Risorse e rifiutiSostenibilità

Prevenzione rifiuti: monitoraggio essenziale per economia circolare

Un Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) sul monitoraggio per la prevenzione dei rifiuti quale strategia chiave per la transizione circolare dell’economia europea, propone nuovi indicatori che si concentrano sui driver della produzione di rifiuti, sui fattori abilitanti delle politiche di prevenzione e sui conseguenti risultati in termini di riduzione dei rifiuti e delle emissioni, e che richiedono dati e informazioni più specifici raccolti in tutta l’UE in modo sistematico e armonizzato. 

La prevenzione dei rifiuti è una delle strategie chiave per raggiungere un’economia circolare perché può ridurre l’uso delle risorse, massimizzare la vita utile di prodotti e materiali e promuovere la domanda di prodotti più sostenibili, anche se rimane difficile stabilire un legame tra le politiche di prevenzione dei rifiuti e la produzione di rifiuti nell’UE. 

Al fine di monitorare le tendenze a lungo termine, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA)il 17 maggio 2023 ha pubblicato, contestualmente albriefing che esamina le tendenze del tasso di utilizzo circolare dei materiali nell’uso e gli impatti ambientali del loro uso, ilRapporto “Tracking waste prevention progress. A narrative based waste prevention monitoring framework at the EU level”che propone unaserie di indicatori dedicati al monitoraggio delle tendenze a lungo termine nella prevenzione dei rifiuti, concentrandosi sui driver della produzione di rifiuti, sui fattori abilitanti delle politiche di prevenzione e sui conseguenti risultati in termini di riduzione dei rifiuti e delle emissioni.

Il pieno utilizzo di questo quadro di monitoraggio, tuttavia, richiede dati e informazioni più specifici raccolti in tutta l’UE in modo sistematico e armonizzato. Attualmente, quasi tutti gli Stati membri dell’UE hanno alcuniobiettivi e indicatori quantitativi sulla prevenzione dei rifiuti, ma questi variano notevolmente a livello di Paese. La definizione di obiettivi di prevenzione dei rifiuti a livello dell’UE, come l’obiettivo di riduzione dei rifiuti alimentari attualmente in fase di elaborazione, può contribuire anche a definirela direzione e un obiettivo per misurare e rafforzare gli obblighi in materia di prevenzione dei rifiuti.

La Commissione UE il 15 maggio 2023 ha adottato unnuovo quadro di monitoraggio dell’economia circolareal fine di imprimere un cambio di passo per il conseguimento degli obiettivi del Piano d’azione, che include nuovi indicatori, come l’impronta dei materiali e la produttività delle risorse,per misurare i progressi verso gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti: elementi chiave di un’economia circolare e a zero inquinamento.

L’Agenzia sottolinea che una delle principalilacune metodologiche è l’assenza di indicatori di buona qualità(idealmente quantificabile) sulle misure di prevenzione dei rifiuti. Dato che il formato, la struttura e contenuto dei documenti del Programma di prevenzione dei rifiuti non sono standardizzati a livello di Paesi UE,il livello di interpretazione delle misure possono variare notevolmente. È probabile che fossero in atto misure prima che venissero istituiti i programmi di prevenzione dei rifiuti, e che un determinato programma non includa tutte le misure di prevenzione dei rifiuti (ad es: una misura è generalmente descritta come un pacchetto di misure più piccole) o non tutte le misure descritte in un programma di prevenzione dei rifiuti vengano attuateo finanziate. Pertanto, questo approccio fornisce un certo grado di approssimazione del numero e del tipo di misure previste nei programmi di prevenzione, ma non riflette l’entità dello sforzo di prevenzione. Untale indicatore è necessario per confrontare i dati sulla produzione di rifiuti, analizzare l’efficacia attuativa degli strumenti politici che mirano alla prevenzione dei rifiutilungo l’elenco delle misure identificate (vale a dire valutare il potenziale di prevenzione delle misure strumenti), e confrontare l’efficienza delle misure e degli strumenti nel farlo (ovvero lo sforzo e il costo per tonnellata di rifiuti evitati).

