Quest’anno l’Earth Overshoot Day ovvero il giorno in cui la popolazione mondiale supera la quantità di risorse che il nostro Pianeta è in grado di generare, sulla base dei calcoli della Global Footprint Network, cade il 30 luglio, in leggero posticipo rispetto al 2025, ma per l’Italia è già stato anticipato al 3 maggio, tanto che se tutti gli abitanti del mondo avessero lo stesso stile di vita degli italiani ci sarebbe bisogno di 2,7 Terre.
Cade il 30 luglio l’Earth Overshoot Day 2065, ovvero il giorno in cui l’umanità ha già consumato le risorse biologiche che gli ecosistemi naturali possono rinnovare nel corso dell’intero anno ed entra in debito ecologico.
A calcolare l’Earth Overshoot Day è il Global Footprint Network, un’Organizzazione di ricerca internazionale che si occupa di sviluppare e promuovere strumenti volti ad accelerare la transizione verso un futuro più sostenibile, sulla base dell’indicatore ambientale “impronta ecologica” che misura la quantità di suolo e di mare biologicamente produttivi che servirebbero per generare le risorse consumate dalla popolazione e assorbire i suoi rifiuti e emissioni, confrontandola con la “biocapacità” della Terra di rigenerarle in un anno, in collaborazione con laYork Universityche ora elabora iNational Footprint &Biocapacity Accounts, il principale database nazionale al mondo che monitora la domanda umana di risorse naturali rispetto alla loro capacità di rigenerazione, sotto la supervisione diFODAFO(Footprint Data Foundation)-
Proprio come un estratto conto bancario tiene traccia delle entrate rispetto alle spese, il Global Footprint Network misura la domanda di una popolazione e l’offerta di risorse e servizi da parte degli ecosistemi. Questi calcoli servono quindi come base per stabilire l’Earth Overshoot Day.
Dal lato dell’offerta, labiocapacità di una città, di uno stato o di una nazione rappresenta la sua area terrestre e marittima biologicamente produttiva, comprese le terre forestali, i pascoli, i terreni coltivati, le zone di pesca e i terreni edificati.
Dal lato della domanda, l‘impronta ecologica misura la domanda di una popolazione di prodotti alimentari e fibre vegetali, bestiame e prodotti ittici, legname e altri prodotti forestali, spazio per infrastrutture urbane e foresta per assorbire le emissioni di anidride carbonica dai combustibili fossili.

Giornate di superamento dei limiti della Terra nel corso degli anni. Mostra il superamento globale dei limiti, a partire dal 1973, che cresce nel tempo fino a coprire oltre 5 mesi dell’anno nel 2026. La superficie rossa corrisponde al debito ecologico accumulato a causa del superamento globale dei limiti. Aumenta ogni anno a causa del superamento aggiuntivo(fonte Global Footprint Network).
Da tutte le estrapolazioni dei dati e dei fattori analizzati, si è concluso che l’Earth Overshoot Day 2026 cade il 30 luglio(l’anno scorso era stato il 24 luglio), ciò significa chel’umanità sta vivendo come se avesse 1,73 Terre, un ritmo che supera dell’80% la capacità rigenerativa degli ecosistemi terrestri.
“Per la natura stessa della fisica, il superamento dei limiti non può durare– ha dichiaratoMathis Wackernagel, Fondatore e membro del Consiglio di amministrazione del Global Footprint Network –Finirà o per una progettazione deliberata o per un disastro causato da eventi imprevisti. Non dovrebbe essere troppo difficile scegliere quale delle due opzioni sia preferibile, soprattutto alla luce delle numerose alternative possibili“.
Ma non tutti i Paesi depredano con la stessa intensità. L’Italiaha raggiunto l’Overshoot Day 2026 il 3 maggio, prima ancora della metà dell’anno. L’impronta ecologica media di un italiano, pari a circa 4,3 ettari globali, viene divisa per la biocapacità media mondiale, cioè 1,6 ettari globali. Il risultato di questa divisione è 2,68: ciò significa che, se tutti avessero il nostro stesso stile di vita, avremmo bisogno di quasi 2,7 pianeti.

Per raggiungere l’obiettivo dell’IPCC delle Nazioni Unite di ridurre le emissioni di carbonio del 43% in tutto il mondo entro il 2030, sarebbe necessario spostare l’Earth Overshoot Day di 19 giorni all’anno per i prossimi 7 anni.
Posticipare l’Earth Overshoot Day è possibile, e le soluzioni esistono già.
Secondo il Global Footprint Network, basterebbe intervenire su5 settori chiave: energia, cibo, mobilità, ecosistemi e popolazione. Ognuno di questi ha un impatto diretto e misurabile sulla data in cui la Terra entra in “debito ecologico”:
– Energia. Ridurre drasticamente l’uso di combustibili fossili e migliorare l’efficienza energetica. Tagliare del 50% le emissioni di CO₂ potrebbe posticipare l’Overshoot Day di circa 93 giorni.
–Cibo. Scegliere diete più sostenibili (meno carne, più vegetali), ridurre gli sprechi alimentari e migliorare la filiera agroalimentare. Solo dimezzando lo spreco e il consumo di carne guadagneremmo oltre 20 giorni.
– Città e mobilità. Rendere le città più vivibili e sostenibili, promuovendo trasporti pubblici, biciclette e spostamenti a piedi. Una mobilità urbana più green potrebbe ritardare la data di 13 giorni.
– Ecosistemi (foreste e oceani). Proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali – in particolare foreste e suoli – per aumentare la biocapacità della Terra. Il solo ripristino forestale globale può contribuire con 8 giorni.
–Popolazione e istruzione. Investire nell’istruzione, nell’accesso alla salute e nella pianificazione familiare per contenere la pressione demografica a lungo termine. È una delleleve meno immediate, ma fondamentali per la sostenibilità futura.
