Il Rapporto “Boschi e Foreste nel Next Generation EU. Sostenibilità, sicurezza, bellezza” di Fondazione Symbola, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi, sottolinea l’importanza di una gestione forestale sostenibile nella transizione verde europea e nel contrasto alla crisi climatica, e gli impegni che derivano all’Italia dalla Strategia europea sulla Biodiversità che prevede la piantumazione di 3 miliardi di alberi nei Paesi membri dell’UE.
L’Italiaè il secondo tra i grandi Paesi europei per copertura forestalecon 11,4 milioni di ettari di foreste pari al 38% della sua superficie territoriale (cfr: il primoRapportonazionale sullo stato delle forese e del settore forestale– RaF Italia 2017-2018, realizzato nell’ambito delle attività previste dalProgramma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, con il supporto del Centro di Ricerca Politiche e bioeconomia del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’economia agraria (CREA), con il supporto diCompagnia delle Foreste).
Ogni annole foreste italiane sottraggono dall’atmosfera circa 46,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica, che si traducono in 12,6 milioni di tonnellate di carbonio accumulato.
Ilcarbonio organico accumulato nelle foreste italiane è pari a 1,24 mliardi di tonnellate, corrispondenti a 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
In città le piante possono ridurre le temperature e rimuovere ozono e polveri sottiliche in gran parte responsabili delle60 milamorti prematureche ogni anno avvengono in Italia a causa dell’inquinamento atmosferico.
Sono questi alcuni dati delRapporto “Boschi e foreste nel Next Generation EU. Sostenibilità, sicurezza, bellezza” diFondazione Symbola,ColdirettieBonifiche Ferraresi, presentato in webinar il 16 dicembre 2020, che sottolinea l’importanza di una gestione forestale sostenibile nella transizione verde europea e nel contrasto alla crisi climatica.
“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può avere nei boschi e nelle foreste uno dei suoi punti di forza a partire da un’alleanza tra pubblico, privato, comunità e cittadini– ha dichiarato il Presidente della Fondazione Symbola,Ermete Realacci–Gli alberi riducono una parte delle emissioni di CO2, danno più qualità e abbattono l’inquinamento nelle città, possono rafforzare la filiera del legno, importante per il Made in ITALY. La quota più rilevante del Next Generation UE (il 37%) è proprio destinata alla transizione verde. La biodiversità e la bellezza sono una parte essenziale di quell’economia a misura d’uomo che è il cuore del ‘Manifesto di Assisi’promosso dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento”.
In poco meno di30 anni la superficie boschiva italiana ha registrato una crescita del 20%(passando da 9 milioni di ettari del 1990 agli attuali 11,4 milioni). Con il 38% della superficie nazionale coperta da boschi l’Italia è al 2° posto tra i grandi Paesi europei per copertura forestale dopo la Spagna 55,4% e davanti a Germania 32,8%, Francia 32,1% e Gran Bretagna 13,1% (media Ue 33%). Inoltre nel periodo 1990-2015 l’Italia ha registrato crescita annuale media di superficie forestale dello 0,8%, seconda a quella della Spagna (1,2%), davanti a Francia (0,7%), Gran Bretagna (0,5%) e Germania (0,04%), media UE (0,4%).
Più del32% di boschi e foreste italiane è custodito da aree protettea fronte di una media europea del 24%. Nel suo Rapporto speciale“Climate Change and Land” (SRCC), l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), il Gruppo di esperti dell’ONU che ha permissionlo studio del riscaldamento globale, ritiene che lagestione forestale sostenibile rappresenti il più importante strumento di mitigazionegrazie all’assorbimento (sink dicarbonio), all’immagazzinamento negli stock di biomassa e alla sostituzione di prodotti fossili con prodotti legnosi.
“Abbiamo elaborato insieme a Federforeste la proposta di piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane anche per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il vasto e straordinario patrimonio forestale presente nelle aree naturali– ha annunciato il Presidente di Coldiretti,Ettore Prandini–Con l’inquinamento dell’aria che è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, bisogna intervenirein modo strutturale ripensando losviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato con le essenze più adatte alle condizioni climatiche e ambientali dei singoli territori”.
Se il patrimonio forestale fosse gestito correttamente(allungamento turni, trasformazione popolamenti da coetanei a disetanei, conversione cedui, applicazione regolare delle scelte di pianificazione, prevenzione disturbi, nuove riserve forestali, rete dei boschi vetusti) e non lasciato a se stesso, l’immagazzinamento del carbonio crescerebbe del 30%. Inoltre se aumentassimol’utilizzo del legno in tutti gli edifici pubblici(50% modello francese), si avrebbeper ogni Kg di legno impiegato una riduzione media di 1,2 Kg di carbonio, dovuto al mancato utilizzo di materialiCarbon intensivecome cemento e acciaio.
L’Italiacon oltre 10 miliardi di dollariè terza al mondo per saldo della bilancia commerciale nel legno arredo, dopo la Cina( 92mld) e Polonia (11mld) ed è alquarto posto in Europa per la produzione di edifici prefabbricati in legno. Attualmente oltrel’80% del fabbisogno di legno è coperto dall’importazione, per un valore complessivo di 3 miliardi di euro, un valore che ci rendesecondi importatori netti in Europadopo il Regno Unito. L’Italia importa quasi 70 milioni di m3 equivalenti così suddivisi: 3,2 milioni di m3 di legname grezzo, 37,6 milioni di m3 equivalenti di prodotti semilavorati, 29,3 milioni di m3 equivalenti di paste e carta. Sefacessimo piantagioni dedicate in grado di sostituire almeno il legname grezzo che importiamo, servirebbero 365.000 ettari (e dovremmo aspettare anni), mentre migliorando la gestione degli 783.000 ettari dei boschi in grado di fornirlo – sugli 11,4 milioni che abbiamo – produrremmo più di 3 milioni di m3 annullandone così la necessità di import e generando un processo virtuoso a cascata sull’importazione di semilavorati.
L’Italia, in base allanuova“Strategia europea per la biodiversità 2030” che prevede di piantare 3 miliardi di alberi nei Paesi dell’Unione, sarà tenuta a contribuire con lapiantumazione nei prossimi 10 anni di più di 200 milioni di alberi. Per soddisfare la richiesta nei prossimi 10 anni nel settore floro-vivaistico serviranno 25.000 nuovi posti di lavoro stabili, a cui si dovranno aggiungere 4.000 posti per i primi 4 anni legati alle iniziali attività di piantagione e manutenzione (sfalcio, erba e irrigazione).
