2 Dicembre 2021
Agroalimentare Biodiversità e conservazione Flora

Deforestazione: quasi il 90% imputabile all’espansione agricola

La FAO ha presentato alla COP26 i primi risultati della nuova indagine di telerilevamento (GRSS), utilizzando dati e strumenti di telerilevamento sviluppati in collaborazione con NASA e Google, che mostrano come gli impatti sulla deforestazione di agricoltura e allevamento siano superiori a quanto finora supposto.

L’espansione agricola guida quasi il 90% della deforestazione globale, un impatto molto maggiore di quanto si pensasse in precedenza.

Lo afferma la FAO che ha presentato nel corso dell’incontro di alto livello dal titolo ““Azioni di potenziamento per invertire la tendenza alla deforestazione”, organizzato dalla Collaborative Partnership on Forest alla COP26 di Glasgow, tuttora in corso, i risultati della sua prima “Global Remote Sensing Survey” (GRSS), condotto utilizzando dati e strumenti satellitari sviluppati in collaborazione con la NASA e Google e in stretta collaborazione con oltre 800 esperti nazionali di quasi 130 Paesi.

Secondo lo studio, più della metà della perdita di foreste in tutto il mondo è dovuta alla conversione delle foreste in terreni coltivati, mentre il pascolo del bestiame è responsabile di quasi il 40% della deforestazione che comunque sta rallentando, anche se le foreste pluviali tropicali continuano ad essere sotto pressione.

Secondo l’ultima valutazione globale delle risorse forestali della FAO, abbiamo perso 420 milioni di ettari di foresta dal 1990 – ha dichiarato il Direttore Generale della FAO QU Dongyu, presentando i dati – A tal fine, l’aumento della produttività agroalimentare per soddisfare le nuove esigenze di una popolazione in crescita e l’arresto della deforestazione non sono obiettivi che si escludono a vicenda. Invertire la tendenza alla deforestazione e aumentare i progressi duramente conquistati su questo fronte è di vitale importanza per ricostruire meglio e più verde dalla pandemia di Covid-19. Per riuscire in tale impresa, dobbiamo sapere dove e perché si verificano la deforestazione e il degrado forestale e dove è necessaria l’azione. Ciò può essere ottenuto solo combinando le ultime innovazioni tecnologiche con le competenze locali sul campo. Di tale approccio la nuova indagine costituisce un buon esempio”. 

Più di 20 Paesi in via di sviluppo hanno dimostrato che aumentare la produttività agroalimentare per soddisfare le nuove esigenze di una popolazione in crescita e arrestare al contempo la deforestazione è possibile farlo, come confermano i dati relativi in Sud America e in Asia, anche se in queste aree le foreste tropicali continuano a registrare i tassi di deforestazione più elevati.

Seppure i driver della deforestazione differiscono nelle varie regioni del mondo, l’agricoltura rimane il principale motore, ad eccezione dell’Europa, dove il maggiore impatto deriva dall’espansione urbana e dalle infrastrutture. La conversione in terre coltivate domina la perdita di foreste in Africa e in Asia, con oltre il 75% della superficie forestale persa, mentre in Sud America, quasi tre quarti della deforestazione sono dovuti ai pascoli per il bestiame. 

In considerazione dei molteplici legami tra foreste, agricoltura e sicurezza alimentare, il nuovo quadro strategico della FAO coordinerà gli sforzi per trasformare i sistemi agroalimentari in modo che siano più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili.  

Insieme al Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e al Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), la FAO supporta più di 60 Paesi nell’attuazione di strategie per ridurre le emissioni dovute alla deforestazione e al degrado forestale attraverso il Programma UN-REDD per aiutare i Paesi in via di sviluppo a eliminare le emissioni di gas serra causate dalla deforestazione.

La FAO, insieme all’UNEP coordina le attività per il Decennio ONU sul ripristino dell’ecosistema, un’importante opportunità per trasformare le idee innovative in azioni ambiziose.

Inoltre, al recente Vertice della Nazioni Unite sui sistemi alimentari si è formata una coalizione tra Paesi produttori e consumatori, aziende e organizzazioni internazionali per fermare la deforestazione e gli impatti ambientali dannosi della conversione dei terreni per la produzione di prodotti agricoli.

La Collaborative Partnership on Forests , guidata dalla FAO, che riunisce 15 Organizzazioni internazionali, sta sviluppando un’iniziativa congiunta per invertire la marea di deforestazione e accelerare le azioni per aumentare il loro impatto. 

In copertina: foto di Karen Minasyan/FAO

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