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Stato dell’Unione: le emissioni saranno tagliate al 2030 del 55%

Come anticipato, la Presidente della Commissione UE nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, ha annunciato che le emissioni di gas serra saranno tagliate entro il 2030 del 55%, rispetto all’obiettivo previsto del 40%, subordinando al nuovo target il ruolo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Ogni anno in settembre, il Presidente della Commissione UE pronuncia il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo in sessione plenaria, facendo il punto sui risultati dell’anno passato e presentando le priorità per l’anno a venire, sul quale successivamente si apre un dibattito con i leader dei gruppi politici presenti in Parlamento, che valutano il lavoro della Commissione ed espongono il loro punto di vista.

Mai prima d’ora il discorso sullo Stato dell’Unione era stato atteso con tale interesse ed ansia come quello pronunciato da Ursula von der Leyen. L’anno trascorso non ha paragoni nella storia d’Europa, con i suoi cittadini che sono stati colpiti da un evento che non era stato preso in considerazione e le cui conseguenze si faranno sentire a lungo sul loro benessere, sia in termini sanitari che economici.

Più che laSintesidel primo anno di mandato della Commissione UE, l’interesse maggiore era rivolto alle indicazioni su come saranno affrontate le sfide che attendono l’Unione, in particolare l’emergenza climatica i cui impatti a medio-lungo termine potrebbero essere più devastanti del Covid-19.

Comeavevamo anticipato, la van der Leyen ha rivelato che la Commissione UE proporrà diaumentare l’obiettivo per il 2030 di riduzione delle emissioni dal 40% al 55%, in modo da mettere l’Unione sulla giusta traiettoria per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, secondo quanto  previsto dallaLegge sul Climaadottata lo scorso marzo, e per conseguire l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C alla fine del secolo, come stabilito con l’Accordo di Parigi.

A tal fine, entro la prossima estate la Commissionerivedrà tutta la legislazione dell’UE in materia di clima ed energiaper adattarla al nuovo target del 55% di riduzione delle emissioni, sia relativamente alruolo delle rinnovabilinel mix energetico dei consumi finali di energia, che dell’obiettivo di efficienza energetica, come pure verrà rivisto il meccanismo del sistema di scambio delle quote di emissione (EU-ETS) a cui si affiancherà quello di unCarbon Border Adjustment per introdurre un prezzo del carbonio sulle importazioni di determinati beni provenienti dall’esterno dell’UE, che contribuirà a far sì che altri seguano l’esempio dell’UE, sul quale peraltro è aperta fino al28 ottobre 2020una relativaconsultazione pubblica.

Inoltre, la Presidente della Commissione UE ha annunciato che 30% del budget di750 miliardi di eurodi#NextGenerationEU(ilRecovery Fund) sarà raccolto conobbligazioni verdie il37% sarà investito negli obiettivi delGreen Deal europeo, compresi i progetti “faro” sull’idrogenosullabioediliziacon l’adozione il prossimo mese di una Comunicazione e un Piano di Azionee di1 milione di punti di ricarica elettrica, obiettivo inserito nel Green Deal europeo.

“Voglio che #NextGenerationEU dia il via a un’ondata di rinnovamento europeo e renda la nostra Unione leader nell’economia circolare– ha sottolineato lavon der Leyen –Ma questo deve essere anche un nuovo progetto culturale per l’Europa. Per questo creeremo un nuovo Bauhaus europeo, uno spazio di co-creazione in cui architetti, artisti, studenti, ingegneri, designer lavorano insieme per realizzare questo obiettivo”.

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