outlook 5” (GBO-5), che dettaglia i risultati degli Aichi Biodiversity Targets, ne sono stati conseguiti, e parzialmente, solo 6, denunciando  che il documento ha avuto un impatto limitato sul comportamento e sulle ambizioni dei suoi firmatari.

Tuttavia, mentre gli Aichi Biodiversity, si erano impegnati nella conservazione del 17% del territorio terrestre e delle acque interne e del 10% delle aree costiere e marine, nella Dichiarazione di Kunming “si prende atto degli sforzi e degli impegni di molti paesi a proteggere il 30% delle aree terrestri e marine attraverso sistemi ben collegati di aree protette e altre misure efficaci di conservazione nell’ambito entro il 2030” (il cosiddetto “30 x 30“).

Comunque, la Dichiarazione di Kunming nella sua forma attuale non impone ai Paesi membri della CBD alcun obbligo tangibile o misurabile sulla biodiversità, tanto che le Associazioni ambientaliste, quali WWF e Greenpeace mettono in dubbio che possa dar vita ad azioni reali ed efficace, e che bisognerà attendere la finalizzazione del Documento attraverso il Piano d’azione e le conseguenti deliberazioni che verranno assunte nella seconda parte della COP15, che avrà luogo sempre a Kunming nel maggio 2022 dopo negoziati più formali nel gennaio 2022, per verificare se gli impegni elencati nella Dichiarazione di Kunming si tradurranno in impegni concreti e tangibili.

L’adozione della Dichiarazione di Kunming è una chiara indicazione del supporto mondiale al livello di ambizione che deve riflettersi nel quadro programmatorio globale sulla biodiversità post-2020 per poter essere finalizzato la primavera prossima a Kunming – ha dichiarato la Segretaria esecutiva della CBD, Elizabeth Maruma Mrema Voglio anche congratularmi con il presidente Xi per l’istituzione del Kunming Biodiversity Fund e attendo con ansia maggiori impegni finanziari e tecnici a sostegno dell’attuazione del Piano post-2020”.

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