28 Luglio 2021
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Decennio (2021-2030) di ripristino degli ecosistemi

Il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema è un appello per la protezione e il rilancio degli ecosistemi in tutto il mondo, perché solo con ecosistemi sani possiamo migliorare le condizioni di vita delle persone, contrastare i cambiamenti climatici e fermare il collasso della biodiversità.

Con la risoluzione del 1° marzo 2019 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato “Il Decennio per il Ripristino dell’Ecosistema”, con l’obiettivo di potenziare in modo rilevante il ripristino degli ecosistemi degradati o distrutti come misura per combattere le crisi climatiche e migliorare la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e la biodiversità.

Il Decennio delle Nazioni Unite va dal 2021 fino al 2030, anno che è anche la scadenza per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e anche la deadline che gli scienziati hanno fissato come termine per prevenire gli eventi catastrofici dei cambiamenti climatici, è coordinato dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e dalla FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura) che sta programmando una serie di eventi e iniziative attraverso una piattaforma web dedicata che costituirà un hub per tutti coloro che sono interessati al ripristino per trovare progetti, partner, finanziamenti e le conoscenze di cui hanno bisogno affinché i loro sforzi divengano un successo.

UNEP e FAO sono onorate di guidare l’attuazione del Decennio insieme ai nostri partner –  ha affermato Joyce Msuya, Direttrice esecutiva dell’UNEP – Il degrado dei nostri ecosistemi ha avuto un impatto devastante sia sulle persone che sull’ambiente. Siamo entusiasti del fatto che lo slancio per ripristinare il nostro ambiente naturale abbia guadagnato terreno, perché la natura è la nostra migliore scommessa per affrontare l cambiamenti climatici e garantirci il futuro“.

Il ripristino dell’ecosistema è definito come un processo per invertire il degrado degli ecosistemi, paesaggi, laghi e oceani, per riacquistare la loro funzionalità ecologica; in altre parole, per migliorare la produttività e la capacità degli ecosistemi di soddisfare i bisogni della società. Ciò può essere fatto consentendo la rigenerazione naturale degli ecosistemi sovra-sfruttati, ad esempio, o piantando alberi e altre piante.

Attualmente, circa il 20% della superficie vegetata del Pianeta mostra un calo della produttività con perdite di fertilità legate all’erosione, all’impoverimento delle risorse e all’inquinamento in tutte le parti del mondo. Entro il 2050 il degrado e il cambiamento climatico potrebbero ridurre i raccolti del 10% a livello globale e in alcune regioni fino al 50%.

Il degrado degli ecosistemi terrestri e marini mina le condizioni di vita di 3,2 miliardi di persone e costa circa il 10% del prodotto lordo globale annuo in termini di perdita di servizi ecosistemici chiave, essenziali per l’alimentazione e l’agricoltura, compresa la fornitura di acqua dolce, la protezione dai rischi e la fornitura di habitat per specie che stanno diminuendo rapidamente.

Una valutazione del Global Partnership on Forest and Landscape Restoration ha indicato in circa 2 miliardi di ettari i terreni forestali disboscati e degradati del mondo che posso essere opportunamente ripristinati: un’area più grande del Sud America.

Ripristinare 350 milioni di ettari di terreni degradati entro il 2030, secondo l’obiettivo della Bonn Challenge, l’iniziativa lanciata nel 2011 dal Governo germanico e dalla IUNC che monitora i progressi degli impegni assunti da 74 governi, associazioni private e aziende, potrebbe generare 9.000 miliardi di dollari in servizi eco-sistemici e liberare l’atmosfera di ulteriori 13-26 Gigaton. di gas serra.

Altre iniziative nel frattempo si sono aggiunte a livello regionale, come segnalato dall’ultimo numero della Rivista della FAO UNASYLVA dal titolo “Restoring the Earth.The Next Decade”, con 63 Paesi, governi subnazionali e organizzazioni private che si sono già impegnati a ripristinare 173 milioni di ettari di foreste e paesaggi, e le risposte regionali stanno facendo progressi significativi in Africa (AFR100), in America Latina e Caraibi (20X20) e in Europa, Caucaso e Asia Centrale (ECCA30).

La Strategia per il Decennio si articola in 10 azioni che possono dar vita ad una #GenerationRestoration.

1. Rafforzare il movimento globale
L’obiettivo generale del Decennio delle Nazioni Unite è fermare e invertire la distruzione e il degrado di miliardi di ettari di ecosistemi. È un compito arduo. Diventa ancora più complicato data l’immensa diversità degli ecosistemi e le minacce che stanno subendo: da foreste lussureggianti minacciate dagli incendi degli accaparratori di terre a suoli agricoli così erosi che possono dare ancora raccolti solo per qualche anno. Nessuna singola entità può guidare il corso in questo sforzo. Il Decennio è stato progettato per mettere in rete le azioni di molti che possono informarsi sulle opportunità di ripristino nella loro zona. Possono aderire ad un’iniziativa già in corso o avviarne una propria.

