L’ultima analisi sulla Qualità dell’Aria in Europa dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, pubblicata il 30 aprile 2026 sulla base di 2 rapporti del Centro tematico europeo sulla salute umana, conferma che la qualità dell’aria nei Paesi membri dell’UE e nei Paesi SEE che cooperano, continua a migliorare, ma permangono ancora significative distanze rispetto ai livelli delle Linee guida OMS, in particolare per PM10, benzo(a)pirene e, soprattutto, per i livelli di ozono.
–La qualità dell’aria continua a migliorare, ma in circa il 20% delle stazioni di monitoraggio in Europa l’inquinamento atmosferico è ancora al di sopra degli attuali standard UE, soprattutto per quanto riguarda il particolato (PM10), l’ozono troposferico (O3) ) e il benzo(a)pirene (BaP).
–Sebbene alcune regioni stiano già rispettando gli standard UE del 2030, sono ancora necessarie ulteriori riduzioni in tutta Europa per tutelare la salute.
–Per la maggior parte degli inquinanti, le concentrazioni rimangono ben al di sopra dei livelli stabiliti dalle linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria, con oltre 9 europei su 10 esposti a concentrazioni di inquinamento atmosferico superiori a tali livelli.
–Ridurre l’inquinamento atmosferico diminuisce l’impatto sulla salute e i relativi costi economici, come le spese sanitarie e l’assenteismo causati da malattie legate all’inquinamento.
Sono gli highlight dell’ultimoRapporto sulla Qualità dell’Aria in Europache l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato il 30 aprile 2026, sulla base di2 rapporti del Centro tematico europeo sulla salute umana e l’ambiente(ETC-HE 2026aeETC-HE2026b).
L’inquinamento atmosferico rappresenta un grave problema di salute pubblica, come dimostra l’elevato carico di malattie ad esso attribuibili. Inoltre, comporta anchecosti economici. IlDocumento“Ambiente in Europa 2025”, uno studio del 2024 basato sui dati dell’AEA, ha stimato che l’inquinamento atmosferico costi agli Stati membri dell’UE600 miliardi di euro all’anno, pari al 4% del prodotto interno lordo. Pertanto, ridurre l’inquinamento atmosferico nell’UE rappresenta un’opportunità non solo per migliorare la salute pubblica, ma anche per accrescere la competitività riducendo i costi associati. Questi includono i costi derivanti dalle ore di lavoro perse a causa dell’assenteismo legato a malattie correlate all’inquinamento.
Il Rapporto dell’EEA sulla Qualità dell’Aria valuta le concentrazioni di inquinanti atmosferici nell’aria ambiente in tutta Europa nel 2024 e nel 2025 rispetto aglistandard di qualità dell’aria applicabili dell’UE(Direttiva 2008/50/CE) e ai livelli di globali diqualità dell’aria dell’OMSdel 2021.
L’analisi comprende39 Paesi: i27 Stati membri dell’UE(UE-27);i 5 Paesi membri dello Spazio economicoeuropeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia);i 6 paesi SEEche cooperano dal 2025 (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo ai sensi della UNSCR 1244/99, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia);il paese di segnalazione volontaria(Andorra).
I nuovi standard di qualità dell’aria, in vigore dal 2030, richiederanno agli Stati membri di mantenere e intensificare le misure per contrastare l’inquinamento atmosferico. Nella maggior parte d’Europa, inoltre, i livelli di inquinamento atmosferico rimangono al di sopra dei limiti più stringenti stabiliti dall’OMS per la tutela della salute umana.
Il confronto della situazione attuale con i nuovi standard di qualità dell’aria rivisti, evidenzia che le concentrazioni rilevate per alcuni inquinanti (NO₂ eSO₂)sono già inferioria determinati standard rivisti nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio.
Tuttavia,per la maggior parte degli inquinanti la distanza dall’obiettivo del 2030 è significativa e richiederà probabilmente ulteriori misure. Ciò vale soprattutto per il particolato (PM); nel 2024,oltre il 30% delle stazioni di monitoraggio monitorate ha registrato concentrazioni di PM superiori agli standard rivisti.

L’analisi comparativa indica inoltre chela distanza dall’obiettivo è maggiore per gli standard a lungo termine rispetto a quelli a breve termine,come dimostra il fatto che un numero maggiore di stazioni di monitoraggio ha registrato concentrazioni inferiori ai valori limite giornalieri (DLV) rivisti rispetto a quelli inferiori ai valori limite annuali (ALV) rivisti.
Come illustrato nelle mappe degli inquinanti presenti nel rapporto, ilivelli di qualità dell’aria variano anche geograficamente in Europa. Ciò riflette, in una certa misura, le diverse fonti di emissione regionali.
Il raggiungimento degli standard UE rivisti entro il 2030 contribuirà a ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute e ad avvicinare i livelli di qualità dell’aria ai valori guida dell’OMS nei prossimi anni.
Per raggiungere tali obiettivi, apartire dal 2026 gli Stati membri saranno tenuti ad attuare piani d’azione per la qualità dell’aria relativi agli inquinanti la cui concentrazione supera i livelli specificati negli standard rivisti.
Neldocumentocontestualmente pubblicato “Addressing ground-level ozone pollution in Europe” (Affrontare il problema dell’inquinamento da ozono a livello del suolo in Europa), l’Agenziasottolinea la mancanza di progressi sui livelli di ozono troposferico, che “non sono diminuiti in modo significativo“e chehanno causato 63.000 morti premature nell’UE nel 2023.

L’ozono(O3)è un forte ossidante epuò danneggiare sia la salute umana che l’ambiente. Inoltre, svolge un ruolo importante nei cambiamenti climatici, in quanto è un gas serra (GHG) che agisce comeforzante climatico di breve durata. Inoltre, l’ozono può contribuire indirettamente a cambiamenti climatici poiché può influenzare negativamente la quantità di anidride carbonica che può essere assorbita dai pozzi di carbonio.
“Si prevede che i cambiamenti climatici peggioreranno l’inquinamento da ozono in Europa a causa della maggiore frequenza e intensità delle condizioni meteorologiche legate al calore che favoriscono la formazione di ozono– ha sottolineato l’EEA –Le azioni a livello locale e nazionale potrebbero non essere sufficienti, poiché l’ozono e i suoi precursori possono percorrere lunghe distanze. Un’efficace mitigazione dipende anche da una più forte cooperazione europea e internazionale per affrontare l’inquinamento atmosferico transfrontaliero“.
I dati sulle tendenze passate dei livelli di inquinamento in tutti i Paesi sono disponibili tramite il visualizzatore online.Francia, Germania,Italia, Spagna e Polonia hanno rappresentato le quote maggiori delle emissioni di ozono., Spagna e Polonia hanno rappresentato le quote maggiori delle emissioni dio ozono.