Pertanto, un più quantificato indicatore comeil bilancio dei programmi di prevenzione dei rifiutipuò essere un altro indicatore adatto per il futuro, sebbene possa essere difficile ottenere tali dati a livello nazionale

Percentuale di Paesi dell’UE-27 che includono nei loro programmi di prevenzione dei rifiuti a loro prevenzione misure dell’articolo 9 della Direttiva Quadro Acque e percentuale di quelli che includono obiettivi e indicatori quantitativi. (Fonte: AEA, 2023)

Messaggi chiave
– Irifiuti totali(esclusi i principali rifiuti minerali) nell’UE-27sono aumentati dell’1,45% per persona dal 2010 al 2020, mentre la crescita economica complessiva, espressa in termini di PIL pro capite (volumi concatenati a prezzi di mercato) è aumentata del 6%, mostrando segni che potrebbe essersi verificato undisaccoppiamento relativotra il totale dei rifiuti (esclusi i grandi rifiuti minerali) e la crescita economica.

– Tuttavia, sia i rifiuti totali pro capite (esclusi i principali rifiuti minerali)che il PILsono diminuiti del 4% ciascuno dal 2018 al 2020, senza che sia chiaro se i rifiuti in diminuzione siano correlati alla recessione economica a causa di misure introdotte per gestire la pandemia di COVID-19, dato che uno sguardo più attento alle tipologie di rifiuti che compongono i rifiuti totali (esclusi i principali rifiuti minerali) mostra cheuna parte importante della diminuzione è attribuibile agli scarti di combustione del settore energetico, e questo è probabile che derivi dal minor uso di combustibili fossili solidi piuttosto che alle misure preventive. Sarebbero utili ulteriori indagini per comprendere meglio le cause dietro queste tendenze in questi anni.

– Irifiuti solidi urbani sono diminuiti dal 2010 al 2020, ma è probabile che il fenomeno sia stato determinatodal riciclaggio piuttosto che dagli sforzi di prevenzione dei rifiuti, come si può vedere anche nell’aumento della produzione di rifiuti urbani nello stesso periodo.

– Anchele emissioni di gas serra derivanti dalla gestione dei rifiuti sono diminuite dal 2010 al 2020, per lo più probabilmente per effetto dimigliori metodi di trattamento dei rifiutiche hanno spostato verso l’alto la gerarchia dei rifiuti di gestione, come la combustione con recupero e riciclaggio di energia, e uncalo nel conferimento in discarica. Tuttavia, questenon costituiscono misure di prevenzione.

– Quando si tratta di misure di prevenzione dei rifiuti, i programmi dell’UE-27 si concentrano principalmente su modelli di consumo sostenibili, incoraggiando ilriusoe leattività di riparazionee losviluppo e il sostegno di campagne di informazioneper la sensibilizzazione dei cittadini.(tutte citate nel 93% dei programmi di prevenzione dei rifiutidell’UE-27). Tuttavia,non è stato possibile identificare collegamenti concreti tra le misure di prevenzione e i dati sulla produzione di rifiuti e sulle tendenze socio-economiche.

– Sebbene i programmi di prevenzione dei rifiuti siano stati istituiti da quasi 10 anni,è difficile dimostrare un legame tra l’introduzione dei programmi e u effetto sulla produzione di rifiuti.

-Anche se sono stati compiuti progressi nel risalire la gerarchia dei rifiuti,dovranno essere compiuti sostanziali ulteriori sforzi per prevenire la produzione di rifiutie altro ancora, tra cui la necessità diintrodurre misure efficaci per tutti i tipi di rifiuti. Questo presuppone una vigorosaattuazione della circolarità nell’economia dell’UE, evitando la produzione dei rifiuti conprodotti nuovi, durevoli e riparabili, e modificando le nostre abitudini di produrre e consumare a favore di attività a minore intensità di materiale.

A supporto dell’analisi compiuta, l’AEA ha anche pubblicato leSchede informative per paese aggiornatesulla prevenzione dei rifiuti che mostrano dati e analisi specificisugli sforzi dei Paesi membri dell’AEA, tra cui, ovviamentequella dedicata al nostro Paese. 

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