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Copertura del suolo: le nuove mappe ad alta risoluzione 

Le nuove mappe di copertura del suolo ad alta risoluzione elaborate nell’ambito di un progetto dell’ESA, in grado di rilevare le attività su piccola scala (fino a 10m), legate alla deforestazione, all’agricoltura o alla crescita di nuovi insediamenti, offrono l’opportunità di studiare il ciclo regionale del carbonio, il bilancio del carbonio e il monitoraggio delle tendenze nel capitale naturale o nei progetti di conservazione, supportando la modellistica climatica e il Global Stocktake previsto dall’Accordo di Parigi.

Le stime globali dell’uso del suolo e del cambiamento della copertura del suolo sono indispensabili per quantificare lo scambio di gas serra tra il suolo e l’atmosfera e facilitare la rendicontazione nazionale delle emissioni a sostegno dell’Accordo di Parigidella Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e delGlobal Stocktake.

Le parti dell’UNFCCC sono tenute a presentare statistiche sulle emissioni e sugli assorbimenti di gas serra di origine antropica in tre categorie, tra cui le emissioni e gli assorbimenti derivanti dai cambiamenti nella copertura del suolo nei paesaggi gestiti– ha affermatoClement Albergel, Scienziato delle applicazioni climatiche dell’ESA –Comprendere il ruolo del territorio nello stoccaggio del carbonio e il suo potenziale futuro per compensare le emissioni di carbonio è fondamentale per monitorare l’efficacia dei progressi verso un futuro sostenibile”.

Tuttavia, le mappe esistenti sui cambiamenti di copertura del suolo a maglie di 100m non riescono a rilevare le attività di deforestazione su piccola scala, agricoltura o crescita di nuovi insediamenti, portando potenzialmente a errori significativi.

Nell’ambito dellaClimate Change Initiative(CCI) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il progettoHigh Resolution Land Covermira a generaremappe ad alta risoluzionedi copertura del suolo e di rilevamento dei cambiamenti a livello subcontinentale/regionale per studiare il ruolo della risoluzione spaziale nella ricerca sulla modellistica climatica. 

I prodotti principali del progetto consistono in:
mappe di copertura del suolo su scala subcontinentale a 10m(generate solo per il 2019) come input statico di riferimento per i modelli climatici;
una registrazione a lungo termine delle mappe di copertura del suolo regionale a 30mper l’analisi storica ogni 5 anni (generata nel periodo 1990-2019);
– lamodifica delle informazioni a 30m su scala annuale coerente con le mappe storiche della copertura del suolo.  

Le nuove mappe offrono un miglioramento superiore di 10 volte nella capacità di stimare con precisione i cambiamenti della copertura e dell’uso del suolo su scala subcontinentale/regionale.

Le nuove mappe sono particolarmente importanti per studiare i modelli di cambiamento del territorio a livello regionale e locale che non vengono rilevati nei prodotti a media risoluzione– ha spiegatoLorenzo Bruzzone, Professore presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento, uno dei massimi scienziati mondiali nel settore del telerilevamento e leader scientifico del Progetto High Resolution Land Cover dell’ESA Climate Change Initiative (HRLC-CCI) –In effetti, il cambiamento della risoluzione cambia la proporzione dei tipi di copertura del suolo identificati in una data regione e si traduce in una mappatura del cambiamento nell’uso del suolo che riflette in modo più accurato la situazione del mondo reale.”

Le mappe, adattate al sistema di classificazione della copertura del suolo della FAO, includono16 classiessenziali per un’efficiente assimilazione dei dati nei modelli climatici, facilitando lo studio dei cicli dell’acqua e del carbonio. Ad esempio, la copertura di alberi decidui e sempre verdi, terreni coltivati ​​e ambiente edificato.

Queste mappe a risoluzione più fine offrono un grande potenziale per studiare il ciclo regionale del carbonio, il bilancio del carbonio e il monitoraggio delle tendenze nel capitale naturale o nei progetti di conservazione.

I prodotti sono stati generati finora in 3 regioni cruciali per gli studi sui cambiamenti climatici (ilbacino amazzonico, lafascia del Sahelin Africa e lealte latitudini settentrionali della Siberia).

In occasione dellaGiornata Mondiale della Terraè stato elaborato dall’Università di Trentocon l’ESA, unvideoin cui si vede la città di Karthum (Sudan), divorare sempre più suolo, una macchia rossa che si espande in un territorio dove l’impatto dei cambiamenti climatici è giù molto pesante. È uno degli esempi di come le prime mappe di copertura del suolo ad alta risoluzione svelino come l’Amazzonia, l’Africa sahariana e la Siberia siano cambiate in 30 anni. 

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