Benessere Salute

Natura: riduce i segnali del dolore nel cervello

Uno studio condotto da un team internazionale di neuroscienziati coordinati dall’Università di Vienna e dall’Università di Exeter dimostra, con l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale, che le esperienze nella natura possono alleviare il dolore fisico acuto e che, sorprendentemente, tale effetto viene prodotto anche con video naturalistici.

Immergersi nella natura, non solo soggiornandovi, ma anche attraverso video naturalistici, allevia il dolore fisico acuto, riducendo l’attività cerebrale correlata alla sua percezione.

È il risultato di uno Studio, pubblicato su Nature Communications e condotto da ricercatori dell’Università di Vienna e dell’Università di Exeter (GB) che, utilizzando tecniche di neuroimaging hanno dimostrato che anche la semplice osservazione di video raffiguranti ambienti naturali riduce la percezione del dolore.  

Il senso di benessere che deriva dallo stare a contatto con la natura è già stato documentato da numerosi studi scientifici. Un’indagine condotta da ricercatori finlandesi aveva appurato che frequentare spazi verdi e blu riduce l’uso di farmaci prescritti per asma, depressione, ansia, insonnia e ipertensione, suggerendo che l’offerta di spazi verdi di alta qualità negli ambienti urbani, e la promozione di un loro uso attivo, potrebbe migliorare la salute e il benessere nelle città. Tuttavia, i meccanismi alla base di questo effetto erano sconosciuti

Numerosi studi hanno dimostrato che le persone riferiscono costantemente di provare meno dolore quando sono esposte alla natura – ha affermato Maximilian O. Steininger, Dottorando di ricerca presso la Facolta di Psicologia dell’Università di Vienna e principale autore dello studio – Tuttavia, fino ad ora, le ragioni alla base di questo effetto non erano chiare. Il nostro studio è il primo a fornire prove da scansioni cerebrali che questo non è solo un effetto “placebo”, guidato dalle convinzioni e dalle aspettative delle persone che la natura sia buona per loro, ma piuttosto il cervello reagisce meno alle informazioni sulla provenienza del dolore e sulla sua intensità. I nostri risultati suggeriscono che l’effetto antidolorifico della natura è genuino, sebbene l’effetto che abbiamo riscontrato sia stato significativamente inferiore a quello degli antidolorifici. Le persone che soffrono dovrebbero certamente continuare ad assumere qualsiasi farmaco sia stato loro prescritto. Ma speriamo che in futuro possano essere utilizzati modi alternativi per alleviare il dolore, come l’esperienza della natura, per aiutare a migliorare la gestione del dolore“.

Steininger e i suoi colleghi hanno studiato il legame tra natura e dolore, sottoponendo dei soggetti colpiti da dolore a tre video diversi: una scena all’aria aperta; una scena al chiuso; una scena urbana per il confronto. I partecipanti dovevano valutare autonomamente il dolore e la loro attività cerebrale veniva misurata anche tramite uno scanner per risonanza magnetica funzionale. I risultati sono stati chiari: osservando la scena che mostra la natura, i partecipanti non solo hanno riferito di provare meno dolore, ma hanno anche mostrato una minore attività nelle regioni cerebrali associate all’elaborazione del dolore.

a) Stimoli che raffigurano un ambiente naturale, urbano e interno. Un paesaggio sonoro corrispondente accompagnava ogni stimolo visivo. Le tre serie di dolore avevano una durata totale di 9 minuti ciascuna, durante le quali un ambiente era accompagnato da 16 scosse dolorose e 16 non dolorose. Tutti i partecipanti sono stati esposti a tutti gli ambienti (in ordine controbilanciato).
b) Struttura e cronologia di una prova di esempio. Innanzitutto, è stato presentato un segnale che indicava l’intensità della scossa successiva (rosso = doloroso, giallo = non doloroso) per 2000 millisecondi (ms). In secondo luogo, è stato mostrato un intervallo variabile di 3500 ± 1500 ms. In terzo luogo, è stato presentato un segnale che indicava l’intensità della scossa per 1000 ms, accompagnato da una scossa elettrica con una durata di 500 ms. In quarto luogo, è seguito un intervallo variabile di 3500 ± 1500 ms. In quinto luogo, dopo ogni terza prova, i partecipanti hanno valutato l’intensità e la sgradevolezza della scossa a 6000 ms ciascuna. Infine, ogni prova si è conclusa con un intervallo interprova (ITI) presentato per 2000 ms. Lo stimolo ambientale è stato presentato simultaneamente, eccetto per la fase di valutazione durante ogni prova. Sono stati somministrati shock elettrici dolorosi e non dolorosi al dorso della mano sinistra con un elettrodo separato (Fonte: Nature Communications, 2025).

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) non solo ha reso possibile comprendere in modo preciso le risposte del cervello, ma apre la strada a future applicazioni terapeutiche basate su ambienti naturali virtuali.

Questo studio evidenzia come gli incontri virtuali con la natura possano portare il potenziale curativo della natura alle persone quando non possono uscire – ha aggiunto Alex Smalley, Ricercatore presso il Centro europeo per l’ambiente e la salute umana dell’Università di Exeter e co-aiutore dello studio – Speriamo che i nostri risultati servano anche come una rinnovata prova dell’importanza di proteggere ambienti naturali sani e funzionanti, incoraggiando le persone a trascorrere del tempo nella natura a beneficio sia del pianeta che delle persone.  l fatto che questo effetto antidolorifico possa essere ottenuto attraverso un’esposizione virtuale alla natura, facile da somministrare, ha importanti implicazioni pratiche per i trattamenti non farmacologici e apre nuove strade alla ricerca per comprendere meglio come la natura influisce sulle nostre menti“.

In copertina: foto di Simon Migaj su Pexels

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