2. Investire nel ripristino dell’ecosistema
Il ripristino richiede risorse. Le organizzazioni che guidano le attività sul campo sono spesso sottofinanziate e affrontano un’insicurezza finanziaria a lungo termine. Sebbene i vantaggi del ripristino superino di gran lunga i costi, sono necessari investimenti iniziali dell’ordine di miliardi. Governi, Istituti di credito internazionali, Agenzie di sviluppo e Imprese private dovranno aumentare il loro sostegno. Le persone possono prendere in considerazione di effettuare una donazione, dare la disponibilità del proprio tempo o della propria esperienza per un’iniziativa degna.

3. Impostare i giusti incentivi
Il ripristino fa bene al Pianeta e alle persone, ma prendersi cura della natura può anche significare rinunciare ad alcuni dei guadagni finanziari di pratiche meno sostenibili. Ci sono modi per cambiare questa situazione: i sussidi all’agricoltura e alla pesca che spesso finanziano pratiche dannose potrebbero essere utilizzati per sostenere invece il ripristino. A lungo termine, ecosistemi più sani possono produrre raccolti più abbondanti, redditi più sicuri e un ambiente più sano per le persone.

4. Celebrare la leadership
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a uno slancio incredibile intorno al ripristino e le campagne per piantare miliardi di alberi hanno catturato l’immaginazione di molti e le comunità si sono riunite per effettuare piantagioni di massa. Il Decennio celebrerà queste buone pratiche, incoraggiando gli altri a farsi avanti.

5. Promuovere cambiamenti comportamentali
La deforestazione, l’esaurimento degli stock ittici e il degrado dei suoli agricoli sono tutte pratiche causate dai modelli di consumo globale. Il Decennio servirà ad individuare e incoraggiare il consumo consapevole, dal cambiamento delle diete alimentari alla promozione di prodotti provenienti dalle attività di ripristino.

6. Investire nella ricerca
Ilripristino dell’ecosistemaèun’attività complessa. Le pratiche efficaci in un ecosistema possono avere impatti negativi in ​​un altro. Man mano che il clima cambia, sorgono nuove incertezze. Ritornare allo stato precedente potrebbe non essere una soluzione opportuna poiché temperature più calde o il variare delle precipitazioni richiedono piante e colture più resistenti. La comprensione scientifica di come ripristinare e adattare gli ecosistemi è ancora in via di sviluppo. Sono necessari investimenti considerevoli per identificare le migliori pratiche per ripristinare il nostro Pianeta.

7. Aumentare la capacità
Sono già in corso migliaia di iniziative di conservazione e ripristino. Il Decennio sarà alimentato dalla loro visione, competenza e dedizione. Tuttavia, questi professionisti spesso affrontano molte barriere che impediscono loro di attuare i progetti a livello di scala. Altri settori critici, come la finanza, richiedono più dati e approfondimenti per prendere decisioni informate. Come priorità, la Strategia del Decennio cerca di costruire la capacità dei gruppi più vulnerabili che rischiano di perdere molto dalla continua distruzione degli ecosistemi, come le popolazioni indigene, le donne e i giovani, a cui assegnare un ruolo attivo nelle attività di ripristino.

8. Celebrare la cultura del ripristino
Il potere di far rivivere il nostro ambiente non spetta solo ai governi, agli esperti e ai professionisti. Tutt’altro: passare dal saccheggio del Pianeta al ripristino è una sfida culturale. La Strategia del Decennio invita quindi artisti, narratori, produttori, musicisti e influencer a unirsi alla #GenerationRestoration.

9. Costruire la prossima generazione
Sono i giovani e le generazioni future ad essere i più colpiti dalle conseguenze dell’attuale rapida distruzione degli ecosistemi. Inoltre, trarranno il massimo vantaggio dalla creazione di posti di lavoro sostenibili basati su un’economia di ripristino. La Strategia del Decennio creerà un collegamento diretto tra il benessere dei giovani e gli obiettivi di ripristino. L’educazione per il ripristino trasformerà i bambini di oggi in “ambasciatori dell’ecosistema”, fornendo loro competenze per posti di lavoro sostenibili e garantendo che i risultati del Decennio sopravvivano ben più a lungo del tempo fissato.

10. Ascoltare e imparare
Per condividere idee ed opinioni e su come si può essere coinvolti è stato predisposto un breve sondaggio che contribuirà a progettare gli strumenti e le piattaforme necessari per costruire una  #GenerationRestoration.



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