Sostenibilità

Rapporto ASviS 2019: Italia in grave ritardo per i target degli OSS al 2020

L’annuale Rapporto dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) segnala che l’Italia migliora in nove degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, peggiora in sei e resta stabile in due, ma preoccupa il forte ritardo su gran parte dei 21 Target che il nostro Paese si è impegnata a raggiungere entro l’anno prossimo.

Nel suo percorso verso i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda ONU al 2030, l’Italia migliora in alcuni campi (salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance e cooperazione internazionale); peggiora in altri (povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi terrestri) ed è stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico (Qui la sintesi dell’andamento del percorso dell’Italia verso i singoli OSS).

È quanto emerge dal Rapporto 2019 L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che l’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha presentato oggi (4 ottobre 2019) a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, illustrato dal suo portavoce, nonché ex- Ministro del Lavoro ed ex-Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini.

A soli 11 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti individuali. L’urgenza è anche dettata dal fatto che 21 dei 169 Target in cui si articolano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono obblighi riferiti al 2020 e che su buona parte di essi l’Italia è in grave ritardo.

L’Italia non è sola in questo difficile percorso, come documentato durante la recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A quattro anni dall’adozione dell’Agenda 2030, nonostante i progressi compiuti, le misure adottate dai singoli governi, dal settore privato e dalle organizzazioni internazionali non appaiono essere all’altezza della sfida. Serve perciò un urgente e deciso cambio di passo per rispettare il piano d’azione disegnato per dare un futuro al pianeta e a chi lo abita.

La buona notizia– ha commentato il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini – è che il nuovo Governo ha introdotto la sostenibilità nell’agenda politica e le linee programmatiche includono alcune proposte avanzate proprio dall’ASviS: dall’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile all’avvio di un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, dall’uso dell’Agenda 2030 per ridisegnare il funzionamento del sistema socio-economico, alla valutazione dell’impatto economico-sociale-ambientale dei provvedimenti legislativi, dal taglio dei sussidi dannosi all’ambiente alla legge per annullare i differenziali retributivi tra uomini e donne, a parità di mansioni svolte. A questi annunci devono seguire azioni concrete per mettere l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. Peraltro, per 21 dei 169 Target previsti dall’Agenda 2030 il cui raggiungimento è fissato entro il 2020, il Rapporto ASviS 2019 rivela un Paese in evidente ritardo”.

Il Rapporto, giunto alla IV edizione, rappresenta uno strumento unico nel panorama internazionale, come riconosciuto da diversi studi pubblicati quest’anno. Grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto 2019 fornisce lo stato di avanzamento del nostro Paese verso i 17 OSS dell’Agenda 2030 dell’ONU, attraverso indicatori compositi originali (disponibili per i Paesi europei, per l’Italia e le sue regioni), un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030.

Siamo molto incoraggiati dai risultati della nostra attività di sensibilizzazione a livello europeo e nazionale – sottolinea il Portavoce dell’ASviS Enrico GiovanniniLa nuova Commissione europea intende mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione e ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’ASviS a maggio, tra cui una responsabilità diretta di ciascun Commissario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile di propria competenza e il ridisegno del Semestre europeo intorno all’Agenda 2030. La Presidente della Commissione ha proposto un programma di azione per il prossimo quinquennio che ruota intorno ad una visione in cui politiche economiche, sociali e ambientali appaiono coerentemente orientate all’obiettivo di fare dell’Europa il primo continente carbon-neutral e leader globale dell’economia circolare. In questo quadro, però, l’Italia deve fare la sua parte e prepararsi adeguatamente, così da poter beneficiare delle risorse che l’Unione europea investirà nella direzione della sostenibilità. È per questo che chiediamo con urgenza una legge annuale per lo sviluppo sostenibile, politiche integrate e azioni concrete a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

Sul piano nazionale, l’ASviS raccomanda che il Presidente del Consiglio:
– invii ai Ministri un atto di indirizzo che indichi la loro responsabilità per conseguire gli OSS;
– rafforzi il ruolo della cabina di regia “Benessere Italia” costituita a Palazzo Chigi;
– sostenga l’introduzione di una valutazione ex-ante della legislazione alla luce degli OSS.

Inoltre, ASviS raccomanda che il Governo:
– promuova presso il Parlamento la dichiarazione di “Stato di emergenza climatica”, come già fatto da alcune Regioni e città;
aggiorni la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e presenti un rapporto sul suo stato di attuazione;
– trasformi il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per orientare a tale scopo tutti gli investimenti pubblici;
– individui politiche per conseguire i 21 Target in scadenza nel 2020;
– prepari una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, che intervenga sulla normativa con un’ottica ‘sistemica’;
– realizzi un vasto piano di informazione e comunicazione sul tema dello sviluppo sostenibile diretto all’intera popolazione.

Per conseguire quanto annunciato nel programma di Governo, l’ASviS propone anche che:
si ricostituisca il Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU) per aiutare a sviluppare un’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile;
– venga calendarizzato quanto prima l’esame da parte del Parlamento del progetto di legge per l’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile.

Sul piano delle politiche settoriali, l’ASviS avanza numerose proposte, descritte in dettaglio nel Rapporto.

È importante segnalare un crescente impegno della società civile, delle imprese e del mondo della finanza, anche in Italia – ha concluso Giovannini – In particolare, lo sviluppo sostenibile si sta affermando sempre di più come paradigma per guidare le imprese nel trasformare i rischi in opportunità. Da parte sua, la società italiana, anche grazie all’impegno dei giovani, ha ormai preso coscienza dei problemi che abbiamo di fronte e domanda interventi urgenti, che operino una ‘giusta’ transizione ecologica, realizzata proteggendo i più deboli e riducendo le disuguaglianze”.

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