Sostenibilità

Pronti per l’imprevedibile?: nessun Paese è preparato

Una nuova analisi del Global Footprint Network e di Greenings rileva che i Governi nazionali non hanno integrato gli impatti del superamento dei limiti ecologici, inclusa la sicurezza delle risorse, nelle loro strategie economiche principali, rimanendo così esposti a rischi che stanno già rimodellando l’economia globale.

In occasione dell’Overshoot Day 2026, è stato lanciato ilRapporto“Prepared for the Predictable? Overshoot and the Failure of Countries to Ready Themselves” (Pronti per l’imprevedibile? Il superamento dei limiti ecologici e l’incapacità dei Paesi di prepararsi), redatto dalGlobal Footprint Network, in collaborazione conGreenings, una rete indipendente e senza scopo di lucro che mette in contatto dirigenti ed esperti provenienti dal mondo delle imprese, delle istituzioni, del mondo accademico, della società civile e della finanza, al fine di individuare e superare gli ostacoli sistemici al progresso.

Gli autori (David Lin,Mathis Wackernagel,Kristin KostkaeDennis West), hannoesaminato le strategie economiche pubblicate dai vari Paesi, per valutare se tengano conto della sicurezza delle risorse e del superamento dei limiti ecologici, elementi essenziali perché le economie dipendono da input fisici limitati.

I ricercatori, avvalendosi di metodi basati sull’Intelligenza Artificiale hannovalutato in che misura ciascun documento riconosca il superamento dei limiti ecologici come rischio economico e se tale riconoscimento si traduca in politiche e investimenti concreti, utilizzando una griglia di valutazione strutturata su 2 Assi.
L’Asse 1 quantifica la misura in cui unastrategia riconosce il superamento dei limiti come una minaccia, ed è suddiviso in3 dimensioni:
–riconoscimento del rischio biofisico(se la strategia collega la pianificazione economica ai limiti delle risorse fisiche);
–riconoscimento del rischio economico(se i deficit di risorse sono trattati come una minaccia alla stabilità fiscale o al credito);
–rilevanza(quanto questo linguaggio è visibile nelle sezioni principali del documento, anziché essere relegato a note a piè di pagina o allegati specifici per settore).

L’Asse 2 quantifica la misura in cui unastrategia dimostra una risposta concreta, ed è suddiviso in2 dimensioni:
–allineamento tra governance e applicazione(se i rischi riconosciuti sono accompagnati da politiche vincolanti e finanziate, anziché da semplici dichiarazioni di intenti);
–traiettoria biofisica (se gli investimenti e la pianificazione industriale mostrano un reale spostamento verso la sicurezza delle risorse, anziché una continua espansione dell’estrazione e della produzione).

Ciascuna dimensione è valutata da 0 a 1 con incrementi di 0,25 rispetto a 5 livelli qualitativi, dal totale disinteresse al pieno allineamento.

Ne è emerso che:
–Nessuna delle 40 strategie nazionali analizzate affronta in modo significativo i rischi di superamento del limite di velocità.

–L’attuale piano quinquennale (2026-2030) della Cina ha ottenuto il punteggio più alto, sebbene non offra ancora una risposta adeguata.

–I documenti strategici nazionali dell’Argentina si sono classificati all’ultimo posto tra tutti i documenti esaminati.

–L’Unione europea ha ottenuto un punteggio inferiore a quanto i suoi risultati in materia di sostenibilità potrebbero suggerire, evidenziando una discrepanza tra gli impegni pubblici e la pianificazione economica.

I risultati suggeriscono che, anchequando la sostenibilità viene riconosciuta nel dibattito pubblico, non si riflette in modo coerente nelle decisioni strutturali che plasmano le economie nazionali. Sebbene alcune nazioni mostrino una parziale consapevolezza, la maggior parte non dispone di risposte vincolanti, evidenziandofragilità sistemicaelacune politiche.

Questa immagine mostra in che misura le strategie deiPpaesi riconoscono (asse x) e rispondono (asse y) al superamento dei limiti. La faccina sorridente verde nell’angolo in alto a destra indica dove dovrebbero essere le strategie per riconoscere e rispondere in modo significativo al superamento dei limiti (Fonte: Prepared for the Predictable? Overshoot and the Failure of Countries to Ready Themselves, 2026).

Il Rapporto raccomanda ai Governi di istituire task force interpartitiche per amappare le dipendenze e a rafforzare la resilienza in vista di prevedibili vincoli alle risorse e sconvolgimenti climatici. Strumenti emergenti, come il Transition Valuation Project, che applica un’analisi di superamento degli obiettivi prefissati alle decisioni in materia di infrastrutture, imprese e investimenti, orientando le strategie di transizione e le decisioni finanziarie verso la riduzione del superamento delle risorse (overshoot) e la creazione di valore.

“Il superamento dei limiti ecologici non è una preoccupazione ambientale lontana; è un rischio economico concreto– ha affermatoDavid Lin, Senior Scientist di Global Footprint Report e co-autore del rapporto –I Paesi dipendono così tanto dalle risorse globali da diventare sempre più vulnerabili agli shock legati alle risorse, come dimostrano le interruzioni delle forniture innescate da eventi quali l’invasione russa dell’Ucraina, la chiusura dello Stretto di Hormuz e la pandemia di COVID-19 “.

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