Il Rapporto dell’ISPRA sullo Stato delle Acque in Italia, propedeutico al 4° ciclo di gestione della Direttiva quadro sulle acque (DQA), contiene l’analisi di 7.700 corpi idrici superficiali e di 1.007 corpi idrici sotterranei, da cui emerge che lo stato ecologico e chimico delle acque superficialinon è buono, mentre va meglio per le acque sotterranee con il 70% in stato chimico buono.
In Italia, su un totale di più di 7.700 corpi idrici superficiali (fiumi, laghi, acque marino-costiere e di transizione), il 43,6% è in stato/potenziale ecologico buono o superiore, mentre poco più del 75% è in stato chimico buono. Per le acque sotterranee, su un totale di 1.007 corpi idrici, quasi l’80% è in stato quantitativo buono, mentre il 70% è in stato chimico buono. I corpi idrici superficiali e sotterranei in stato sconosciuto sono diminuiti notevolmente rispetto al 2° ciclo di gestione della Direttiva Quadro sulle Acque. Sono attese al 2027 aspettative di miglioramento del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientali previsti dalla Direttiva per i corpi idrici superficiali e sotterranei.
Sono alcuni dei dati contenuti nelRapportodell’ISPRA“Lo Stato delle acque in Italia, Verso il 4° ciclo di gestione”, pubblicato il 27 aprile 2026 e predisposto sulla base delle informazioni del reporting deiPiani di Gestione delle Acque – 3° ciclo di gestionedella Direttiva Qualità Acque (DQA).
Partendo dalla descrizione del contesto di policy europea più recente, il Rapporto fornisce un quadro conoscitivo di dettaglio dellecondizioni dei corpi idrici, analizzando lostato ecologico e chimico delle acque superficiali, nonché lostato chimico e quantitativo delle acque sotterranee. Sono analizzate lepressioni significative sui corpi idrici e i relativi impatti, sono riportati gliobiettivi ambientalie leesenzionipreviste dalle Amministrazioni competenti e lemisure da attuare per migliorare le condizioni dei corpi idrici stessi.
Oltre a un quadro conoscitivo di dettaglio delle condizioni dei corpi idrici, delle pressioni a loro carico e delle misure per migliorarne le condizioni, viene proposta la necessaria base informativa per unariflessione informata e consapevole.

La Direttiva Quadro sulle Acque stabilisce gli obiettivi di qualità ambientale per le acque superficiali, sotterranee e per le aree protette. In particolare, per icorpi idrici superficiali naturaliè previsto il raggiungimento delbuono stato ecologico edelbuono stato chimico.
Lostato/potenziale ecologicodelle acqueè basato sulle condizioni degli elementi di qualità biologica che ricoprono i diversi ruoli nella rete trofica degli ecosistemi acquatici (fitoplancton, flora acquatica, macroinvertebrati bentonici, fauna ittica) e sugli elementi idromorfologici, chimici e fisico-chimici a supporto (elementi fisico-chimici generali e inquinanti specifici non appartenenti all’elenco di priorità.
Per ladefinizione e valutazione dello stato chimico delle acque superficialiè stata predisposta, a livello comunitario, una lista, periodicamente aggiornata, disostanze inquinanti – da rilevare nelle acque, nei sedimenti o nel biota, indicate come “prioritarie” e “pericolose prioritarie” sulla base delle caratteristiche chimiche – con i relativi Standard di Qualità Ambientale (SQA).
I corpi idrici artificiali e fortemente modificati devono invece raggiungere un buon potenziale ecologico e un buono stato chimico.
Per icorpi idrici sotterraneiè previsto il conseguimento delbuono stato quantitativoe delbuono stato chimico.
Lostato quantitativo delle acque sotterraneedescrive lo stato di equilibrio di un corpo idrico in termini di bilancio trarisorsa idrica disponibile e prelievi nel lungo termine, per usi antropici, esprimendo il grado di sfruttamento di un corpo idrico rispetto alla sua capacità di ravvenamento naturale.
Lostato chimico delle acque sotterraneedescrive laqualità di un corpo idrico sotterraneo in funzione delle concentrazioni di alcune categorie di inquinanti, sia di origine naturale che di sintesi. Per ilbuonostato chimico, le concentrazioni di inquinanti, nel corpo idrico sotterraneo, non devono presentare effetti di intrusione salina, non devono superare gli SQA definiti a livello comunitario, così come i Valori Soglia (VS) definiti a livello nazionale. Inoltre, non devono essere compromessi o a rischio gli obiettivi ambientali delle acque superficiali connesse, non devono essere arrecati danni significativi agli ecosistemi terrestri direttamente dipendenti dal corpo idrico sotterraneo e non devono essere rilevate variazioni della conduttività riconducibili a intrusione salina o di altra natura.

L’analisi contenuta nel Rapporto ISPRA, effettuata alla scala di distretto idrografico – unità territoriale di riferimento per la pianificazione prevista dalla Direttiva Acque – rivela che lamaggior parte dei corpi idrici superficiali in stato elevato ricadono nel distretto della Sardegnae sono costituiti in prevalenza da acque marino-costiere (44%) e di transizione (10%).Le maggiori percentuali di fiumi in stato potenziale ecologico buono si registrano sempre in Sardegna (76% di corpi idrici fluviali del distretto), seguono i distretti delle Alpi Orientali e dell’Appennino Centrale (per entrambi, 43%).
Riguardo allepressioni antropiche, l’inquinamento da fonte diffusa (distribuita sul territorio), in particolare l’agricolturarimane la pressione maggiormente incidente sulle acque superficiali, seguita dalla pressione di tipoidromorfologico(ad es. opere di difesa idraulica, attraversamenti di strade/ferrovie), da quella puntuale (in particolare gliscarichi urbani) e dai prelievi.
Su un totale di 1.007 corpi idrici sotterranei, il79% è in stato quantitativo buono. Rispetto al ciclo di pianificazione precedente, e diminuisce notevolmente il numero di corpi idrici sotterranei in stato sconosciuto che passa da quasi il 25% a meno del 2%.

Mentre per quanto riguarda lo stato chimico, il 70% dei corpi idrici è in stato chimico buono. Rispetto al ciclo precedente, diminuisce notevolmente il numero di corpi idrici sotterranei in stato sconosciuto che passa dal 17,5% al 3%.
Una gestione integrata e sostenibile della risorsa idrica deve basarsi su adeguati strumenti conoscitivi e di analisi dello stato dei corpi idrici, delle pressioni a cui sono soggetti e di valutazione dell’efficacia delle misure volte al miglioramento dello stato e alla mitigazione degli impatti. In un contesto climatico e di sviluppo economico e sociale in rapida evoluzione, la gestione integrata e sostenibile dell’acqua si configura non soltanto come una priorità ambientale, ma come una scelta strategica per il futuro del Paese.
“ISPRA e SNPA garantiscono dati scientifici e solidi al servizio delle Istituzioni– ha dichiaratoMariaAlessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA –Il Rapporto sullo stato delle nostre acque conferma segnali positivi, ma evidenzia anche quanto sia urgente accelerare sul raggiungimento degli obiettivi di qualità delle nostre acque. L’acqua è una priorità nazionale e una leva strategica per ambiente, salute ed economia; è fondamentale ridurre le pressioni, soprattutto quelle diffuse, e rafforzare una gestione integrata e sostenibile della risorsa. In un contesto di cambiamento climatico, investire in prevenzione e monitoraggio non è più un’opzione, ma una responsabilità condivisa. L’acqua è il nostro bene più prezioso e tutelare la sua salute, significa proteggere anche la nostra”.

