19 Gennaio 2022
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VINITALY 2018: sempre più Internazionale, Green e Digitale

Vinitaly 2018 internazionale green digitale

– Aumentato del 25% il numero degli espositori esteri presenti all’interno del padiglione International_Wine Hall;
– sold out degli spazi in quartiere già a dicembre 2017;
– incoming di delegazioni commerciali selezionate da 58 Paesi;
– una media di operatori professionali provenienti ogni anno da 140 nazioni (nel 2017, 128 mila presenze totali di cui 48 mila dall’estero, di cui 30.200 buyer accreditati da 142 Paesi);
– una crescita costante dell’offerta “green” con le aree ViViT (Vigne Vignaioli Terroir), VinitalyBio (Vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero) e FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti);
– una innovativa directory online che, attraverso un portale informativo in italiano, inglese e cinese, consente un matching b2b tutto l’anno.

Con questi numeri e novità si appresta al via la 52ma edizione Vinitaly (Verona, 15-18 aprile 2018). Nato infatti nel 1967 con le “Giornate del Vino“, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati è la manifestazione che più d’ogni altra ha scandito l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale, contribuendo a fare del vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario.

Come è accaduto per le ultime edizioni, anche quest’anno Vinitaly sarà preceduto da OperWine, l’evento che sabato 14 aprile fa da apertura alla rassegna nel Palazzo della Gran Guardia di Verona, presentando 107 aziende di tutte le regioni italiane, selezionate dalla rivista americana Wine Spectator.

L’edizione 2018 dovrà misurarsi sul futuro di un prodotto antichissimo che è insieme passione, risorsa economica, cultura, non solo in termini di mercato, ma anche di sfide legate agli impatti dei cambiamenti climatici che potrebbero modificare l’attuale panorama produttivo e ridisegnare la geografia del vino.

La produzione mondiale di vino nel 2017 si è fermata a 246,7 milioni di ettolitri, la più scarsa degli ultimi decenni e in flessione di oltre l’8% sul 2016.

L’Italia, con circa 40 milioni di ettolitri (-20% sul 2016) si conferma per il 3° anno consecutivo il primo produttore mondiale, seguita da Francia 37 milioni e Spagna con 36 milioni di ettolitri. Seguono USA con 23,3 milioni e Australia con 13,9 milioni.

Nel 2017, le esportazioni di vino italiano sono aumentate del 7% raggiungendo i 6 miliardi di euro, record storico assoluto. Negli USA di gran lunga il principale cliente, le vendite hanno avuto un incremento in valore del 6%. L’aumento è stato del 3% in Germania al secondo posto e dell’8% nel Regno Unito che, nonostante i negoziati sulla Brexit, resta sul podio dei principali clienti. In termini di aumento percentuale la migliore performance con un balzo del 47% viene fatta registrare dalla Russia dove il vino è uno dei pochi prodotti agroalimentari Made in Italy non colpiti dall’embargo. Buona anche la crescita del 25% in Cina dove tuttavia la presenza rimane limitata rispetto ai concorrenti francesi, che hanno superato nel 2017 l’Italia anche sul mercato statunitense, anche se le elaborazioni di Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, nel primo bimestre 2018 il vino italiano negli USA è cresciuto del 3,8%, contro il 3,4% dei transalpini, grazie alle “bollicine” (+18,3%) e al contemporaneo crollo dello “champagne” (-23,1%).

Cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Per questo a Vinitaly ci concentreremo su uno studio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sui trend a 5 anni dei top buyer mondiali di vino e su un approfondimento dedicato agli USA – ha commentato il Direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – Il nostro export rimane pericolosamente ancorato sui primi tre Paesi di sbocco (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) dove si registra un indice di concentrazione delle nostre vendite del 53,4%, molto più di Francia e Spagna che allo stesso indice si fermano rispettivamente al 38,5% e 35,2%“.

Lo studio “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro (Vinitaly-Nomisma) è partito dagli ultimi 10 anni per prevedere come si evolveranno i consumi nei prossimi 5 e per capire soprattutto chi “darà le carte” tra i Paesi produttori in un mercato monstre, che per le sole cantine vale circa 31 miliardi di euro l’anno di export.

Il quadro che ne è emerso è in parte confortante e allo stesso tempo allarmante per l’Italia. Da un lato, infatti, c’è la locomotiva-vino del Belpaese che si è fatta sempre più strada negli ultimi 10 anni, con una crescita tendenziale in valore (+69%) doppia rispetto a quella francese e con 16 Paesi dove il tricolore è market leader (la Francia ne ha 29!); dall’altra invece c’è una lontananza siderale dai mercati del futuro, quel Sud del mondo (più la Cina) in cui il nostro share di vendite non raggiunge mai, o quasi, la doppia cifra.

Motivi strutturali, geopolitici, ma anche di marketing e commerciali – ha spiegato il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – Siamo ancora troppo poco organizzati e decisivi nel posizionamento di un prodotto il cui vero discriminante sarà sempre più quello del prezzo e non del volume, che non è certo illimitato. Oggi per sopperire al nanismo delle nostre imprese e per penetrare nei mercati più lontani da noi sul piano delle affinità culturali serve un brand ombrello e una struttura qualificata in grado di accompagnare nel mondo non le singole aziende ma tutto il made in Italy enologico con modalità aggregative”.

Per offrire sempre nuovi servizi, per migliorare ogni anno l’esperienza a Vinitaly per espositori e operator, Veronafiere ha intrapreso un processo di digitalizzazione che, per l’edizione 2018 Vinitaly Directory – Official catalogue & business guide.

Si tratta di un innovativo portale in lingua inglese, cinese e italiana, in sostituzione del tradizionale catalogo online, che mette in evidenza in maniera omogenea le principali informazioni richieste dai buyer, per semplificare le loro ricerche. Ciò permette di cercare aziende e vini (al momento 4.319 espositori e 13 mila vini inseriti), per zona di produzione, fascia di prezzo, bottiglie prodotte, mercati di riferimento e quelli che si vogliono sviluppare.

Questo strumento evoluto permette agli operatori di incrementare le occasioni di contatto e commerciali tra le proprie cantine clienti e il mondo del wine business, selezionando in anticipo le aziende interessanti per i propri scopi e fissando un calendario di appuntamenti mirati in fiera, ma anche durante il resto dell’anno.

In contemporanea a Vinitaly si svolgono Enolitech e Sol&Agrifood.

Il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie ospita le aziende del settore che intendono promuovere sul mercato il meglio della produzione, per presentare e far conoscere nuove applicazioni e tecnologie.

Il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità, presenta il nuovo spazio dedicato alla biodiversità delle produzioni territoriali, che integra quella dedicata ai salumi, oltre alle aree formaggiolio extravergine di oliva e birre artigianali. Un modo per valorizzare in chiave business una peculiarità. Un modo per valorizzare in chiave business una peculiarità esclusiva dell’agroalimentare italiano, sempre più apprezzata dai mercati internazionali.

Infine, il fuori-Salone ufficiale Vinitaly & the City (13-16 aprile 2018), in collaborazione con Verona (Comune e Provincia), propone giornate dedicate esclusivamente al pubblico consumer con eventi ed iniziative nei luoghi più suggestivi della città all’insegna del vino, della musica e dell’intrattenimento.

Per ulteriori informazioni su Vinitaly.

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