6 Luglio 2022
Cambiamenti climatici Clima Politica Società

Legge europea sul clima: la Commissione attua il Green Deal europeo

Come previsto dalla road-map del Green Deal europeo, la Commissione ha presentato la Legge europea sul clima per azzerare le emissioni al 2050, ma non anticipa la revisione degli obiettivi al 2030, prevista entro l’estate, e non entro giugno come avevano chiesto 12 Paesi membri, tra cui l’Italia.

La Commissione UE ha presentato oggi (4 marzo 2020) una Legge europea sul clima (European Climate Law) volta a sancire l’impegno politico dell’UE di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, secondo quanto previsto dal Green Deal europeo che definisce l’obiettivo e traccia la road-map per tutte le politiche dell’UE.

Nel contempo, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sul futuro patto europeo per il clima (EU Climate Pact) che consentirà di coinvolgere il pubblico per la definizione di questo strumento.

Agiamo oggi per fare dell’UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 – ha dichiarato, la Presidente della Commissione UE, Ursula von der LeyenLa legge sul clima concretizza in un atto giuridico il nostro impegno politico e ci pone in modo irreversibile sulla strada verso un futuro più sostenibile. Questo atto costituisce l’elemento centrale del Green Deal europeo, e offre prevedibilità e trasparenza per l’industria e gli investitori europei. Imprime anche una chiara direzione alla nostra strategia per una crescita verde e garantisce una transizione graduale ed equa”.

Con la Legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo. IL testo legislativo prevede misure per verificare i progressi compiuti e adeguare di conseguenza gli interventi di conseguenza, sulla base di sistemi esistenti quali il processo di governance dei Piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) degli Stati membri, le relazioni periodiche dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) e i più recenti dati scientifici sui cambiamenti climatici e i relativi impatti.

I progressi saranno verificati ogni 5 anni, in linea con il bilancio globale previsto dall’Accordo di Parigi. La Legge sul clima delinea anche la via da seguire per raggiungere l’obiettivo del 2050. Sulla base di una valutazione d’impatto esaustiva, la Commissione proporrà un nuovo obiettivo unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030. La legge sul clima sarà modificata una volta completata la valutazione d’impatto.

Da sottolineare che la proposta di Legge europea sul Clima si esplica sotto la forma di Regolamento, consentendo alla Commissione di riesaminare gli obiettivi ogni cinque anni “mediante atti delegati“, che non richiedono negoziati completi, ma solo un semplice sì o no da parte del Consiglio e il Parlamento. Vedremo come reagiranno Paesi, come Polonia, Repubblica ceca e Ungheria, che si sono dimostrati contrari a fissare l’azzeramento delle emissioni entro il 2050, senza una valutazione sui costi della transizione, anche se i continui ribassi di implementazione delle energie rinnovabili e il meccanismo della Giusta transizione potrebbero costituire un valido ripensamento delle loro posizioni.

In merito alla proposta di definire un obiettivo al 2030, prevista entro settembre 2020, il 3 marzo 2020 un gruppo di 12 Paesi, tra cui l’Italia, con una Lettera indirizzata al Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, chiede di anticipare al più tardi entro il 30 giugno 2020 il Piano climatico che prevede di aumentare la riduzione delle emissioni al 50-55%, rispetto all’attuale obiettivo del 40%.

La richiesta viene giustificata con la necessità di avere il tempo necessario per concordare un obiettivo in aumento al 2030 ben prima della COP26 di Glasgow (9-19 novembre 2020), allorché tutte le Parti dell’Accordo di Parigi sono tenute a rivedere i propri NDC (contributi determinati a livello nazionale).
L’UE può dare l’esempio – si legge nella lettera – e contribuire a creare lo slancio internazionale necessario affinché tutte le parti aumentino le proprie ambizioni”.

Affinché l’UE possa aumentare il proprio contributo, gli Stati membri e il Parlamento europeo devono negoziare un accordo che potrebbe richiedere del tempo, poiché i deputati hanno già segnalato che non scenderebbero al di sotto del 55%, mentre molti Stati membri non sono d’accordo sull’entità dell’obiettivo di riduzione.

Oggi passiamo dalle parole ai fatti, per mostrare ai nostri concittadini europei che siamo seriamente intenzionati ad azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 – ha dichiarato oggi, Frans TimmermansLa legge europea sul clima è anche un messaggio destinato ai nostri partner internazionali, per far saper loro che è arrivato il momento per tutti noi di puntare più in alto nel perseguire i nostri obiettivi comuni dell’accordo di Parigi. La legge sul clima ci consentirà di mantenere con rigore l’impegno e di restare sulla buona strada, chiamandoci a rispondere dei risultati“.

Le misure adottate dalla Commissione UE
– Entro giugno 2021 la Commissione esaminerà e, se del caso, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici necessari per conseguire le riduzioni supplementari previste per il 2030.
– Per il periodo 2030-2050 la Commissione propone di predisporre una traiettoria unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in modo da poter misurare i progressi compiuti e garantire prevedibilità alle autorità pubbliche, alle imprese e ai cittadini.
– Entro settembre 2023, e successivamente ogni 5 anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell’UE rispetto all’obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050.
 – La Commissione sarà autorizzata a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri i cui interventi non sono compatibili con l’obiettivo della neutralità climatica e gli Stati membri dovranno tenere conto delle raccomandazioni o spiegare le loro motivazioni se omettono di farlo. La Commissione potrà inoltre riesaminare l’adeguatezza della traiettoria e le misure adottate a livello di Unione.
– Gli Stati membri saranno tenuti anche a predisporre e attuare strategie di adattamento per rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici.

Dare forma al patto climatico europeo e alle politiche future
Oltre alle politiche pubbliche e alla regolamentazione, tutti i settori della società e dell’economia hanno un ruolo da svolgere nella transizione verso la neutralità climatica dell’Unione europea. Pertanto, la Commissione ha avviato una Consultazione pubblica su un nuovo patto europeo per il clima, un’iniziativa di ampio respiro per dare voce e ruolo ai cittadini e ai portatori di interessi nella progettazione di nuove azioni per il clima, condividendo informazioni, avviando attività dal basso e illustrando soluzioni che possono essere adottate anche da altri. La consultazione resterà aperta per 12 settimane. I contributi saranno utilizzati per definire il Patto per il clima che sarà varato prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26).

Sempre oggi la Commissione ha avviato ufficialmente i lavori con la pubblicazione delle valutazioni d’impatto iniziali sul futuro meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e sulla revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia, due degli altri importanti strumenti politici previsti dal Green Deal europeo.

Inoltre, la Commissione ha adottato la proposta di designare il 2021 Anno europeo del trasporto ferroviario per dare risalto ai benefici per il clima derivanti dall’aumento dell’utilizzo della rete ferroviaria per il trasporto di persone e merci.

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