Aree protette e parchiMari e oceani

Oceani: da Accordo BBNJ protetti i 2/3 della biodiversità marina

Il primo trattato internazionale per proteggere gli ecosistemi marini al di fuori della giurisdizione nazionale (BBNJ) che coprono oltre i due terzi degli oceani, vitali per l’umanità, è stato adottato formalmente alle Nazioni Unite dopo decennali trattative, che attende ora una rapida ratifica degli Stati per entrare in vigore quanto prima possibile per il bene di tutta la vita sulla Terra..  

Il 19 giugno 2023 laConferenza intergovernativa(IGC)sulla biodiversità marina delle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, in occasione della 77ma Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato lo storico trattato conosciuto “BBNJ” (biodiversità oltre la giurisdizione nazionale), che segna la conclusione positiva di oltre un decennio di lavoro multilateraleperproteggere l’oceano,promuovere l’equità,affrontare il degrado ambientale,combattere il cambiamento climaticoeprevenire la perdita di biodiversità in alto mare 

“L’oceano è la linfa vitale del nostro pianeta e oggiavete soffiato nuova vita e speranza di dare all’oceano una possibilità di combattere– ha osservatoAntónio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, elogiando i delegati per l’Accordo raggiunto –Agendo per contrastare le minacce al nostro pianeta che vanno oltre i confini nazionali, state dimostrando che le minacce globali meritano un’azione globalee che i paesi possono concorrere, in unità, per il bene comune”.

Basandosi sull’eredità della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), l’Accordo rafforza in modo significativo ilquadro giuridico per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina in oltre due terzi dell’oceano, fornendo un quadro essenziale per la cooperazione intersettoriale tra gli Stati e altre parti interessate per promuovere lo sviluppo sostenibile dell’oceano e delle sue risorse e per contrastare le molteplici pressioni che deve affrontare. 

L’attuazione efficace e tempestivadell’Accordo contribuirà in modo cruciale al raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi relativi agli oceani dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibilee delQuadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.

“Questa è una vittoria importante per la biodiversità – ha dichiarato ilCommissario UE per l’ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius –un punto di svolta per la protezione dell’oceano e l’uso sostenibile delle sue risorse marine ed è quindi essenziale che il trattato entri in vigore rapidamente e sia effettivamente attuato”.

L’UE e i suoi membri, che hanno condotto i negoziati a livello globale attraverso laBBNJ High Ambition Coalitionlanciata duranteOne Ocean Summitdi Brest (febbraio 2022), con l’obiettivo di raggiungere un risultato ambizioso nel corso dei negoziati sul Trattato d’alto.

Il trattato entrerà in vigore 120 giorni dopo la ratifica da parte di 60 Stati. L’UE si è impegnata a sostenere la ratifica e la rapida attuazione del trattato attraverso il Programma oceanico globale dell’UE di 40 milioni di euroe ha invitato i membri dellaHigh Ambition Coalitiona fare lo stesso nei limiti delle proprie capacità

L’accordo affronta4 questioni fondamentali.- Stabilisceun quadro per la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalle attività relative alle risorse genetiche marinee alle informazioni sulla sequenza digitale delle risorse genetiche marine di aree al di fuori della giurisdizione nazionale, garantendo che tali attività vadanoa beneficio di tutta l’umanità.

– Prevede lacreazione di strumenti di gestione basati sull’area, comprese le aree marine protette, per conservare e gestire in modo sostenibile habitat e specie vitali in alto mare e nei fondali marini internazionali. Tali misure sono fondamentali per l’archiviazione dell’obiettivo globale “30 X 30” per conservare e gestire efficacemente almeno il 30% delle aree terrestri e di acque interne del mondo e delle aree marine e costiere entro il 2030, come concordato CBD-COP15 di Kunming-Montreal.

Le zone economiche esclusive e le zone marine da proteggere prioritariamente, secondo le ONG Pew Research Center e High Seas Alliance  (Sylvie Husson)

– Garantisce che gli impatti ambientali delle attività in aree al di fuori della giurisdizione nazionale siano valutati e considerati nel processo decisionale, fornendo, per la prima volta, unquadro giuridico internazionale per la valutazione degli impatti cumulativi delle attività e delle conseguenze del cambiamento climatico, dell’acidificazione degli oceani e dei relativi impatti, in aree al di fuori della giurisdizione nazionale.

– Faciliterà la cooperazione nella creazione di capacità e il trasferimento di tecnologia marina per assistere le Parti, in particolare gli Stati in via di sviluppo, nel raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo, in modo da creare condizioni di parità affinchétutti gli Stati possano utilizzare e beneficiare responsabilmente delle risorse marine biodiversità di aree al di fuori della giurisdizione nazionale.

L’Accordo affronta anche diverse questioni trasversali, come il suo rapporto con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e i pertinenti strumenti e quadri giuridici e gli organismi globali, regionali, sub-regionali e settoriali pertinenti, nonché il finanziamento e la risoluzione delle controversie. Stabilisce inoltre accordi istituzionali, tra cui una Conferenza delle parti, un organismo scientifico e tecnico e altri organi sussidiari della Conferenza delle parti, un meccanismo di scambio e un segretariato.

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