28 Gennaio 2022
Edilizia e urbanistica Territorio e paesaggio

Superbonus 110%: driver determinante di ripresa del settore edile

Al Convegno inaugurale del SAIE, la Fiera delle Costruzioni (Bari, 7-9 ottobre 2021), sono stati presentati dall’Ance i dati relativi agli interventi edili legati agli incentivi fiscali, da cui risalta il ruolo trascinatore del Superbonus 110% sul settore.

Grazie al Superbonus 110%, continua la corsa della filiera edile nel 2021.
È il dato più rilevante che emerge dai dati elaborati dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance)e presentati al Convegno “Stati Generali del Superbonus 110% e degli altri incentivi fiscali” che ha inaugurato SAIE, laFiera delle Costruzioni (7- 9 ottobre 2021). 

Al 30 settembre 2021 gli interventi legati all’incentivo Superbonus 110% sono complessivamente 46.195 per un valore di 7,5 miliardi di euro (ovvero circa 8,2 miliardi di euro come ammontare ammesso a detrazione, considerando l’aliquota del 110%). Solo nell’ultimo mese si è registrato un consistente aumento del 24,4% nel numero e del 31,8% nell’importo, ovvero circa 9mila interventi in più per 1,8 miliardi di euro, dati peraltro confermati dall’ultimo Report dell’Enea-Efficienza Energetica

Una dinamica che testimonia il forte appeal della misura, sicuramente favorita dal DL 77/2021 (il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”), convertito in Legge n. 108/2021, e che potrebbe godere della proroga della scadenza al 2023, come previsto dalla Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef) presentata dal Governo e approvata dal Parlamento il 6 ottobre 2021, anche se il Ministro dell’Economia Daniele Franco, proprio in occasione dell’audizione in Parlamento ha dichiarato “Il Superbonus e gli altri bonus edilizi sono molto importanti per far ripartire il settore delle costruzioni, quindi nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano e debbano essere prorogati“, ma la misura “non è sostenibile alla lunga”.

In termini numerici, gli interventi riguardano prevalentemente edifici unifamiliari (51,2% del totale) e unità immobiliari indipendenti (34,9%). Tuttavia si evidenzia la crescita della quota relativa ai condomini, pari, oggi, al 13,9% (era il 7,3% agli inizi di febbraio). Un impatto, quello degli interventi sui condomini, che appare ancora più evidente in termini di importo, raggiungendo un’incidenza del 47,7% dell’ammontare complessivo. Si tratta, ovviamente, di lavori con importo medio importante (quasi 560mila euro), se raffrontato agli interventi su singole abitazioni (circa 90/100mila euro). 

Passando alla distribuzione regionale, sono salde nelle prime posizioni per valore Lombardia (6.384 interventi, per un importo di 1.127mln di euro), Lazio (4.583, 747mln) e Veneto (5.780, 732mln). Ottime sono risultate anche le performance di quattro regioni meridionali: Campania (3.064, 627mln) che si posiziona davanti a Emilia-Romagna (3.550, 618mln) e Toscana (3.761, 513mln), Sicilia (3.454, 513mln), Puglia (2.980, 430mln) e Calabria (1.972, 327mln).  L’accelerazione dei mesi estivi conferma quanto il Superbonus costituisca un driver di sviluppo straordinario per il settore, producendo effetti consistenti sull’economia.

Non a caso si confermano in miglioramento tutti i principali indicatori della filiera, a partire dai lavori pubblici. Se, infatti, nei primi otto mesi si registra un calo del 1,4% nel numero di pubblicazioni di bandi, gli importi banditi mettono a segno un aumento del 1,2% rispetto a gennaio-agosto 2020.

Molto bene, in generale, sono andati gli investimenti in costruzioni, che nel II trimestre. 2021 sono cresciuti del 54% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 12,8% su quello del 2019.

E riparte anche l’edilizia pubblica, grazie agli investimenti previsti dal PNRR, ma è soprattutto l’edilizia residenziale a dare impulso alla crescita. I prestiti alle imprese di costruzioni relativi al I trim. 2021 mostrano una variazione positiva dei finanziamenti per investimenti residenziali, +69% rispetto allo stesso periodo del 2020, e anche i finanziamenti in edilizia non residenziale sono in crescita (+17,7%).

Di pari passo sono cresciuti i mutui alle famiglie che acquistano casa: +29,2% nel I trim. 2021, attribuibile all’aumento dei nuovi contratti (+41,8%). Il tutto ha un impatto diretto sul mercato immobiliare residenziale che, nel II trim. di quest’anno, registra una crescita del +73,4% rispetto allo stesso periodo del 2020, più marcata nei comuni non capoluogo (+81,6%) che nei capoluoghi (+57,9%).

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