26 Ottobre 2021
Economia e finanza Società Sostenibilità

Tassonomia verde: il pacchetto adottato dalla Commissione UE

La Commissione UE ha adottato con una Comunicazione le misure sulla tassonomia “verde”, intese a favorire i flussi di capitale verso attività sostenibili in tutta l’Unione ed assicurare la transizione nel sistema finanziario, evitando un ecologismo di facciata. Al momento esclusi gas fossile e nucleare, sui quali la decisione definitiva sarà presa nel 4° trimestre del 2021.

Con la ComunicazioneEU Taxonomy, Corporate Sustainability Reporting, Sustainability Preferences and Fiduciary Duties: Directing finance towards the European Green Deal” (Tassonomia UE, Informativa in materia di sostenibilità delle imprese, Preferenze di sostenibilità, Doveri fiduciari:  Indirizzare la finanza verso il Green Deal europeo) la Commissione UE ha adottato il 21 aprile 2021 un ambizioso pacchetto completo di misure intese a favorire i flussi di capitale verso attività sostenibili in tutta l’Unione.

Il Green Deal europeo è la Strategia di crescita che l’UE ha adottato per migliorare il benessere e la salute dei cittadini, diventare a impatto climatico zero entro il 2050 e proteggere, conservare e migliorare il proprio capitale naturale e la biodiversità. Riorientando l’interesse degli investitori verso tecnologie e imprese più sostenibili, secondo la Commissione UE, faranno dell’UE un leader mondiale nella definizione delle norme per la finanza sostenibile.

L’Europa è stata l’antesignana della riforma del sistema finanziario per sostenere gli investimenti volti a contrastare i cambiamenti climatici – ha dichiarato Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone – Oggi stiamo compiendo un salto di qualità con la primissima tassonomia climatica, che aiuterà le imprese e gli investitori a sapere se i loro investimenti e le loro attività sono davvero verdi. È questo un elemento fondamentale se vogliamo mobilitare gli investimenti privati nelle attività sostenibili e rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050. Si tratta di un gran passo avanti, che stiamo compiendo dopo aver condotto ampie consultazioni e avendo fatto il possibile per giungere a un risultato equilibrato e scientificamente fondato. Proponiamo inoltre norme migliori in materia di informativa sulla sostenibilità da parte delle imprese. Sviluppando norme europee, faremo tesoro delle iniziative internazionali e contribuiremo a rafforzarle“.

Per poter assicurare la transizione nel settore finanziario ed evitare un ecologismo di facciata, ha sottolineato la Commissione, tutti gli elementi del pacchetto odierno sono concepiti in modo da migliorare l’affidabilità e la comparabilità delle informazioni sulla sostenibilità: il settore finanziario europeo sarà così al centro non solo di una ripresa economica sostenibile e inclusiva dalla pandemia di COVID-19 ma anche dello sviluppo economico sostenibile dell’Europa nel lungo periodo.

Il pacchetto include:
– l’atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia UE, che mira a promuovere gli investimenti sostenibili chiarendo meglio quali attività economiche contribuiscono di più al conseguimento degli obiettivi ambientali dell’UE, che sarà ufficialmente adottato alla fine di maggio quando sarà stato tradotto in tutte le lingue dell’Unione;

– una proposta di Direttiva sull’informativa in materia di sostenibilità delle imprese, intesa a migliorare il flusso delle informazioni sulla sostenibilità nel mondo imprenditoriale, che proposta armonizzerà la comunicazione delle informazioni sulla sostenibilità da parte delle imprese, in modo che le società finanziarie, gli investitori e il grande pubblico dispongano di informazioni comparabili e affidabili;
sei atti delegati modificativi relativi ai doveri fiduciari e alla consulenza in materia di investimenti e assicurazioni, che garantiranno che le imprese finanziarie, ad esempio i consulenti, i gestori di attivi o gli assicuratori, includano la sostenibilità nelle loro procedure e nella consulenza in materia di investimenti fornita ai clienti.

Atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia UE
La tassonomia dell’UE è uno strumento solido e basato su dati scientifici inteso a offrire trasparenza alle imprese e agli investitori, i quali vi trovano un linguaggio comune che potranno usare ogniqualvolta investono in progetti e attività economiche con significative ricadute positive sul clima e sull’ambiente. Introdurrà anche obblighi di informativa per le società e i partecipanti ai mercati finanziari.

L’atto delegato concordato introduce la prima serie di criteri di vaglio tecnico intesi a definire le attività che contribuiscono in modo sostanziale a due degli obiettivi ambientali previsti dal regolamento Tassonomia:
– l’adattamento ai cambiamenti climatiici (l’attività economica che persegue questo obiettivo deve contribuire in modo sostanziale a ridurre o prevenire l’impatto negativo del clima attuale o previsto, o i rischi di tale impatto negativo, sia sull’attività stessa che sulle persone, sulla natura o sui beni);
– la mitigazione dei cambiamenti climatici (l’attività economica che persegue questo obiettivo deve contribuire in modo sostanziale alla stabilizzazione delle emissioni di gas a effetto serra evitandole o riducendole, o aumentando l’assorbimento dei gas serra. L’attività economica dovrebbe essere coerente con l’obiettivo a lungo termine relativo alla temperatura previsto dall’Accordo di Parigi).

