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Salute: in un mondo di crisi e impunità

È stato pubblicato il 23 maggio 2026 su The Lancet il Rapporto dellaCommissione CHH-Lancet su Salute, Conflitto e Sfollamento Forzato, con le raccomandazioni per ripensare radicalmente la progettazione, la governance, il finanziamento e l’erogazione del sistema umanitario che non è più adeguato allo scopo.

Sono 239 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, ma solo 87 milioni la riceveranno. Con l’intensificarsi dei conflitti, l’aumento degli sfollamenti forzati e il protrarsi impunemente delle violazioni del diritto internazionale, il sistema umanitario globale non è più in grado di adempiere alla sua missione di protezione delle popolazioni su larga scala.

Sono le conclusioni delRapportoJohns Hopkins Center for Humanitarian Health–Lancet Commission on health, conflict, and forced displacement: health in a world of crises and impunity”, pubblicato sul numero del 23 maggio 2026 diThe Lancet, e presentato in anteprima all’Università di Ginevra il 20 maggio nell’ambito delGeneva Health Forum, con leraccomandazioni di trasformazione per ripensare radicalmente la progettazione, la governance, il finanziamento e l’erogazione degli interventi sanitari umanitari in alcuni dei contesti più difficili del mondo.

LaCommissione CHH-Lancet su Salute, Conflitto e Sfollamento Forzatoè una collaborazione tra ilJohns Hopkins Center for Humanitarian Health eThe Lancet, è stata avviata nel 2024, e finanziata dallaFondazione Bill e Melinda Gatese dallaCommissione per gli Affari Umanitari e la Cooperazione Internazionale(CAHCI), Ospedali Universitari di Ginevra (HUG), che riunisce 21 commissari e 21 studiosi, tra cui ricercatori e professionisti emergenti provenienti da paesi a basso e medio reddito, peraffrontare il crescente impatto dei conflitti armati e la portata senza precedenti degli sfollamenti forzati sulla salute globale. Il termine “salute” è inteso in senso ampio,includendo l’assistenza clinica, lasalute pubblicae ideterminanti sociali della salute.Nelle zone di conflitto, la maggior parte dei decessi non è causata direttamente dalla violenza, bensì dal collasso dei sistemi sanitari essenziali.

Basandosi su un’analisi condotta su5 pilastri strategici(Diritto internazionale;Princìpi umanitari;Governance;Finanziamenti;Sistemi sanitari), dopo 2 anni di lavori la Commissione propone unprogramma integrato per la trasformazione strutturale del sistema umanitario, fondato su una deliberata ridistribuzione del potere, delle risorse e degli incentivi.

La stima ufficiale delle Nazioni Unite del fabbisogno di finanziamento per aiuti umanitari globali per il 2025 è passatoda 44 miliardi di dollari a 29 miliardi, evidenziando unallarmante crollo delle risorse in un momento in cui i bisogni umanitari hanno raggiunto livelli senza precedenti.

Così,152 milioni di persone sono rimaste senza aiuti e delle 239 milioniche si prevede avranno bisogno di assistenza umanitaria nel 2026,solo 87 milioni riceveranno un supporto salvavita. Nelle zone di conflitto, lamaggior parte dei decessi non è causata direttamente dalla violenza, bensì dal collasso dei sistemi sanitari essenziali.

Allo stesso tempo, gliattacchi e gli ostacoli all’assistenza sanitaria hanno raggiunto livelli record: nel 2024 sono stati documentati3.663 episodi, confermando un costante aumento osservato negli ultimi anni. Il personale medico è sempre più spesso preso di mira, mentrel’accesso agli aiuti umanitari viene strumentalizzato a fini politici.

Infine, i finanziamenti per gliaiuti umanitari e la salute globale sono ora in gran parte determinati da considerazioni di sicurezza nazionale e di politica estera, piuttosto che dai bisogni reali delle popolazioni colpite. Questo cambiamento sta rendendo ilsistema più selettivo, imprevedibile e profondamente politicizzato.

Fonte: The Lancet, 2026

Dietro ogni statistica di questo rapporto c’è una persona che è stata abbandonata da un sistema che dovrebbe proteggerla– ha affermatoPaul Spiegel, Presidente della Commissione e Direttore del Johns Hopkins Center for Humanitarian Health –Oggi il mondo spende circa 100 volte di più per il settore militare di quanto sarebbe necessario per soddisfare i bisogni umanitari più urgenti. Non si tratta di un problema di risorse, ma di una scelta politica che abbiamo il potere di cambiare”.

Come risposta a questa situazione la Commissione formula4 azioni urgenti:
Riequilibrare le dinamiche di potere: porre le comunità colpite, anziché i donatori o gli interessi geopolitici, al centro del processo decisionale e dell’allocazione delle risorse. Gli attori internazionali devono giustificare la propria presenza sul campo e trasferire progressivamente l’autorità ai leader locali, secondo una tempistica chiara e vincolante. Il sistema umanitario delle Nazioni Unite dovrebbe essere consolidato in un’unica struttura pienamente responsabile.

Porre fine all’impunità: gli attacchi contro i civili, gli operatori sanitari e le infrastrutture mediche devono avere conseguenze concrete. È necessaria un’alleanza globale per la tutela della salute che riunisca Stati, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative, e che agisca concretamente quando le tutele sanitarie vengono violate.

Riformare il finanziamento: i fondi devono essere guidati dalle esigenze umanitarie, non dalle priorità politiche o strategiche. Ciò richiede l’istituzione di un fondo globale indipendente, separato dalle agenzie delle Nazioni Unite e dai donatori bilaterali, con allocazioni basate sull’equità. L’espansione dei programmi di assistenza in denaro dovrebbe contribuire a rafforzare l’autonomia delle popolazioni colpite e a sostenere le economie locali. Infine, il finanziamento umanitario deve essere meglio integrato nei sistemi nazionali di protezione sociale per includere le popolazioni sfollate, anziché gestirlo attraverso meccanismi paralleli.

Garantire la salute per tutti: la guerra non sospende il diritto alla salute, anzi lo rende più urgente. Ogni decisione deve fondarsi su questo diritto fondamentale, garantendo un accesso equo, soprattutto per le popolazioni più vulnerabili. La continuità delle cure deve diventare la norma: l’interruzione dei servizi essenziali – che si tratti di assistenza traumatologica, salute materna, malattie croniche o salute mentale – deve essere considerata un fallimento sistemico. I sistemi sanitari devono inoltre integrare la resilienza climatica e garantire che l’innovazione tecnologica sia al servizio primario delle esigenze delle comunità.

Molte delle singole raccomandazioni non sono nuove, ma in questo momento,con i bisogni in rapida crescita, i tagli drastici che hanno smantellato gli aiuti, la violazione del diritto internazionale, è un’opportunità.

Questa è un’occasione di cambiamento che si presenta una volta nella vita, a causa della situazione davvero difficile e terribile in cui ci troviamo a livello globale– ha sottolineato Spiegel –Ma proprio questa situazione permette il cambiamento che avverrà solo se riusciremo a mettere da parte alcune delle nostre differenze e dei nostri pregiudizi“.

Immagine di copertina: Fonte Eventbrite

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