2 Dicembre 2021
Biodiversità e conservazione Salute

Zanzara coreana: resistente al freddo ha già colonizzato la Lombardia

Dopo la zanzara tigre e quella giapponese, è sopraggiunta anche la coreana (Aedes koreicus) che rispetto alle altre è maggiormente resistente al freddo, e che dopo la diffusione in Lombardia è destinata a raggiungere altre regioni italiane.

Aedes koreicus, la zanzara coreana resistente al freddo, è sempre più diffusa in Lombardia.
A rivelarlo è la ricercaEvidence for the spread of the alien species Aedes koreicus in the Lombardy region, Italy“, condotta dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università di Pavia, pubblicata il 14 ottobre 2021 su Parasites & Vectors

L’introduzione involontaria da parte dell’uomo di specie aliene di animali e di piante, al di fuori del loro territorio d’origine, è un fenomeno in costante aumento, basti pensare alla ben nota zanzara tigre (Aedes albopictus), originaria dell’Asia e ora diffusa in tutta Europa.

La capacità di dispersione di specie aliene di zanzare è favorita da diversi fattori, quali le condizioni climatiche, il continuo movimento di persone e di merci, la disponibilità di ambienti adatti allo sviluppo delle larve e di ospiti sui quali questi insetti possano compiere il pasto di sangue. Recenti studi hanno messo in evidenza come un’altra specie di zanzara, la zanzara coreana Aedes koreicus, sia stia diffondendo in maniera particolarmente rapida sul nostro territorio, in particolare nell’area pedemontana e di pianura del nord Italia.

Nell’estate del 2020, nel corso di un programma di sorveglianza di siti a rischio di introduzione di nuove zanzare invasive, in particolare a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia, i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano hanno raccolto circa 6mila larve e centinaia di uova di zanzara da raccolte d’acqua (piccoli stagni, vasche artificiali, contenitori etc). Molte di queste zanzare sono state identificate come appartenenti alla specie Aedes koreicus, probabilmente con origine dalla popolazione dell’isola vulcanica sudcoreana del distretto di Jeju.

La zanzara coreana è endemica in Giappone,nel nord della Cina, nella Corea del Sud e in alcune zone della Russia – spiega Sara Epis, docente del Dipartimento di Bioscienze dell’UNIMI e coordinatrice della ricerca – È stata segnalata per la prima volta in Italia nel 2011 in provincia di Belluno, ad altitudini e condizioni climatiche inadatte per la sopravvivenza della maggior parte delle specie di zanzare. Da allora le segnalazioni nel nord Italia sono aumentate. Sottolineiamo che questa zanzara, a differenza delle note “sorelle” del genere Aedes, come appunto la zanzara tigre, tollera molto bene le basse temperature, tanto che ha già colonizzato un’ampia area collinare-montana delVeneto e Trentino”.

La mappa mostra l’attuale distribuzione nota di Aedes koreicus in Europa a livello amministrativo “regionale”, a partire da marzo 2021. Rispetto al precedente aggiornamento (ottobre 2020) sono state presentate 4717 nuove relazioni. Fonte: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

Apparentemente, la zanzara coreana si sta diffondendo dall’originaria area infestata verso l’Italia meridionale e occidentale, probabilmente in relazione alle intense attività di trasporto di merci e alla disponibilità di habitat idonei in altre aree – osserva Paolo Gabrieli, ricercatore nello stesso Dipartimento e co-autore dello studio – La sua presenza nell’area pedemontana della provincia di Bergamo ci porta a pensare l’aeroporto internazionale di Orio al Serio possa essere una possibile via di introduzione. Oppure, Aedes koreicus potrebbe essere stata introdotta nel bergamasco da altre zone infestate dell’Italia o della Svizzera. Ovviamente ulteriori studi genetici ci aiuteranno a comprendere meglio la sua origine”.

I ricercatori sottolineano che le indagini sulle zanzare, e in particolare sulle specie aliene invasive, dovrebbero essere intensificate, non solo in relazione al fatto che si tratta di insetti fastidiosi e molesti, ma soprattutto in relazione alla loro capacità di trasmettere virus patogeni per l’uomo e per gli animali. Le attività di ricerca sono state supportate dal grande impegno e dal contributo di ricercatori dell’Università di Milano e della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, tra cui, rispettivamente, Agata Negri e Irene Arnoldi., le due co-principali autrici dello Studio.

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