I criteri si basano sul parere scientifico del Gruppo di esperti tecnici sulla finanza sostenibile e sono stati definiti in seguito a un’ampia consultazione dei portatori di interessi e alle discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio. Il campo d’applicazione dell’atto delegato ricomprende le attività economiche di circa il 40 % delle società quotate in borsa, in settori che in Europa sono responsabili di quasi l’80 % delle emissioni dirette di gas a effetto serra. Vi sono inclusi settori quali l’energia, la silvicoltura, l’industria manifatturiera, i trasporti e l’edilizia.

L’atto delegato sulla tassonomia UE è un documento in divenire, che continuerà ad evolvere nel tempo alla luce degli sviluppi e del progresso tecnologico. I criteri saranno riesaminati periodicamente, in modo da potervi aggiungere via via nuovi settori e attività, comprese attività di transizione e altre attività abilitanti.

La nuova Direttiva sull’informativa in materia di sostenibilità delle imprese (CSRD)
La proposta rivede e rafforza le norme vigenti introdotte dalla Direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario. Con essa s’intende creare una serie di norme che nel tempo porranno l’informativa sulla sostenibilità sullo stesso piano dell’informativa finanziaria. Gli obblighi UE di informativa sulla sostenibilità saranno estesi a tutte le grandi imprese e le società quotate, cosicché diverranno quasi 50.000 le imprese nell’UE che dovranno conformarsi a standard dettagliati, rispetto alle 11.000 che attualmente sottostanno agli obblighi vigenti. La Commissione propone di elaborare norme per le grandi imprese e norme separate e proporzionate per le PMI, che le PMI non quotate possono utilizzare su base volontaria.

Nel complesso la proposta mira ad assicurare che le società pubblichino informazioni affidabili e comparabili sulla sostenibilità, in risposta ai bisogni degli investitori e altri portatori di interessi; si garantirà in tal modo la coerenza delle informazioni sulla sostenibilità all’interno del sistema finanziario, e le società dovranno dar conto dell’incidenza degli aspetti inerenti alla sostenibilità, come i cambiamenti climatici, sulle loro attività e l’impatto delle loro attività sui diritti umani.

La proposta semplificherà inoltre il processo di comunicazione delle informazioni a cura delle imprese, molte di esse attualmente obbligate ad applicare svariate norme e quadri regolamentari. Le norme UE proposte in materia di informativa sulla sostenibilità dovrebbero essere una sorta di “sportello unico”, in cui le imprese trovano una soluzione unica capace di soddisfare le esigenze di informazione degli investitori e degli altri portatori di interessi.

Modifiche degli atti delegati sulla consulenza in materia di investimenti e assicurazioni, sui doveri fiduciari e sul governo e controllo dei prodotti
I 6 atti modificativi adottati incoraggiano il sistema finanziario a sostenere sia le imprese che hanno intrapreso la via della sostenibilità sia quelle che sono già sostenibili. Rafforzano anche la lotta dell’UE contro il finto ecologismo.

– Consulenza su investimenti e assicurazioni: quando valuta se un investimento è adatto al cliente, il consulente dovrà discutere con quest’ultimo le sue preferenze di sostenibilità.
– Doveri fiduciari: le modifiche chiariscono gli obblighi cui è tenuta l’impresa finanziaria nel valutare i propri rischi per la sostenibilità, come l’impatto delle alluvioni sul valore degli investimenti.
– Governo e controllo dei prodotti assicurativi e di investimento: i realizzatori di prodotti finanziari e i consulenti finanziari dovranno considerare i fattori di sostenibilità in sede di confezionamento dei loro prodotti.

Il sistema finanziario svolge un ruolo cruciale nella realizzazione del Green Deal europeo e servono investimenti cospicui per inverdire la nostra economia – ha aggiunto Mairead McGuinness, Commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali – Abbiamo bisogno che tutte le imprese facciano la loro parte, sia quelle che sono già a buon punto nell’inverdimento delle loro attività sia quelle che devono fare di più per essere sostenibili. Le nuove norme adottate oggi segnano una svolta nel settore finanziario. Stiamo innalzando la nostra ambizione sul versante della finanza sostenibile per contribuire a fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti e investire in modo sostenibile“.

L’atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia UE, una volta adottato ufficialmente, sarà esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio (quattro mesi prorogabili una volta di altri due mesi).

Per quanto riguarda la proposta di Direttiva sull’informativa in materia di sostenibilità delle imprese, la Commissione si confronterà con il Parlamento europeo e il Consiglio.

Gli atti delegati sulla consulenza in materia di investimenti e assicurazioni, sui doveri fiduciari e sul governo e controllo dei prodotti saranno esaminati dal Parlamento europeo e dal Consiglio (tre mesi prorogabili una volta di altri tre mesi) e dovrebbero applicarsi a partire da ottobre 2022.

C’è da osservare che al momento nei technical screening criteria (TSC) gas fossile e nucleare non sono inseriti, e questo testimonia la resistenza della Commissione alle pressioni esercitate nelle ultime settimane dalla Piattaforma sulla finanza sostenibile, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Tuttavia, la decisione sulla loro eventuale inclusione è stata rinviata e si dovrà attendere il quarto trimestre del 2021per sapere la conclusione di questo controverso e spinoso dibattito, mentre la Commissione ha anche promesso di rivedere la inclusione della biomassa come tecnologia energetica sostenibile nella tassonomia quando finalizzerà la sua più ampia legislazione sulla biodiversità. 

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