Il briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente evidenzia con i numeri come il recente Accordo nell’ambito del “trilogo” per la regolamentazione delle emissioni dei veicoli pesanti debba tradursi quanto prima in un’adozione legislativa.
Secondo il Briefing “Carbon dioxide emissions from Europe’s heavy-duty vehicle”, pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) il 13 aprile 2018, dal 1990 le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte dai trasporti su veicoli pesanti (autocarri, autobus, pullman) sono aumentate nell’UE del 25%, rappresentando ormai il 27% delle emissioni dell’intero settore dei trasporti dell’UE, e sono destinate a crescere fino al 32% nel 2030.Tali aumenti delle emissioni non sono compatibili con l’obiettivo politico a lungo termine dell’UE di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dai trasporti di almeno il 60% entro il 2050 rispetto al livello del 1990, come ribadito nella recente Strategia di mobilità a basse emissioni della Commissione UE.
Tali aumenti delle emissioni non sono compatibili con l’obiettivo politico a lungo termine dell’UE di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dai trasporti di almeno il 60% entro il 2050 rispetto al livello del 1990, come affermato nella Strategia di mobilità a basse emissioni della Commissione UE: “Europe on the Move” e ribadito più recentemente con il 2° Pacchetto sulla Mobilità pulita, che prevedono azioni per una modernizzazione della mobilità e dei trasporti europei.
Lo scenario rappresentato dall’EEA è peggiore di quello che i negoziatori avevano di riferimento (il Rapporto del 2017 con i dati al 2015) quando hanno raggiunto un Accordo il 27 marzo 2018 tra Consiglio e Parlamento europeo sulle proposte della Commissione UE di un nuovo Regolamento per il monitoraggio, una Comunicazione sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante dei veicoli pesanti (HDV) nuovi.
In base all’Accordo, ora è all’esame degli ambasciatori dell’UE per averne il via libera e sottoporlo al Parlamento europeo e successivamente al Consiglio per l’adozione finale, secondo le procedure di co-legislazione del cosiddetto “trilogo”:
– gli Stati membri dovranno monitorare e comunicare i dati inerenti le immatricolazioni di nuovi veicoli pesanti, rimorchi inclusi;
– le aziende automobilistiche saranno tenute a monitorare e comunicare le informazioni relative alle emissioni di CO2 e il consumo di carburante dei nuovi veicoli, seguendo le specifiche normative europee;
– la Commissione registrerà i dati in un registro disponibile al pubblico, gestito dall’EEA;
– la Commissione disporrà di un sistema di sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti delle aziende automobilistiche che non comunicheranno i dati o falsificheranno la loro registrazione;
– la Commissione adotterà un sistema di monitoraggio e comunicazione dei risultati delle prove su strada per la verifica del livello di emissione di CO2 o consumo di carburante dei veicoli pesanti.
Di fatto, si tratta delle stesse norme che sono attualmente in vigore per le automobili e i furgoni, e che dovrebbero essere formalmente proposte nel prossimo mese di maggio, se la Commissione UE vuole raggiungere gli obiettivi quadro della politica climatica che mira a ridurre di circa il 20% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2008, le emissioni di gas a effetto serra del settore dei trasporti, responsabile nell’insieme del 73% delle emissioni totali di gas serra dell’UE.
Dai dati offerti nel briefing dell’EEA si evidenzia come non fosse più rinviabile una regolamentazione degli HDV, anche se la vasta gamma delle tipologie di veicoli, tecnologie, dimensioni e pesi, essendo in genere personalizzati per clienti e usi specifici, rende difficile la stima affidabile ed economica di importanti parametri ambientali come il consumo di carburante e le emissioni di CO2.
Di seguito alcuni dati.
– Ci sono circa 7 milioni di HDV che operano nell’UE-28. Dal 2010, la flotta è aumentata di circa il 2% l’anno. La più grande flotta di camion si trova in Polonia, seguita da Italia e Germania.
– Le registrazioni annuali HDV sono aumentate nell’UE-28 da circa 262.000 nel 2010 a circa 380.000 nel 2016. Le vendite in Germania, Regno Unito e Francia sono dominanti e rappresentano oltre il 50% di tutte le nuove registrazioni. Si prevede che le nuove registrazioni aumenteranno di oltre mezzo milione di veicoli entro il 2030, circa il 46% in più rispetto al 2016 e l’aumento più consistente, secondo l’EEA, si verificherà in Italia, seguita da Germania e Polonia.
– Il mercato europeo degli autocarri è dominato da soli 6 produttori: Daimler Trucks, MAN Truck and Bus, Volvo Trucks, Scania, DAF (Gruppo Paccar) e Iveco. Insieme, questi 6 produttori rappresentano l’88% della quota di mercato complessiva dell’UE-28. Dal 2010, Volvo Trucks e Scania hanno registrato il maggiore aumento delle nuove registrazioni, con una crescita della quota di mercato del 4% ciascuna.
– I Paesi che contribuiscono di più alle emissioni di CO2 degli HDV sono, per dimensioni, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna e Polonia, perché hanno le più grandi flotte. Le emissioni di CO2 di questi Paesi coprono più dei due terzi delle emissioni totali di CO2 degli HDV.
