Il Capoluogo ligure ha siglato un accordo con il CONOE – Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti – e AMIU per favorire la raccolta capillare degli oli vegetali di provenienza domestica.
Il Comune diGenovaha deciso di promuovere un accordo volto a favorire la raccolta capillare degli oli vegetali di provenienza domestica d’intesa con ilCONOE–Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti– eAMIU, la società che gestisce ed eroga i servizi diraccoltaesmaltimentodeirifiutiin città.
L’intesa muove i suoi passi dalla stima che i cittadini di Genova producono ogni anno tra le600 e le 800 tonnellatedioli esaustie che vengono raccolti solo in piccola parte, finendo per lo più negli scarichi fognari e nelle falde acquifere e causando danni all’ambiente e ai sistemi di scarico delle abitazioni.
A Genova nel 2023 sono stati raccolti, principalmente nelle tre isole ecologiche e attraverso il servizio Ecovan circa47 tonnellatedi oli e grassi esausti e circa13 tonnellatenel primo trimestre di quest’anno, ma con la nuova implementazione si intende moltiplicare le quantità raccolte sul territorio.
Potenziarne ilrecuperoed il corretto smaltimento, quindi, diventa un passo obbligato per minimizzare l’impatto antropico e aumentare le performance diriciclodi un materiale molto interessante per le sue applicazioni post consumo.
E per questo motivo che ieri, 16 aprile è partito sul territorio della “Superba” un potenziamento del servizio e unanuova campagna di informazioneper i cittadini legata allaraccolta differenziatadell’olio e grassi vegetali esausti con lo slogan “Olio recuperato ambiente salvato!”.
Il progetto è stato presentato a palazzo Tursi alla presenza dell’assessore all’Ambiente del Comune di Genova insieme aGiovanni Battista Raggipresidente AMIU Genova,Tommaso Campanile,presidente CONOEeFrancesco Mancinidirettore generale del Consorzio.
L’intesa, che dureràtre anni, prevede l’estensione progressiva della raccolta con il posizionamento degli appositicassonetti dal caratteristico colore rossonei vari quartieri per coprire tutti i Municipi in maniera capillare: dalle scuole pubbliche ai supermercati alle parrocchie e altri luoghi di aggregazione.
Un’iniziativa che, grazie alla moltiplicazione dei punti dove i cittadini possono conferire l’olio esausto, che passano dagli attuali venti a circa un centinaio, e a un’importante campagna di sensibilizzazione attraverso la diffusione di video tutorial, affissioni, volantini e attività sui canali social istituzionali, si auspica possa portare a raccogliere tutte le 600 tonnellate di olio esausto stimate.
“Tra gli obiettivi strategici di questo nuovo progetto– ha dichiaratoGiovanni Battista Raggi–ci sono l’aumento della qualità della raccolta differenziata e la promozione dell’economia circolare. La realizzazione di un circuito virtuoso di raccolta degli oli vegetali esausti provenienti dalle utenze domestiche rappresenta un elemento centrale per la prevenzione della produzione dei rifiuti e la difesa degli ecosistemi, nonché uno strumento concreto per il recupero di materia prima da uno scarto che, se mal gestito, ha un impatto negativo sull’ambiente. Il nostro obiettivo, con AMIU, è arricchire la strategia di economia circolare della città di Genova e contribuire a ridurre le emissioni di CO2, perché opportunamente trattato, questo rifiuto può infatti tornare a nuova vita sotto diverse forme, e rendere virtuoso il nostro ciclo dei rifiuti”.
Una racconta efficace degli oli esausti prodotti nelle cucine dei cittadini è molto importante, non solo per l’ambiente, ma anche per le tasche; gettare olio nel lavandino, ad esempio, provoca danni seri ai tubi di scarico e al funzionamento dei depuratori incrementando i costi di gestione. Inoltre, disperso nell’ambiente arreca ingenti danni inquinando acque e terreni, senza considerare i costi per la collettività. Si stima, infatti, che la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto richiede 1,10 euro al chilogrammo e il consumo di almeno 3 kW/h di energia.
“L’accordo con la città di Genova e AMIU è un ulteriore passo per un impegno concreto di tutti i soggetti coinvolti nella filiera del recupero degli oli vegetali esausti, primo fra tutti il CONOE–,-che segue numerosi progetti specifici di recupero sistematico degli oli alimentari esausti in altre importanti città italiane”,ha dichiaratoTommaso CampanilePresidente del Consorzio.“Gli oli vegetali esausti –ha proseguito– rappresentano una enorme risorsa se oggetto di pratiche di recupero corrette, consapevoli e costruttive. È un dovere prioritario procedere a costruire intorno a questa tematica una coscienza collettiva improntata ai principi della salvaguardia ambientale che inizia, in prima battuta, con la sottrazione di questo rifiuto a pericolose pratiche di dismissione incontrollata per arrivare ad una riconversione in biodiesel, con conseguenze positive in termini di emissioni di gas serra”.
Vanno inseriti negli appositi contenitori rossi solooli alimentari(olio di oliva,mais,girasole, etc…) comeolio della fritturae lacottura,olio per la conservazione dei cibi in scatolae in vetro(tonno o verdure) o dacondimento,oli vegetali deteriorati o scaduti. L’olio esausto dovrà essere filtrato da impurità ed eventuali residui di cibo per ottimizzare il processo di trasformazione da rifiuto a risorsa, e raccolto in bottiglie di plastica ben chiuse che potranno essere conferite direttamente all’interno dei contenitori rossi.
“Una raccolta attenta e corretta degli oli vegetali di scarto evita sprechi di risorse e crea nuove opportunità di riciclo: un’azione che arricchisce la strategia di economia circolare delle città e contribuisce a ridurre le emissioni di CO2correlate– ha dichiaratoFrancesco Mancini, DG CONOE –A differenza di altre tipologie di rifiuti, gli oli esausti si possono riciclare completamente donando loro una nuova vita sotto diverse forme: biodiesel, soprattutto, ma anche bio-lubrificanti saponi, e prodotti cosmetici biodegradabili”.
“Rinforzare il nostro servizio e intensificare le informazioni ai genovesi sull’impatto positivo che questa raccolta differenziata ha sull’ambiente e soprattutto sul nostro mare è uno dei nostri obiettivi”, ha aggiuntoGiovanni Battista Raggi,Presidente AMIU Genova.
“L’accordo con il CONOE rafforza e conferma la nostra attività istituzionale e operativa con i diversi consorzi delle filiere che si occupano di riciclo, rapporti indispensabili nel disegno complessivo che il recupero delle risorse comporta”.
Oltre che nei punti olio ‘rossi’ come sempre l’olio esausto potrà continuare ad essere conferito nei diversi Centri di Raccolta e nelle isole ecologiche e ovviamente nei 57 Ecovan che in giorni e strade diverse stazionano nella città.
redazione
