5 Dicembre 2021
Biodiversità e conservazione Clima Flora

Boschi e Foreste ben gestiti possono assorbire il 39% di CO2 in più

Il Rapporto “Boschi e Foreste nel Next Generation EU. Sostenibilità, sicurezza, bellezza” di Fondazione Symbola, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi, sottolinea l’importanza di una gestione forestale sostenibile nella transizione verde europea e nel contrasto alla crisi climatica, e gli impegni che derivano all’Italia dalla Strategia europea sulla Biodiversità che prevede la piantumazione di 3 miliardi di alberi nei Paesi membri dell’UE.

L’Italia è il secondo tra i grandi Paesi europei per copertura forestale con 11,4 milioni di ettari di foreste pari al 38% della sua superficie territoriale (cfr: il primo Rapporto nazionale sullo stato delle forese e del settore forestale – RaF Italia 2017-2018, realizzato nell’ambito delle attività previste dal Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, con il supporto del Centro di Ricerca Politiche e bioeconomia del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’economia agraria (CREA), con il supporto di Compagnia delle Foreste).

Ogni anno le foreste italiane sottraggono dall’atmosfera circa 46,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica, che si traducono in 12,6 milioni di tonnellate di carbonio accumulato.
Il carbonio organico accumulato nelle foreste italiane è pari a 1,24 mliardi di tonnellate, corrispondenti a 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
In città le piante possono ridurre le temperature e rimuovere ozono e polveri sottili che in gran parte responsabili delle 60 mila morti premature che ogni anno avvengono in Italia a causa dell’inquinamento atmosferico.

Sono questi alcuni dati del Rapporto Boschi e foreste nel Next Generation EU. Sostenibilità, sicurezza, bellezza” di Fondazione Symbola, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi, presentato in webinar il 16 dicembre 2020, che sottolinea l’importanza di una gestione forestale sostenibile nella transizione verde europea e nel contrasto alla crisi climatica.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può avere nei boschi e nelle foreste uno dei suoi punti di forza a partire da un’alleanza tra pubblico, privato, comunità e cittadini – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Symbola, Ermete RealacciGli alberi riducono una parte delle emissioni di CO2, danno più qualità e abbattono l’inquinamento nelle città, possono rafforzare la filiera del legno, importante per il Made in ITALY. La quota più rilevante del Next Generation UE (il 37%) è proprio destinata alla transizione verde. La biodiversità e la bellezza sono una parte essenziale di quell’economia a misura d’uomo che è il cuore del ‘Manifesto di Assisi promosso dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento”.

In poco meno di 30 anni la superficie boschiva italiana ha registrato una crescita del 20% (passando da 9 milioni di ettari del 1990 agli attuali 11,4 milioni). Con il 38% della superficie nazionale coperta da boschi l’Italia è al 2° posto tra i grandi Paesi europei per copertura forestale dopo la Spagna 55,4% e davanti a Germania 32,8%, Francia 32,1% e Gran Bretagna 13,1% (media Ue 33%). Inoltre nel periodo 1990-2015 l’Italia ha registrato crescita annuale media di superficie forestale dello 0,8%, seconda a quella della Spagna (1,2%), davanti a Francia (0,7%), Gran Bretagna (0,5%) e Germania (0,04%), media UE (0,4%).

Più del 32% di boschi e foreste italiane è custodito da aree protette a fronte di una media europea del 24%. Nel suo Rapporto speciale “Climate Change and Land” (SRCC), l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), il Gruppo di esperti dell’ONU che ha per mission lo studio del riscaldamento globale, ritiene che la gestione forestale sostenibile rappresenti il più importante strumento di mitigazione grazie all’assorbimento (sink di carbonio), all’immagazzinamento negli stock di biomassa e alla sostituzione di prodotti fossili con prodotti legnosi.

Abbiamo elaborato insieme a Federforeste la proposta di piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali – ha annunciato il Presidente di Coldiretti, Ettore PrandiniCon l’inquinamento dell’aria che è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, bisogna intervenire in modo strutturale ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato con le essenze più adatte alle condizioni climatiche e ambientali dei singoli territori”.

Se il patrimonio forestale fosse gestito correttamente (allungamento turni, trasformazione popolamenti da coetanei a disetanei, conversione cedui, applicazione regolare delle scelte di pianificazione, prevenzione disturbi, nuove riserve forestali, rete dei boschi vetusti) e non lasciato a se stesso, l’immagazzinamento del carbonio crescerebbe del 30%. Inoltre se aumentassimo l’utilizzo del legno in tutti gli edifici pubblici (50% modello francese), si avrebbe per ogni Kg di legno impiegato una riduzione media di 1,2 Kg di carbonio, dovuto al mancato utilizzo di materiali Carbon intensive come cemento e acciaio.

L’Italia con oltre 10 miliardi di dollari è terza al mondo per saldo della bilancia commerciale nel legno arredo, dopo la Cina( 92mld) e Polonia (11mld) ed è al quarto posto in Europa per la produzione di edifici prefabbricati in legno. Attualmente oltre l’80% del fabbisogno di legno è coperto dall’importazione, per un valore complessivo di 3 miliardi di euro, un valore che ci rende secondi importatori netti in Europa dopo il Regno Unito. L’Italia importa quasi 70 milioni di m3 equivalenti così suddivisi: 3,2 milioni di m3 di legname grezzo, 37,6 milioni di m3 equivalenti di prodotti semilavorati, 29,3 milioni di m3 equivalenti di paste e carta.  Se facessimo piantagioni dedicate in grado di sostituire almeno il legname grezzo che importiamo, servirebbero 365.000 ettari (e dovremmo aspettare anni), mentre migliorando la gestione degli 783.000 ettari dei boschi in grado di fornirlo – sugli 11,4 milioni che abbiamo – produrremmo più di 3 milioni di m3 annullandone così la necessità di import e generando un processo virtuoso a cascata sull’importazione di semilavorati.

L’Italia, in base alla nuovaStrategia europea per la biodiversità 2030” che prevede di piantare 3 miliardi di alberi nei Paesi dell’Unione, sarà tenuta a contribuire con la piantumazione nei prossimi 10 anni di più di 200 milioni di alberi. Per soddisfare la richiesta nei prossimi 10 anni nel settore floro-vivaistico serviranno 25.000 nuovi posti di lavoro stabili, a cui si dovranno aggiungere 4.000 posti per i primi 4 anni legati alle iniziali attività di piantagione e manutenzione (sfalcio, erba e irrigazione).

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