Cambiamenti climatici Clima

State of the Climate in 2018: così si è riscaldato il Pianeta

Il Rapporto redatto da 470 scienziati di 60 Paesi, coordinati dall’Agenzia federale statunitense NOAA, conferma che nel 2018 sono stati raggiunti livelli record per una serie di indicatori climatici, tra cui le concentrazioni dei principali gas serra l’innalzamento dei mari e lo scioglimento dei ghiacciai.

Sono impressionanti i dati relativi a 50 diversi indicatori climatici contenuti nel Rapporto State of the Climate in 2018”, redatto da oltre 470 scienziati di 60 Paesi, coordinati dalla statunitense NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e pubblicato sul Supplemento speciale di settembre del Bulletin of the American Meteorological Society (BAMS), che fornisce un aggiornamento dettagliato dei dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio situate su terra, acqua, ghiaccio e nello spazio.

Ecco in sintesi i 10 risultati più rilevanti del Rapporto 2018

I livelli di gas ad effetto serra sono stati i più alti mai registrati. Le concentrazioni di gas serra in atmosfera, tra cui anidride carbonica, metano e protossido di azoto, sono salite a nuovi valori record nel corso del 2018.  La concentrazione media annuale di CO2 in atmosfera è stata di 407,4 parti per milione (ppm), superando di 2,4 ppm il precedente record del 2017, ed è stata la più alta misurata in 60 anni di registrazioni globali e dei ottenuti dai campioni di carote di ghiaccio risalenti a 800.000 anni fa.

La temperatura superficiale globale, quella terrestre e degli oceani, ha superato la media del periodo 1981-2010 di 0,30 °C – 0,40 °C, a seconda dei data set utilizzati. Questo significa che il 2018 è stato il 4° anno più caldo di sempre da quando sono iniziate le registrazioni tra la metà e la fine 1800. I quattro anni più caldi sono avvenuti dal 2015 e sono stati registrati picchi di temperature più alte e meno basse rispetto a quasi tutti i 68 anni di record estremi.

La temperatura troposferica era ben al di sopra della media. Nella regione dell’atmosfera al di sopra della superficie terrestre è stata mediamente a livello globale è stata la 3a o la 7a più alta mai registrato, a seconda del set di dati utilizzato.

La temperatura della superficie del mare, purmediamente raffreddata nel 2018 rispetto all’anno record del 2016 sotto l’influenza di El Niño, è stata ancora molto al di sopra della media 1981–2010 di 0,33 °C. L’oceano in profondità continua a riscaldarsi anno dopo anno.

Il livello del mare globale ha raggiunto un nuovo record. Per il settimo anno consecutivo, il livello medio globale del mare è salito a un nuovo record nel 2018 ed è stato di 8,1 cm superiore alla media del 1993, anno che segna l’inizio del record dell’altimetro satellitare. Il livello del mare globale sta aumentando a un tasso medio 3,1 cm per decennio.

Il ciclo idrologico sull’oceano sta aumentando. I modelli di salinità della superficie del mare confermano le recenti prove che le regioni aride stanno diventando più secche e più salate e che le regioni umide sono più piovose e fresche. I primi 600 metri dell’Oceano Atlantico sono diventati costantemente più salati dal 2005.

I cicloni tropicali sono stati complessivamente di numero superiore alla media. Nel 2018 ci sono stati 95 cicloni tropicali in tutti i bacini oceanici, ben al di sopra della media 1981-2010 (82). Undici cicloni tropicali hanno raggiunto il livello di intensità di categoria 5 della scala Saffir-Simpson. Solo nel 1997 ci sono stati più cicloni tropicali (12) di categoria 5.

L’Artico ha continuato a riscaldarsi. L’’estensione massima del ghiaccio marino era quasi ai livelli più bassi record. La temperatura media annuale dell’aria superficiale per l’Artico stata la 3a più alta dal 1900 superata solo da quella del 2016 e il 2017, con +1,2 °C sopra la media del periodo 1981-2010. L’estensione del ghiaccio marino ha continuato a registrare livelli bassi. Il 17 marzo 2018, l’entità massima del ghiaccio marino artico del 2018 misurata dal satellite è stata la seconda più bassa nel periodo record di 38 anni, dietro solo a quella del 2017, con un riduzione del 55% rispetto agli anni ’80. L’estensione del ghiaccio marino a settembre attraverso l’Oceano Artico sta diminuendo ad un tasso del 12,8% per decennio. A livello terrestre, l’estensione della copertura nevosa dell’Artico a giugno era quasi la metà di quella di 35 anni fa, un tasso di perdita vicino al declino dell’estensione del ghiaccio marino di settembre.

In Antartide, il 2018 è stato più caldo della media per l’intero continente. Nei punti più alti dell’Altopiano antartico, la stazione meteorologica automatica ha superato sei record mensili di temperatura con il record di agosto superiore di 8 °C. L’estensione del ghiaccio marino estivo è stata la seconda più bassa mai registrata. L’area del ghiaccio marino medio mensile invernale è stata la più bassa per quel mese nelle registrazioni satellitari di 41 anni.

I ghiacciai hanno continuato a sciogliersi in tutto il mondo. Dai dati a disposizione sui ghiacciai più monitorati del mondo risulta una perdita di massa complessiva per il 30° anno consecutivo. Dal 1980, la perdita cumulativa equivale a tagliare di 24 m. la cima di un ghiacciaio medio.

Per avere un quadro sulla situazione della criosfera e dell’innalzamento del livello del mare, si veda il Rapporto speciale (SROCC) del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), diffuso qualche giorno fa.

In copertina: Il permafrost sul promontorio a picco lungo il fiume Itkillik nell’Alaska settentrionale ha perso grandi volumi di ghiaccio negli ultimi anni a causa dell’erosione e dei cambiamenti climatici (Foto di Robert Busey, International Arctic Research Center, università dell’Alaska Fairbanks).

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.