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Plastic Overshoot Day: 6 settembre 2026

Il Plastic Overshoot Day (Giornata del Sovrasfruttamento della Plastica) segna il momento in cui la quantità di rifiuti di plastica generati dagli imballaggi monouso, dai prodotti per la casa e dal settore tessile supera la capacità mondiale di gestirli, causando inquinamento ambientale. Nel 2026, si prevede che il Plastic Overshoot Day globale cadrà il 6 settembre. Ogni paese ha il suo Plastic Overshoot Day, determinato dalla quantità di rifiuti di plastica generati e dalla capacità nazionale di gestirli. Per l’Italia cade il 5 novembre.

Oggi (6 settembre 2026) è ilPlastic Overshoot Day, ovvero il giorno dell’anno in cui la quantità di rifiuti plastici generati nel mondo supera la capacità locale di gestirli in sicurezza, iniziativa lanciata nel 2023 daEarth Action (EA), Ong svizzera di ricerca e consulenza ambientale con sede a Losanna, nota a livello mondiale soprattutto per i suoi studi pionieristici sull’inquinamento da plastica e per aver ideato metodologie per calcolare l’impronta della plastica(plastic footprint) di aziende e nazioni, che collabora conWWF Italiaper elaborare soluzioni di ecodesign e strategie di sostenibilità basate sui dati, con l’obiettivo di supportare i negoziatori delTrattato delle Nazioni Unite sulla plasticae altri attori globali impegnati ad affrontare la crisi dell’inquinamento da plastica.

Per definire la situazione globale e locale della crisi dell’inquinamento da plastica, gli analisti di EA hanno valutato migliaia di parametri e ne hanno creati di nuovi per fare luce su questa crisi. Questa iniziativa invita i professionisti impegnati e i cittadini sensibili a contribuire a invertire la tendenza della crisi dell’inquinamento da plastica.

Secondo EA, nel 2026 circa il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo sarà gestito in modo improprio. Si tratta di circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che rischiano di contaminare suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera.

Il fenomeno presenta forti differenze tra i Paesi. Dodici Stati, tra cui Cina, Russia, India, Brasile e Messico, sono responsabili complessivamente del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale. Inoltre,circa due terzi della popolazione mondiale vive in territori nei quali la quantità di rifiuti prodotti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza.

Tuttavia, il solo Plastic Overshoot Day non fornisce un quadro completo di questo complesso problema. Per facilitare soluzioni mirate ed efficaci, sono stati definitimodelli di Paesi, che consentono di profilare le nazioni in base a fattori determinanti come ilconsumo locale pro capite di plastica, ivolumi di importazione ed esportazione di rifiutie lecapacità di trattamento dei rifiuti del paese.

–Gli inquinatori moderati.In media, i Paesi con un livello di inquinamento moderato tendono ad avere una produzione di rifiuti plastici di livello medio. La metà di questi Paesi ha esportato parte dei propri rifiuti. Tali Paesi non gestiscono i rifiuti in modo efficace, con conseguenti impatti ambientali negativi sia a livello nazionale che nei Paesi riceventi.

–I sovraccarichi. GliOverloadersono grandi produttori di rifiuti plastici, che esportano una quantità significativa dei loro rifiuti. La loro gestione dei rifiuti è efficiente. A differenza dei Transactor, che pur consumando quantità simili di rifiuti, gli Overloader importano meno rifiuti di quanti ne esportino. Questo squilibrio sovraccarica quindi i sistemi di gestione dei rifiuti di altri paesi, creando probabilmente problemi di cattiva gestione nei paesi in cui gli Overloader inviano i loro rifiuti plastici.

–Gli inquinatori che producono pochi rifiuti. Nonostante i bassi livelli di produzione di rifiuti, i Paesi a bassa produzione di rifiuti contribuiscono all’inquinamento da plastica a causa delle loro cattive pratiche di gestione dei rifiuti. A seconda delle dimensioni della popolazione, alcuni Paesi possono essere tra i principali responsabili dell’inquinamento globale.

– I produttori di rifiuti tossici.I Paesi produttori di rifiuti tossici generano grandi quantità di rifiuti plastici, la cui gestione è spesso inadeguata. Alcuni di questi Paesi esportano i propri rifiuti verso luoghi privi di infrastrutture idonee per la gestione dei rifiuti. L’inquinamento da plastica in molti Paesi è aggravato dai rifiuti gestiti in modo inadeguato dopo essere stati ricevuti dai Paesi produttori di rifiuti tossici.

– I Transattori.I paesi del gruppo Transactors sono caratterizzati da elevati tassi di produzione di rifiuti plastici. La gestione dei loro rifiuti tende ad essere efficiente, sebbene la maggior parte non disponga ancora di sistemi di economia circolare estesi per la plastica. Si tratta di paesi ricchi europei che esportano una grande quantità di rifiuti, ma ne importano anche molti dai paesi limitrofi. Grazie a questo scambio di rifiuti con i loro partner commerciali, sono riusciti a ottimizzare le proprie pratiche di gestione dei rifiuti, con conseguente riduzione del volume di rifiuti smaltiti in modo inadeguato e un basso rischio di dispersione di plastica nell’ambiente.

– Gli autosufficienti. I paesi autosufficienti producono una quantità moderata di rifiuti di plastica pro capite e sono in grado, in una certa misura, di gestirli internamente, sebbene per alcuni di loro siano necessari miglioramenti.

Sulla base di questi archetipi, vengono presentate raccomandazioni su misura per le circostanze specifiche di ciascun paese, che mirano a consentire ai paesi dimigliorare il loro Overshoot Day e mitigare l’inquinamento da plastica.

Per ridurre la quantità di plastica che sfugge a una gestione sicura, è necessario rafforzare politiche e pratiche tra cui lariduzione del consumo e dell’utilizzo di plastica, lapromozione di modelli di economia circolare come le iniziative di riparazione e riutilizzo, l’attuazione di solide politiche di gestione dei rifiuti come la responsabilità estesa del produttore (EPR), ilpotenziamento delle infrastrutture locali per la gestione dei rifiutie lacessazione dell’importazione di rifiuti di plastica da altri paesi. Adottando misure adeguate alla loro situazione, i paesi possono compiere progressi significativi nella lotta contro l’inquinamento da plastica.

L’Italia, molti altri Paesi europei, rientra nella categoria degli Overloader, in una posizione intermedia nel confronto internazionale, con circa 61 kg di rifiuti plastici prodotti pro capite ogni anno: il Plastic Overshoot Day nazionale cade il 5 novembre, meglio della media mondiale, ma ancora lontano dalle migliori performance europee, come quelle di Svizzera, Francia e Spagna.

Per Wwf Italia, il Plastic Overshoot Day rappresenta unulteriore indicatore della pressione esercitata dalle attività umane sugli ecosistemi,in parallelo con la dinamica evidenziata dall’Earth Overshoot Day.

“Invertire questa tendenza richiede un cambiamento profondo nelle strategie e nei modelli produttivi – ha dichiarato Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert di WWF Italia – È necessario ridurre la produzione di plastica vergine, eliminare progressivamente le sostanze chimiche più pericolose, progettare prodotti per essere riutilizzati e realmente riciclati e rafforzare la responsabilità dei produttori lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti”.

Unruolo particolare viene attribuito alle città, dove si concentrano popolazione, consumi e produzione di rifiuti. Secondo il Wwf, prevenzione, riuso, raccolta differenziata di qualità e infrastrutture adeguate possono contribuire a ridurre la dispersione della plastica nell’ambiente e a evitare che i rifiuti raggiungano fiumi, laghi e mari.

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