In attesa di annunciare quello globale in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno 2026), Global Footprint Network ha reso disponibile l’Overshoot Day 2026 di molti Paesi industrializzati, da cui emerge che per l’Italia il giorno in cui consumerebbe il budget di risorse disponibile si è spostato in avanti di 4 giorni rispetto allo scorso anno, in ulteriore peggioramento.
Considerato lo stile di vita dei suoi cittadini, il 6 maggio 2025 l’Italia avrebbe esaurito il budget di risorse naturali a disposizione, vivendo dal 7 maggio in debito ecologico.
In attesa di conoscere la data dell’Overshoot Day Globale che sarà annunciata, come da tradizione in occasione dellaGiornata Mondiale dell’Ambiente(5 giugno 2025), Global Footprint Network ha reso note le date per alcuni Paesi, dal momento che molti hanno già superato, come l’Italiail cui Overshoot Day è caduto3 maggio 2025o stanno persuperare la biocapacità, ovvero la quantità di risorse che sono in grado di generare in un anno sulla base dell’indicatore ambientale “Impronta ecologica” che misura la domanda e l’offerta di natura.
Per l’Italia si tratta di un altro passo in avanti negativo rispetto al 2025, quando l’Overshoot Day era arrivato il6 maggio, allineandosi all’UE-27 che ha fatto un piccolo passo nell’uso delle risorse naturali del pianeta, visto che l’anno scorso era caduto il29 aprile.

L’Impronta ecologica traccia l’utilizzo delle superfici produttive. Tipicamente queste aree sono:terreni coltivati,pascoli,zone di pesca,terreni edificati,aree forestaliedomanda di carbonio sulla terraferma.
Dal lato delladomanda, l’Impronta ecologica somma tutte learee biologicamente produttive per le quali compete una popolazione, una persona o un prodotto. Misura le risorse ecologiche di cui una determinata popolazione o prodotto ha bisogno per produrre le risorse naturali che consuma (compresi prodotti alimentari e fibre di origine vegetale, prodotti del bestiame e della pesca, legname e altri prodotti forestali, spazio per le infrastrutture urbane) e per assorbire i suoi rifiuti, in particolare le emissioni di carbonio.
Dal lato dell’offerta, la biocapacità di una città, di uno stato o di una nazione rappresenta la produttività delle sue risorse ecologiche (compresi terreni coltivati, pascoli, terreni forestali, zone di pesca e terreni edificati). Queste aree, soprattutto se lasciate non raccolte, possono anche servire ad assorbire i rifiuti che generiamo, in particolare le emissioni di carbonio derivanti dalla combustione di combustibili fossili.
Se l’Impronta ecologica di una popolazione supera la biocapacità di una regione, quella regione presenta un deficit di biocapacità. La sua domanda di beni e servizi che la sua terra e i suoi mari possono fornire – frutta e verdura, carne, pesce, legno, cotone per l’abbigliamento e assorbimento di anidride carbonica – supera ciò che gli ecosistemi della regione possono rigenerare (deficit ecologico). Una regione in deficit ecologico soddisfa la domanda importando, liquidando le proprie risorse ecologiche (come la pesca eccessiva o la deforestazione) e/o emettendo anidride carbonica nell’atmosfera. Se la biocapacità di una regione supera la sua Impronta ecologica, ha una riserva di biocapacità.
Pertanto, non tutti i Paesi prevedono un overshoot day. Se l’impronta ecologica pro capite di un Paese fosse inferiore alla biocapacità globale pro capite (1,5 gha), allora il mondo non esaurirebbe l’intero budget annuale delle risorse rigenerative in un anno. Questi paesi pertanto non hanno un giorno di superamento e sono elencati come “nessuno” nelle tabelle dei dati, oppuresono esclusi.

Secondo i dati delNational Footprint and Biocapacity Accounts,l’impronta ecologica pro capite dell’Italia si traduce in un fabbisogno di circa 3 Terre se tutta l’umanità vivesse come noi. In termini di territorio nazionale,servirebbero oltre 5 Italie per soddisfare la domanda di risorse dei soli residenti italiani.
I fattori che pesano di più sull’impronta ecologica italiana sono:
–impronta del carbonio(emissioni fossili): rappresenta il 61% dell’impronta ecologica globale;
–consumo alimentare, in particolare le proteine animali;
–mobilità privata e trasporto aereo;
–consumo di suolo e le infrastrutture.
Gli sforzi individuali possono ridurre significativamente l’impronta ecologica di un Paese e garantire un utilizzo più sostenibile delle risorse, tra cui:
–Migliorare l’efficienza energetica: isolare le case, investire in pannelli solari e passare a fonti di energia rinnovabili.
–Risparmiare l’acqua: usare sanitari intelligenti, riciclare le acque grigie e raccogliere l’acqua piovana per il giardinaggio.
–Ridurre gli sprechi: adottare uno stile di vita circolare, riparando, riutilizzando e riciclare ove possibile.
–Mangiare in modo più intelligente: scegli cibi locali, stagionali e di origine vegetale per ridurre l’uso intensivo di risorse da parte dell’industria della carne e dei latticini.
–Ripensare i trasporti: camminare, andare in bicicletta, condividere l’auto o usare i mezzi pubblici invece di guidare da soli.
–Rendere verde l’ambiente circostante: piantare giardini resistenti al clima e partecipa a progetti locali di riforestazione o di inverdimento urbano.
–Rafforzare l’azione della comunità: sostenere iniziative verdi condivise, rafforzare la resilienza ai disastri e promuovere la consapevolezza ambientale nella propria zona di residenza.
Se adottate su larga scala,queste azioni quotidiane possono potenzialmente ritardare l’Overshoot Day di un Paese, contribuendo a mantenerci entro il bilancio ecologico del Pianeta.
IlGlobal Footprint Networkmette a disposizione unCalcolatore, ottimizzato per dispositivi mobili, che consente di verificare come variazioni nello stile di vita può influenzare l’impronta ecologica.

