25 Settembre 2021
Agroalimentare Territorio e paesaggio

Agroecologia: risposta alle sfide agricole, sociali e ambientali dell’Europa

Il Comitato Europeo delle Regioni ha presentato una serie completa di misure per promuovere nell’UE l’agroecologia, la pratica agricola che riduce l’impronta di carbonio, promuove il recupero della biodiversità, ripristina la fertilità del suolo, evita l’inquinamento atmosferico e idrico e aumenta la resilienza economica e sociale delle aziende agricole con alimenti sani e accessibili.

Nel corso della sua 142ma sessione plenaria, il Comitato europeo delle Regioni (CdR), l’organo consultivo dell’UE che esprime le opinioni degli enti regionali e locali sul processo legislativo dell’Unione europea, ha espresso il 5 febbraio 2021 il suo parere sulla promozione dell’Agroecologia nell’UE, che la recente Strategia “Dal produttore al consumatore” (From Farm to Foork), adottata dalla Commissione UE lo scorso maggio, individua tra le pratiche da promuovere con flussi di finanziamenti nell’ambito dei “regimi  ecologici” della nuova Politica Agricola Comune (PAC).

L’agroecologia è un sistema di produzione agricola che, traendo i principi fondamentali dall’ecologia, ne ricalca, in maniera quanto più fedele possibile, i criteri, trasferendoli al settore agricolo, zootecnico e forestale. Tuttavia, l’agroecologia è una disciplina che non si ferma solo agli aspetti organizzativi e produttivi ma deve, necessariamente, rivolgersi anche ai rapporti tra la produzione ed il consumo, all’educazione agroalimentare, ai trasporti, alle filiere ed ai processi di distribuzione.sistemi alimentari, Covid-19, Strategia suolo, Strategia

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) riassume l’Agroecologia in 10 elementi interdipendenti: diversità, co-creazione e condivisione di conoscenze, sinergie, efficienza, riciclaggio, resilienza, valori umani e sociali, cultura e tradizioni alimentari, governance responsabile, economia circolare e solidale.

Il Comitato Europeo delle Regioni rammenta che l’Agenzia Europea dell’Ambiente nel suo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente in Europa (SOER 2020) ha avvertito che l’Europa si trova ad affrontare nei prossimi anni, atteso che gli obiettivi prefissati al 2020 non sono stati raggiunti.

La pandemia in corso ha evidenziato le debolezze del nostro sistema agricolo e alimentare globalizzato – ha affermato Guillaume Cros, Vicepresidente del Consiglio regionale della Occitania-Pirenei-Mediterraneo e relatore del parere – L’agricoltura europea ha bisogno di una transizione agronomica, sociale e territoriale che porti a una maggiore sostenibilità e resilienza. L’agroecologia è la risposta alle molteplici sfide che dobbiamo fronteggiare: la necessità di decarbonizzare la nostra agricoltura, di ripristinare la biodiversità e la fertilità dei suoli, nonché di migliorare la resilienza economica e sociale delle nostre aziende agricole per garantire prodotti alimentari sani, locali e economicamente accessibili per tutti. L’agroecologia, basata su una rete di aziende agricole di piccole e medie dimensioni, può anche contribuire a rivitalizzare le zone rurali in tutta l’UE “.

Il parere del CdR accoglie con favore la Strategia From Farm to Fork, ma chiede che nella prevista  Legge previsto sui sistemi alimentari sostenibili, si inserisca un quadro giuridico vincolante per avviare un’autentica transizione agroecologica, raccomandando, tra l’altro, di stabilire obiettivi ambientali europei quantificati e vincolanti per gli Stati membri e di destinare agli ecodispositivi almeno il 30 % della dotazione nazionale per i pagamenti della PAC.

