Acqua Mari e oceani

Muco e neve di mare: nessun pericolo per gli abitanti della costa marchigiana

L’Agenzia per la Protezione Ambientale delle Marche (ARPAM) rassicura circa il fenomeno singolare, ma del tutto naturale di muco e neve di mare, verificatisi lungo la costa marchiana tra Pesaro e Ancona e riconducibili alla decomposizione di micro-alghe e zooplancton in condizioni di forti mareggiate ed in presenza di substrati duri, quali scogliere frangiflutto, pennelli portuali e massi di protezione.

Nei giorni scorsi sui telefonini dei marchigiani delle province di Pesaro ed Ancona sono arrivate immagini e brevi video postati da amici e conoscenti, che mostravano tratti di costa, sferzati dalla violenta mareggiata, con ammassi di schiuma e folate di “neve” grossolana. L’insolito fenomeno ha destato forte curiosità, ma anche preoccupazione di molti cittadini sulla sua origine e causa.  

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAM) è subito intervenuta, prelevando prima dei campioni a Falconara M.ma (AN) e a Pesaro il 21 novembre 2020, e diramando successivamente una nota stampa sull’origine del fenomeno, che ha rassicurato gli abitanti della fascia costiera interessata.

Si tratterebbe, infatti, del cosiddetto “muco di mare”, riconducibile alle forti mareggiate che hanno interessato la costa e non è associato in alcun modo ad eventi inquinanti di origine antropica.

Dall’osservazione al microscopio ottico dei campioni prelevati a Falconara Marittima si è evidenziato materiale organico particellato in decomposizione (microalghe e zooplancton, presenti in mare sulla colonna d’acqua, ma visibili esclusivamente al microscopio), che in presenza di forte vento e mareggiate può dar luogo a formazioni schiumose.

Sostanze naturali, con proprietà tensioattive sono infatti regolarmente presenti in mare e per quanto riguarda le nostre latitudini si può affermare che in particolari periodi dell’anno, a seguito di eventi di forte rimescolamento, tale materiale può presentarsi aggregato e accumulato maggiormente sulla riva.

Questa formazione si realizza più frequentemente in prossimità di substrati duri (scogliere frangiflutto, pennelli portuali e massi di protezione), in maniera più evidente dopo mareggiate.
Tali schiume possono essere trasportate fin sulla spiaggia e persistere anche in giornate di calma piatta. Il loro destino è comunque quello di sciogliersi nuovamente in acqua.

Anche l’analisi quali-quantitativa del fitoplancton dei campioni prelevati a Pesaro, non ha evidenziato la presenza di fioriture microalgali in atto. Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti per escludere definitivamente la presenza in acqua di sostanze nocive.

Il fenomeno di muco e neve di mare che avviene soprattutto nel mar Adriatico è ben noto alla letteratura scientifica e si verifica generalmente nei mesi primaverili e autunnali, ma allo stato attuale non desta preoccupazione per la salute umana e ambientale.

Le forme di aggregazione costituite da piccoli fiocchi di dimensioni inferiori al centimetro e filamenti, poco più lunghi, sono costituenti normali del particellato delle acque Adriatiche e sono indicati con il termine generico di “neve marina – si può leggere in un Quaderno dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica applicata al Mare) confluito con Legge 133/2008 nel costituendo ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) –  Mentre gli aggregati di grandi dimensioni, osservati in questi ultimi anni, possono essere considerati dei fenomeni eccezionali, per lo meno quando si formano in modo massivo su scala di bacino”.

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