3 Ottobre 2022
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Uccelli Migratori: una Giornata mondiale per riconnettersi con la natura

La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (8 maggio) vuole invitare le persone di tutto il mondo a riconnettersi con la natura, osservando il volo e ascoltando il canto degli uccelli che con i loro spostamenti stagionali ci ricordano i cicli naturali e la necessità di proteggere gli habitat di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Canta, vola, elevati come un uccello!”: è il tema della Giornata mondiale degli uccelli migratori 2021, una Campagna globale di sensibilizzazione e sulla necessità di una cooperazione internazionale per conservarli, organizzata in partnership da due trattati delle Nazioni Unite – la Convenzione sulle specie migratorie (CMS) e l’Accordo africano-eurasiatico sugli uccelli acquatici (AEWA) che viene celebrata in due date: il secondo sabato di maggio (che quest’anno cade l’8 maggio) e il secondo sabato di ottobre.

Quest’anno la campagna si concentra sul “canto” e sul “volo” degli uccelli, quali caratteristiche che possono ispirare e metter in contatto le persone di tutte le età in tutto il mondo nel loro desiderio di celebrare gli uccelli migratori e di unirsi in uno sforzo comune e globale per proteggere gli uccelli e gli habitat di cui hanno bisogno per sopravvivere.
  
Gli uccelli si possono trovare ovunque: nelle città e in campagna; nei parchi e nei cortili; nelle foreste e nelle montagne; nelle zone umide e lungo i fiumi. Collegano tutti questi habitat e ci ricordano la nostra connessione con il Pianeta, l’ambiente, la fauna selvatica e, attraverso i loro movimenti stagionali, gli uccelli migratori ci ricordano i cicli della natura, come nessun altro animale.
 
Miliardi di uccelli migratori hanno continuato a cantare, volare e librarsi tra i siti di riproduzione e quelli di permanenza. Durante la pandemia che ha rallentato molte attività limitando i nostri movimenti, le persone in tutto il mondo hanno ascoltato e osservato gli uccelli come mai prima d’ora. Per molte persone in tutto il mondo, il canto degli uccelli è stato anche una fonte di conforto e gioia durante la pandemia, collegando le persone tra loro e la natura, mentre sono rimaste bloccate.
 
Scienziati di tutto il mondo hanno anche studiato l’impatto che la pandemia sta avendo sugli uccelli e altri animali selvatici, osservando come “l’antropausa”, abbia avuto benefici effetti  per la salute degli uccelli e della natura, che si sono irradiati di riflesso sulle persone.

Chiaramente, la pandemia è stata una sfida senza precedenti per l’umanità, ma al contempo ha anche determinato un livello di consapevolezza e apprezzamento per gli uccelli e dell’importanza della loro presenza per il nostro benessere.
 
La Giornata mondiale degli uccelli migratori 2021 non è quindi solo una celebrazione degli uccelli, è anche un momento importante per riflettere sul nostro rapporto globale con la natura e per dare risalto al desiderio collettivo di fare di più per proteggere gli uccelli e la natura in un mondo post-pandemico.
 
Non dobbiamo dimenticare che sugli uccelli migratori incombe la grave minaccia costituita dai cambiamenti climatici:  arrivano prima nei luoghi deputati alla riproduzione rischiando di trovare meno cibo, meno spazio e di non nidificare.

Uno Studio condotto dall’Università di Edimburgo ha verificato che gli uccelli raggiungono i loro habitat estivi per la riproduzione un giorno prima del normale per ogni grado in più sulla media delle temperature di stagione.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), a sua volta, ci ricorda, in un comunicato diffuso per l’occasione, che in uno Studio condotto dall’Istituto sulla base dei dati raccolti di monitoraggio delle specie migratrici, grazie al lavoro di inanellamento per tracciare le rotte di sei specie di uccelli migratori a lungo raggio (Beccafico, Balia nera, Codirosso comune, Usignolo, Cannaiola e Torcicollo) si è dimostrato che due di queste (Balia nera e Codirosso) stanno rispondendo molto velocemente al climate change, anticipando di un giorno ogni 3-4 anni la data di migrazione primaverile. Il calendario è stato anticipato meno rapidamente da Torcicollo e Cannaiola, mentre Usignolo e Beccafico non mostrano variazioni significative.

L’anello posto dagli inanellatori volontari ISPRA su circa 225.000 uccelli migratori in 30 anni di attività primaverile sulle piccole isole italiane, ha consentito di applicare modelli che analizzano la variazione annuale della data di migrazione, tenendo conto di fattori meteorologici stagionali, della posizione e dell’identità dei siti di cattura e inanellamento. Il mutamento climatico sta anche portando ad inverni progressivamente meno rigidi. Durante la stagione fredda gli uccelli accumulano grasso quale “assicurazione sulla vita” per ridurre i rischi di mortalità legata alla probabile “scarsità di cibo”. Allo stesso tempo un uccello grasso paga, però, un rischio maggiore di essere predato.

Anche in questo caso, i modelli con i quali ISPRA ha analizzato le condizioni di oltre 80.000 uccelli inanellati nel cuore dell’inverno in Italia, a partire dal 1982, mostrano efficacemente come il peso medio diminuisca significativamente sia nel Pettirosso che nella Capinera. Questi dati innovativi, derivati dai forti legami degli uccelli con la stagionalità delle condizioni ecologiche alle diverse scale geografiche, confermano il ruolo che sia specie migratrici, sia svernanti hanno quali efficaci indicatori degli effetti del mutamento climatico sugli ambienti nei quali anche noi viviamo.

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