L’ultimo Bollettino ANBI sulle risorse idriche conferma che è ancora allerta siccità nel nord del Paese, in continuità con l’Europa settentrionale, che partendo dalla penisola iberica, comprende ormai ampie zone di Francia, Germania e Paesi Bassi, il Sud dell’Inghilterra, ma non va meglio nell’Italia peninsulare.
“In un colpevole frastuono di silenzi,l’European Drought Observatory (EDO) certifica l’aggravarsi della siccità in Europa”.
Inizia con un ossimoro il Bollettino del 20 ottobre 2022 dell’0sservatorio ANBI sulle risorse idriche,segnalando come ormai il 27% del territorio continentale sia considerato in zona rossa (alert) ed il 22% in zona arancione (warning).
In quest’ “area arida”, in continuità con l’Europa settentrionale, che partendo dalla penisola iberica, comprende ormai ampie zone di Francia, Germania e Paesi Bassi, il Sud dell’Inghilterra, fino a raggiungere Romania, Ungheria, Bulgaria, Moldavi, èricompreso il Nord-ovest d’Italia.
“È conclamato che la crisi climatica sta pienamente coinvolgendo l’Europa e che il problema debba essere affrontato in un quadro comunitario,per il quale ci stiamo impegnando da tempo attraversoIrrigants d’Europe– affermaFrancesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)–È palese, però, il clamoroso ritardo di Bruxelles su questi temi, che pregiudicano non solo l’ambiente e la qualità della vita, ma anche il condiviso obbiettivo dell’autosufficienza alimentare”.

La situazione idrologica dell’Italia settentrionale sempre più compromessa
Perdurando l’assenza di significative piogge autunnali, sottolinea il Comunicato,i “grandi laghi” permangono abbondantemente sotto le media del periodo: i bacini d’Iseo e di Como sono rispettivamente al 5% e 8,5% del riempimento, mentre il Maggiore è al 18,7% (era il 70% nel 2021 ed il 90% nel 2020) ed il Benaco è indirizzato verso il minimo storico, registrato nel 1986.
“È questa una situazione anomala e che crea grande preoccupazione, se consideriamo che la gran parte del sistema idrologico del Nord Italia dipende dalle disponibilità di questi bacini– osservaMassimo Gargano, Direttore generale di ANBI –Se non pioverà con regolarità nelle prossime settimane, inizieremo il nuovo anno già in sofferenza idrica. È evidente l’urgente necessità di aumentare le riserve idriche del Paese, trattenendo al suolo più dell’11% di acqua piovana, che attualmente riusciamo a stoccare, quando arriva. IlPiano Laghetti, che con Coldiretti proponiamo al Governo del Paese, è una risposta.”
InValle d’Aostanon sono bastati circa 20 millimetri di pioggia, caduti finora in Ottobre, per ristorare la portata dellaDora Baltea.
Non va meglio per i corsi d’acqua del confinantePiemonte, dove restano bassi perfino i livelli dei fiumi in crescita (Tanaro,Orco,Chisone), mentre sono in evidente calo quelli diCervo,Stura di Lanzo,Stura di Demontee sono praticamente ancora “asciutti”Ellero,Orba,Varaita,Bormida.
InLombardiaè l’Addaa testimoniare lasofferenza di un territorio in costante attesa di piogge:la portata del fiume, infatti, è di circa il75% inferiore a quella registrata nello stesso periodo del biennio precedente; leriserve idriche regionali sono inferiori del 53,3% alla media, ma raggiungono -80% nei bacini diBremboed Oglio, nonché -76% in quello delSerio(fonte: ARPA Lombardia).
Le portate del fiumePosono incostante calo nel tratto piemontese e lombardo, mentre registranouna lieve ripresa alle stazioni di rilevamento inEmilia Romagna, pur restando gravemente lontane dalla media storica: aPontelagoscuromanca all’appello oltre il 70% del flusso(fonte: ARPAE). Nella stessa regione sembra senza fine la discesa delle portate nei corsi d’acqua appenninici: ne è testimonial, laSecchiacon undeficit pari all’80%della media mensile.
A preoccupare è anche la siccitànel Nord Estdel Paese: mentre inFriuli Venezia Giuliaperdura lo scarso apporto di piogge ottobrine, inVenetosi sorvegliano sia i livelli di falda che quelli dei corsi d’acqua superficiali (l’Adigeè ai minimi del decennio, laLivenzae ilBacchiglioneregistrano, già da Settembre, una portatainferiore dell’80% alla media mensile); leriserve idriche regionali sono al 57% dei volumie scendono al 25% nel bacino del fiumeBrenta.
NelCentro Italiala situazione è fortemente condizionata dalla localizzazione degli eventi meteo: così, inToscanacrescono i fiumiSerchioeSieve, ma calanoArnoedOmbrone, mentre nelleMarchecresce solamente ilSentino.
Preoccupa inUmbriala continua decrescita dei livelli del lagoTrasimeno, abbondantementesotto la quota di livello critico,fissata a m. -1,20; è altresìin crescita la portatanell’alto corso del fiumeTevereche invece cala raggiungendo ilLazio,dove diminuiscono anche i livelli diAnieneeSacco, nonché del lago diNemi. Nella regione prosegue la “leadership della siccità” per il comune di Cerveteri, dove quest’anno sono finora caduti solamente 137 millimetri di pioggia (non molto lontani da quanto profetizzato nelfilm“Siccità” di Paolo Virzì).
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, inoltre, segnala che in quasi tutto l’Abruzzo(uniche eccezioni, i territori diOricola,Atri,Colle Roio,Avezzano), il bilancio idro-climatico risultain deficit, perché i valori dell’evapotraspirazione sono stati superiori a quelli delle precipitazioni.
InCampania,i fiumiSele,Sarno,VolturnoeGariglianosonoin ulteriore, ma moderato calo, così come gli affluenti e i corsi d’acqua minori; sono invecein aumentoi volumi dellago di Conzadella Campania sul fiumeOfantoe in diminuzione quelli dei bacini delCilentosul fiumeAlento.
Scendendo più a Sud,rallentano i prelievi irriguidai bacini diPuglia(solo 500.000 metri cubi in una settimana)e Basilicata(3.500.000 metri cubi contro gli 8 milioni di un anno fa).
Prosegue infine l’anomala condizione dellaSicilia, che dall’anno scorso si qualifica come una delle regioni più umide di questa “Italia idricamente capovolta”: al netto dei gravi disagi alluvionali, anche recenti, a beneficiarne sono gli invasi che, ad inizio Ottobre, già raccoglievanooltre 70 miliardi di litri d’acqua in più rispetto all’anno scorso(fonte: Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico Sicilia).
