6 Luglio 2022
Acqua Inquinamenti e bonifiche Salute

Acque di balneazione in Europa: l’83% è di qualità “eccellente”

L’ultimo Rapporto della Commissione UE e dell’Agenzia Europea dell’Ambiente sulla qualità delle acque di balneazione dei siti costieri e interni degli Stati membri dell’UE (Gran Bretagna compresa), Albania e Svizzera è per la stragrande maggioranza “eccellente” e il Piano di azione “Inquinamento zero”, recentemente adottato, contribuirà a mantenere sane e sicure le acque di mari, fiumi e laghi d’Europa.

Secondo l’ultimo RapportoEuropean bathing water quality assessment, pubblicato il 1° giugno 2021 dalla Commissione UE e dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), l’82,8% dei 22.276 siti di balneazione costieri e interni degli Stati membri dell’UE e di Gran Bretagna, Albania e Svizzera, è risultato nel 2020 di qualità “eccellente”, con punte del 95% ed oltre per quelli di Cipro, Austria, Grecia, Malta e Croazia.

La qualità delle acque di balneazione in Europa rimane elevata ed è una buona notizia per gli europei, che quest’estate si recheranno sulle spiagge e nei luoghi  di balneazione – ha affermato Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, la Pesca e gli Oceani – Questo è il risultato di oltre 40 anni di Direttiva sulle acque di balneazione, del duro lavoro di professionisti dedicati e della cooperazione. Il Piano d’azione Zero Pollution adottato a maggio contribuirà a mantenere le acque sane e sicure e i nostri mari e fiumi puliti”.

Il monitoraggio e la gestione efficaci introdotti dalla Direttiva, combinati con altre normative ambientali dell’UE come la Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (1991), hanno portato a una drastica riduzione delle acque reflue urbane e industriali non trattate o parzialmente trattate che finiscono nelle acque di balneazione. Di conseguenza, un numero crescente di siti ha assistito a una riduzione dell’inquinamento, determinando il notevole miglioramento della qualità dell’acqua. 

È in corso attualmente una Consultazione sulla revisione della Direttiva sulle acque reflue urbane per valutare come, in tutta l’UE, sia possibile intraprendere azioni migliori per affrontare in modo coerente le esondazioni di tali acque, soprattutto alla luce degli impatti dei cambiamenti climatici.

Nell’ambito del Piano d’azione Zero Pollution e in linea con la Strategia sulla biodiversità, la Commissione UE ha recentemente avviato anche una revisione della Direttiva sulle acque di balneazione, al fine di valutare se le norme attuali siano ancora idonee a proteggere la salute pubblica e migliorare la qualità delle acque o se sia necessario migliorare il quadro esistente, introducendo in particolare nuovi parametri. Anche nell’ambito di tale processo, la Commissione UE ha assicurato che si impegnerà presto con la comunità delle parti interessate tramite una pubblica consultazione.

L’attuale normativa prevede che la qualità delle acque di balneazione sia classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa”, a seconda dei livelli di due parametri microbiologici: enterococchi intestinali ed escherichia coli. Laddove l’acqua è classificata come “scarsa”, gli Stati membri dovrebbero adottare determinate misure, come vietare la balneazione o pubblicare un avviso che la sconsiglia, fornire informazioni al pubblico e intraprendere adeguate azioni correttive.

Nel 2020, solo l’1,3% dei siti di balneazione in Europa era di “scarsa” qualità, anche se persistono problemi soprattutto nella valutazione delle fonti di inquinamento e nell’attuazione di misure di gestione integrata delle acque. Nei siti balneari per i quali è difficile identificare le origini o le cause dell’inquinamento, sono necessari studi speciali sulle fonti di inquinamento.

La qualità delle acque di balneazione europee rimane elevata dopo quattro decenni di azioni volte a prevenire e ridurre l’inquinamento – ha sottolineato Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell’AEA – Il diritto dell’UE non solo ha contribuito a innalzare la qualità complessiva, ma ha anche aiutato a identificare le aree in cui è necessaria un’azione specifica“.

Insieme al Rapporto, i cui risultati saranno presentati il 2 giugno 2021 durante una sessione dedicata nell’ambito dell’European Green Week, l’AEA anche pubblicato una Mappa interattiva aggiornata che mostra le performance di ciascun sito, e dei Rapporti relativi ai singoli Paesi, tra cui, ovviamente, anche quello dedicato all’Italia dove non mancano spiagge al mare e ai laghi, che oltre la qualità delle acque di balneazione, è ottima l’offerta di servizi e di sicurezza, come dimostra il numero di Bandiere Blu assegnate anche quest’anno al nostro Paese dalla Foundation for Environmental Education (FEE).

 

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