6 Dicembre 2022
Cambiamenti climatici Energia

Rinnovabili: rapporto IRENA a COP27 allerta su potenziale non sfruttato

Un Rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IRENA) presentato alla COP27sottolinea l’enorme potenziale non sfruttato delle energie rinnovabili per conseguire gli obiettivi climatici, mentre solo 12 Paesi sui 183 dei firmatari dell’Accordo di Parigi per raggiungere l’obiettivo di riscaldamento globale che hanno incluso componenti rinnovabili nei loro impegni (NDC) si sono impegnati a raggiungere una percentuale di energie rinnovabili nel loro mix energetico.

Le tensioni geopolitiche in corso e i rischi correlati al clima ribadiscono la necessità di un’azione immediata per aumentare l’ambizione di diffusione delle energie rinnovabili per raggiungere gli obiettivi climatici, aumentare la sicurezza energetica e migliorare l’accessibilità economica, nonché per garantire l’accesso universale a un’energia affidabile e conveniente.

Con l’intento di supportare i Governi di supportare i governi nella progettazione di obiettivi di energia rinnovabile che possono aiutare a raggiungere questi urgenti obiettivi l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha presentato il 7 novembre 2022 a Sharm el-Sheikh, dove è in corso la COP27, il Rapporto “Renewables energy targets in 2022. A guide to design” che presenta una panoramica degli ultimi aggiornamenti sugli impegni sul clima presi prima della COP27, concentrandosi sugli obiettivi di energia rinnovabile negli Nationally Determined Contributions Synthesis Report (NDC) sui cambiamenti climatici, recentemente pubblicato dall’UNFCCC, che dimostra come i piani per il clima dei Paesi, in base all’Accordo di Parigi, si confermino insufficienti per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C entro la fine del secolo.  

Nonostante le energie rinnovabili siano la colonna portante della transizione energetica e rappresentano una valida soluzione per l’emergenza climatica, dei 183 firmatari dell’Accordo di Parigi che hanno incluso componenti di energia rinnovabile nei loro NDC, 143 hanno obiettivi quantificati, la maggior parte dei quali si concentra sul settore energetico, ma solo 12 Paesi si sono impegnati a raggiungere una percentuale di energie rinnovabili nel loro mix energetico globale.

: Energie rinnovabili nei Piani nazionali di riduzione delle emissioni (NDC) al 2030 (dati comunicati entro il 15 ottobre 2022)¸ Fonte: IRENA

Il Rapporto mostra chiaramente che il livello collettivo di ambizione nella transizione energetica non è ancora sufficiente, nonostante il Patto per il Clima di Glasgow preveda l’aggiornamento prima della COP27 degli obiettivi al 2030 negli impegni nazionali

In un momento in cui abbiamo un disperato bisogno di mettere in atto una rapida implementazione, mi appello ai leader mondiali affinché colmino urgentemente il divario nello sviluppo delle rinnovabili nel segno della resilienza, della sicurezza energetica e delle economie inclusive – ha dichiarato il Direttore generale di IRENA, Francesco La CameraIl rapporto di IRENA è un monito per la comunità internazionale cui evidenzia che le rinnovabili offrono una soluzione climatica facilmente realizzabile, ma che richiede un’azione immediata. Gli impegni sul clima devono aumentare l’ambizione di sbloccare il potenziale pieno e non sfruttato delle rinnovabili. C’è la necessità di mettere in atto un intervento urgente. Nonostante alcuni progressi, la transizione energetica è ben lungi dal procedere come previsto. Qualsiasi mancanza di azione a breve termine ridurrà ulteriormente la possibilità di considerare l’obiettivo di 1,5 °C raggiungibile. All’insegna dello slogan della COP27 ‘Insieme per l’attuazione’ dobbiamo passare dalle promesse alle soluzioni concrete a beneficio delle persone e delle comunità sul territorio“.

Secondo il World Energy Transitions Outlook (WETO 2022) di IRENA, nel 2050 metà dell’energia consumata proverrà dall’elettricità, e il 90% di tutta la decarbonizzazione riguarderà le energie rinnovabili tramite fornitura diretta di energia a basso costo, efficienza, elettrificazione, bioenergia sostenibile e idrogeno verde. Tuttavia, il raggiungimento dell’obiettivo climatico per il 2050 dipenderà dall’attuazione di un’azione efficace entro il 2030.

La nuova analisi di IRENA rileva che entro il 2030 i Paesi mirano a raggiungere 5,4 TW di capacità installata di energia rinnovabile, vale a dire solo la metà dei 10,8 TW di capacità installata necessari nello Scenario 1,5 °C di IRENA. Per raggiungere il net zero, la capacità di energia rinnovabile entro il 2030 dovrebbe raddoppiare rispetto al livello di ambizione prevista dagli obiettivi attuali.

Secondo il Rapporto, questo obiettivo è facilmente raggiungibile oggi dato che gli attuali obiettivi legati all’energia rinnovabile sono indietro rispetto ai recenti livelli di sviluppo,. Per raggiungere gli obiettivi attuali entro il 2030, i Paesi dovrebbero incrementare la capacità installata di 2,3 TW, pari a 259 GW in media all’anno nei prossimi nove anni. Questo dato è inferiore alla capacità installata effettivamente aggiunta negli ultimi due anni: nel 2020 e 2021, nonostante le complicazioni causate dalla pandemia e le conseguenti interruzioni della catena di approvvigionamento, in ciascun anno c’è stato un incremento a livello mondiale di quasi 261 GW.

Inoltre, l’energia rinnovabile prevista per il 2030 rimane concentrata in poche regioni a livello mondiale. L’Asia rappresenta la metà della capacità globale prevista, seguita da Europa e Nord America. In confronto, il Medio Oriente e il Nord Africa rappresentano solo il 3% degli obiettivi di sviluppo globale per il 2030, nonostante l’elevato potenziale della regione, e l’Africa subsahariana rappresenta poco più del 2% del totale globale per il 2030.

I Paesi che si prefiggono il più alto livello di sviluppo fanno tutti parte del G20 e rappresentano quasi il 90% dell’obiettivo globale aggregato. Sebbene rappresentino una piccola quota della capacità installata di rinnovabili nel più recente passato, gli obiettivi aggregati dei Paesi a minor livello di sviluppo (LDC) e dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS) raddoppierebbero la loro attuale capacità rinnovabile.

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