2 Dicembre 2021
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Patto per il Clima di Glasgow: carbone da phase-out a phase-down

L’emendamento finale voluto dall’India, dietro la quale c’erra la Cina e Sudafrica, che sostituisce la “eliminazione graduale” della produzione di energia dal carbone e dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili (phase-out), quale era l’ultimo testo finale presentato dalla Presidenza della COP26, con “riduzione graduale” (phase-down), ha costituito il compromesso che ha permesso di chiudere con un giorno di ritardo la Conferenza di Glasgow, deludendo molte aspettative.

Si è chiusa a Glasgow nel tardo pomeriggio di ieri (13 novembre 2021) la 26ma Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici  (UNFCCC-COP26) con risultati inferiori alle aspettative, anche se il compromesso al ribasso era prevedibile stante il prolungamento di un giorno rispetto al calendario ufficiale per trovare una mediazione che fosse condivisa. (qui il testo finale)

La commozione del Presidente della Conferenza alla chiusura  che ha trattenuto a fatica le lacrime mentre annunciava ai delegati che era stato trovato finalmente un accordo che sapeva deludere le aspettative dei Paesi più vulnerabili, è la testimonianza delle difficoltà incontrate per la stesura di un testo che fosse approvato da tutti i sottoscrittori dell’Accordo di Parigi.

Posso solo dire a tutti i delegati che mi scuso per il modo in cui questo processo si è svolto e sono profondamente dispiaciuto – ha affermato Alok SharmaCapisco anche la profonda delusione, ma penso che sia anche fondamentale proteggere questo pacchetto“. 

È stato l’emendamento all’ultimo Draft final della Presidenza  proposto dall’India, dietro la quale c’era la Cina il cui leader non si è recato in Scozia, che ha sbloccato la situazione. In pratica, la “eliminazione graduale” della produzione dell’energia dal carbone (phase-out)  è stata sostituita con la “riduzione graduale” (phase-down).

Presentando l’ultimo Rapporto dell’IPCC, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres aveva affermato che le conclusioni della prima parte dell’AR6, “Climate Change 2021: the Physical Science Basis”, avrebbero dovuto costituire “una campana a morto per carbone e combustibili fossili, prima che distruggano il nostro Pianeta”.

Ora, in una dichiarazione video rilasciata dopo la conclusione della Conferenza ha affermato che la fine dei sussidi ai combustibili fossili, l’eliminazione graduale del carbone, la fissazione globale di un prezzo sul carbonio, la protezione delle comunità vulnerabili e la garanzia dell’impegno finanziario per il clima di 100 miliardi di dollari, “In questa Conferenza non sono stati raggiunti, ma abbiamo alcuni elementi che ne costituiscono un progresso”.

Rivolgendosi poi ai giovani, alle comunità indigene, alle donne leader e a tutti coloro che sono in prima linea per l’azione climatica, So che siete delusi [,,,]. Ma la via del progresso non è sempre una linea retta. A volte ci sono deviazioni. A volte ci sono fossati. Come disse il grande scrittore scozzese Robert Louis Stevenson: Non giudicare dal raccolto che fai ogni giorno, ma dai semi che pianti’. Abbiamo molti più semi da piantare lungo il sentiero. Non raggiungeremo la nostra destinazione in un giorno o in una Conferenza. Ma so che possiamo arrivarci”.

L’Accordo raggiunto prevede, tra l’altro:
– che i Paesi alla prossima Conferenza (Sharm-El Sheikh, in Egitto) presentino piani nazionali (NDC) allineati al conseguimento di 1,5 °C di riscaldamento alla fine del secolo;
– l’esortazione a rispettare l’impegno di finanziare con 100 miliardi di dollari all’anno i Paesi più poveri per le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e la richiesta ai Paesi sviluppati di presentare piani di finanziamento adeguati alla prossima COP;
– l’impegno a ridurre le emissioni globali del 45% entro il 2030 e azzerarle complessivamente entro la metà del secolo;
– la modifica delle regole sulla frequenza e trasparenza di segnalazione dei risultati per la riduzione delle emissioni;
– l’impegno a rendere pienamente operativo l’Accordo di Parigi sui mercati del carbonio, a sostegno delle azioni di mitigazione e adattamento.

Il pacchetto adottato è ovviamente un compromesso che riflette il delicato equilibrio tra gli interessi e le aspirazioni di tutte le 197 Parti della Convenzione, ma altri accordi, decisioni e deliberazioni sono stati assunti durante le 2 settimane che contribuiscono all’esito finale della COP26, tra cui:
– il taglio sulle emissioni di metano;
– la protezione delle foreste;
– il passaggio alle auto elettriche.

Possiamo ora affermare con credibilità che abbiamo mantenuto in vita 1,5 °Cha osservato Sharma – Ma il suo polso è debole e sopravvivrà solo se manteniamo le nostre promesse e traduciamo gli impegni in rapide azioni”.

In copertina: Il Presidente della COP26 Alok Sharma trattiene le lacrime annunciando che è stato raggiunto l’Accordo sul testo finale della Conferenza.

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