Essendo basata su piccole e medie aziende agricole, l’agroecologia non può essere sviluppata se i pagamenti diretti della PAC continuano a essere assegnati per ettaro e non per persona attiva nell’azienda. Il CdR propone di passare gradualmente da un pagamento di base per ettaro a un pagamento di base legato al numero di lavoratori attivi nell’azienda e di destinare i pagamenti diretti in via prioritaria alle piccole e medie aziende agroecologiche.

I membri del CdR sollecitano la Commissione UE a proporre una nuova Direttiva europea sui terreni agricoli per arginare la riduzione del loro contenuto di sostanza organica, arrestarne l’erosione e dare priorità alla vitalità del suolo nelle pratiche agricole.

Al riguardo segnaliamo che la Commissione UE ha avviato nei giorni scorsi una Consultazione pubblica per raccogliere pareri e proposte per l’adozione nei prossimi mesi di una nuova Strategia UE per il suolo, quale parte specifica della Strategia sulla Biodiversità per il 2030, adottata lo scorso maggio assieme alla Strategia “Dal produttore al Consumatore”, per affrontare in modo globale le questioni relative al suolo e al terreno e contribuire a raggiungere entro il 2030 la neutralità in termini di degrado del suolo, vale a dire rendere nuovamente sano tanto suolo quanto ne è stato degradato dall’attività umana

Il CdR invita, inoltre, la Commissione UE e gli Stati membri a promuovere ulteriormente lo sviluppo di filiere corte, raccomandandone la formazione e le consulenze per la trasformazione su piccola scala di prodotti agricoli.

I membri chiedono nuove norme sui terreni agricoli e la pianificazione urbana, l’ampliamento delle aree agricole protette, la creazione di aziende agricole dimostrative agroecologiche e gli strumenti per monitorare l’attuazione della transizione agroecologica.

L’assemblea degli enti locali e regionali dell’UE chiede di escludere le sementi geneticamente modificate o mutagene e di cessare l’importazione di prodotti agricoli che non rispettino gli standard di produzione sociali e ambientali europei.

il CdR raccomanda agli Stati membri di introdurre un sistema di premi e sanzioni nell’ambito dei regimi ecologici della nuova PAC. Ad esempio, un premio per aumentare la diversificazione delle colture, finanziato mediante una sanzione per i fertilizzanti chimici, i pesticidi e gli antibiotici, o un premio per gli erbivori, finanziato mediante una sanzione per le emissioni di gas a effetto serra proporzionale al numero di ruminanti allevati.

Per migliorare la salute pubblica e il benessere degli animali, ma anche per invertire il riscaldamento globale e garantire un reddito sostenibile ai produttori, i membri insistono sulla necessità di trasformare gli attuali metodi di allevamento per fare dell’allevamento un’attività a scala umana, garantendo la per quanto possibile il pascolo libero e l’autosufficienza nell’alimentazione degli animali. Il CdR chiede di porre fine all’allevamento in gabbia, come richiesto dall’Iniziativa dei cittadini.

Per incentivare il consumo e la produzione, il CdR propone di ridurre l’IVA sui prodotti biologici locali di stagione, insieme ai buoni pasto “locali” e a una percentuale significativa di tali prodotti nella ristorazione collettiva.

Il CdR propone “contratti lunghi per l’innovazione agroecologica” tra gruppi di agricoltori e enti locali o regionali e sottolinea la necessità di rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore alimentare.

I membri sollecitano l’UE a coordinare e animare, come già avvenuto con il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, una rete di Comuni decisi ad adottare misure a sostegno di sistemi agricoli e alimentari resilienti e sostenibili.

Ricordiamo che il Comitato delle Regioni ha avviato l’iniziativa Green Deal a livello locale per porre le città e le regioni al centro del Green Deal europeo e garantire che, sia la strategia dell’UE per la crescita sostenibile che i Piani per la ripresa dalla crisi della COVID-19, si traducano in finanziamenti diretti per le città e le regioni e in progetti concreti per ogni territorio.

In copertina: Paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato

di M. G.

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