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Sustainability Monitor Report: verso la sostenibilità sociale e ambientale

È stata presentato il Sustainability Monitor Report 2022, l’annuale indagine sulla sostenibilità ambientale e sociale delle catene di fornitura delle principali grandi imprese italiane, realizzata da Fondazione Ecosistemi e promossa dalla Buygreen Community, la rete delle grandi imprese partecipate pubbliche, con il partenariato di Confindustria.

– Oltre il 37% delle imprese ha una pratica consolidata per l’acquisto di forniture sostenibili e solo poco più del 4% non ha ancora affrontato la questione.
– I criteri ambientali vengono utilizzati negli acquisti in maniera più marcata rispetto a quelli sociali, 50% contro il 41,7%, mentre la formazione continua ad essere un punto di debolezza.
 – Solo il 20,8% delle aziende campione ha una pratica consolidata per quel che concerne la formazione del personale impiegato nell’area acquisti (sia diretti che indiretti) rispetto all’adozione di criteri ambientali e sociali e il 25% adotta in maniera stabile gli indicatori di misurazione delle prestazioni del procurement per la sostenibilità.
– Quasi il 60% delle aziende dichiara una adozione consolidata di un sistema di valutazione della sostenibilità dei fornitori. 

Sono questi gli aspetti più rilevanti che emergono dalSustainability Monitor Report, l’annuale indagine realizzata dalla Fondazione Ecosistemi, organizzazione specializzata in strategie, programmi, azioni e strumenti per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con la Buygreen Community, la rete delle grandi imprese partecipate pubbliche, e con il partenariato di Confindustria, che offre il quadro sucome le grandi imprese italiane affrontano il tema della sostenibilità delle catene di fornitura.

Il rapporto fa emergere un interesse molto forte da parte delle imprese pubbliche italiane sulle questioni dei criteri ambientali e sociali nelle catene di fornitura– ha affermatoSilvano Falocco, Direttore di Fondazione Ecosistemi –Rendere green le catene di fornitura è diventato rilevante nelle organizzazioni imprenditoriali. Si tratta di un interesse crescente che entra nelle strategie delle organizzazioni e gli stessi manager hanno inserito tra gli indicatori di performance, anche quelli relativi al rispetto dei criteri ambientali e sociali”.

Il dato incoraggiante rilevato è che le aziende che hanno partecipato a entrambe le indagini (2020 e 2021) dimostrano complessivamente di essersi migliorate, anche affrontando un riesame delle policy. Rispetto all’approfondimento di quest’anno, concentrato nell’analizzare il tipo di diffusione che si riscontra tra i fornitori, le certificazioni ambientali e sociali, di processo o di prodotto, emerge che si tratta, nella maggior parte dei casi, di SGA certificati o di etichette ambientali sui prodotti e sociali sui processi.

L’indagine ha confermato– ha spiegatoGiorgio Galotti, Coordinatore della Buygreen Community e Responsabile del Sustainability Monitor Reportche esiste un collegamento tra procurement e obiettivi di sostenibilità delle grandi imprese e che questo si concentra su due aspetti: uno ambientale, la sostenibilità delle risorse; e uno sociale, il rispetto dei diritti umani e del lavoro dignitoso”.

Inoltre. l’evento è stato l’occasione di una riflessione su come le imprese si siano evolute cambiando l’approccio alla tutela ambientale e alla responsabilità sociale, come i requisiti di sostenibilità si possano diffondere dentro e fuori il perimetro aziendale, andando a concentrarsi sull’intera catena del valore.

Terna è costantemente impegnata per la tutela dell’ambiente, anche attraverso l’utilizzo dello strumento del Green Procurement, il processo che considera l’impatto ambientale e sociale di prodotti, servizi e opere lungo tutto il loro ciclo di vita– ha commentatoAlessia Zoccali, Responsabile Tutela Ambiente di Terna –Abbiamo ultimamente adottato policy interne che definiscono, in modalità strutturata, l’inserimento dei criteri ambientali e sociali nelle procedure di approvvigionamento, rendendole ancor più ecologiche per diverse categorie merceologiche. La sfida di medio-lungo termine è quella di definire e applicare criteri simili per l’approvvigionamento di forniture cosiddette ‘core’, ovvero riferite alla realizzazione delle opere elettriche”.

Invitalia pone il tema della sostenibilità sempre più al centro delle proprie attività rivolte allo sviluppo economico e sociale del Paese– ha osservato a sua voltaGabriella Forte, Responsabile Pianificazione strategica, Politiche Industriali e Risk Management di Invitalia –Nel ruolo di centrale di committenza, ad esempio, si impegna a garantire che le aziende destinatarie di appalti pubblici rispettino nel concreto i criteri di sostenibilità ambientale. E attraverso uno degli incentivi più importanti, il contratto di sviluppo, sostiene con un miliardo di euro – previsto dal PNRR – i grandi investimenti green per la produzione di energia da fonti rinnovabili”. 

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