Cambiamenti climatici

Limite 1,5 °C: è ormai ampiamente considerato inevitabile

Un nuovo Rapporto dell’UNEP, indicando come il superamento della soglia di riscaldamento globale di 1,5 °C concordato per la fine del secolo sia ormai inevitabile nei prossimi anni, delinea una strategia in tre fasi per gestire la traiettoria dell’overshoot, ridurre il picco termico e riportare le temperature sotto la soglia entro la fine del secolo.

L’aumento della temperatura globale è destinato a superare 1,5 °C, probabilmente entro i prossimi anni, spingendo i rischi e gli impatti climatici a livelli sempre più pericolosi, ma è ancora possibile ridurre le temperature e raggiungere gli obiettivi globali dell’Accordo di Parigi

IlRapporto“Limiting Overshoot Spotlight“, pubblicato il 2 settembre 2026 dall’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite) che esamina le implicazioni di entrare in un’era di superamento, a questo punto inevitabile, della temperatura massima di 1,5 °C entro la fine del secolo, concordato alla Conferenza sul Clima di Parigi (2015), indica comemigliore opzione possibile per minimizzare l’entità e la durata di questo superamentodi intraprendere un percorso di“superamento, picco e declino” (Superamento di 1,5 °C, il picco di riscaldamento e il successivo calo delle temperature).

“Il caldo torrido di quest’estate, i devastanti incendi e le inondazioni mortali sono un monito su ciò che ci aspetta– ha affermato il Segretario generale delle Nazioni Unite,António Guterres–Dobbiamo fare in modo che il superamento della temperatura massima di 1,5 gradi sia il più piccolo e breve possibile. Ciò richiede un livello di ambizione senza precedenti”.

Il rapporto analizza i rischi e gli impatti associati a livelli di riscaldamento più elevati, i percorsi di mitigazione necessari per limitare il picco di riscaldamento e consentire il calo delle temperature, e come gli approcci di adattamento e sviluppo debbano rispondere alle condizioni mutevoli lungo un percorso di superamento, picco e declino.

Questo percorsoridurrebbe al minimo l’aumento massimo della temperatura attraverso tagli immediati e sostenuti alle emissioni di gas serra, incluso il metano, sulla strada verso le emissioni nette zero, e abbasserebbe le temperature attraverso emissioni nette negative a lungo termine, con la rimozione dell’anidride carbonica (CDR) attentamente regolamentata(processo di rimozione del carbonio dall’aria e il suo stoccaggio tramite rimboschimento o altri mezzi), come parte essenziale del mix.

Allo stesso tempo,seguire questo percorso implicherebbe azioni di adattamento che ridurrebbero la vulnerabilità agli impatti attuali, previsti e imprevisti dei cambiamenti climatici su società, comunità ed economie, sebbene probabilmente ci saranno limiti all’adattamento e impatti irreversibili, soprattutto se le temperature di picco non saranno ridotte al minimo. Il rapporto sottolinea che untale percorso ridurrebbe i rischi e gli impatti, renderebbe l’adattamento meno difficile e costoso e aumenterebbe le possibilità di abbassare le temperature.

“Non ci saranno conseguenze positive se rimarremo al di sopra di 1,5 °C– ha dichiaratoInger Andersen, Direttrice esecutiva dell’UNEP –In tutto il mondo, le ondate di calore estreme stanno già dimostrando che gli impatti climatici si faranno sentire più rapidamente, con maggiore intensità e più a lungo, causando un numero maggiore di vittime e sconvolgimenti più profondi. È giunto il momento di raddoppiare gli sforzi per contrastare il cambiamento climatico. Possiamo – e dobbiamo – imboccare la strada giusta. Riducendo le emissioni di gas serra, rafforzando la resilienza e l’adattamento e garantendo che il superamento di 1,5 °C sia il più contenuto e di breve durata possibile”.

Superamento della soglia di temperatura: azioni e sfide
Rappresentazione illustrativa del superamento della soglia di temperatura e delle azioni e sfide associate alla limitazione della sua entità, durata e delle relative conseguenze. Gli elementi visivi nel riquadro superiore sono indicativi e non rappresentano valori precisi di entità, tassi o probabilità del riscaldamento. Lalinea neratratteggiata rappresenta un percorso di superamento adattato allo scenario mediano dell’IPCC (2021), mentre la linea tratteggiata grigio chiaro rappresenta un percorso di elevato superamento, adattato da Reisinger et al. (2025).
Lalinea orizzontaleindica la soglia di riscaldamento globale di 1,5°C rispetto al periodo 1850–1900.
Letraiettorie grigio chiarosullo sfondo sono a scopo illustrativo e si basano su un’interpolazione visiva di un insieme di scenari SSP e picchi critici (Tipping points), raffigurando un mondo che potrebbe diventare sempre più complesso a seconda delle azioni intraprese.
Ipunti rossirappresentano in modo illustrativo le azioni di mitigazione e adattamento volte a limitare il superamento della soglia. (Fonte, UNEP, 2026)

Impatti devastanti
Lo scenario più ottimistico prevede un aumento della temperatura massimo di 1,8 °C rispetto ai livelli preindustriali
, superando l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 °C stabilito dall’Accordo di Parigi. La maggior parte degli altri scenari prevede picchi più elevati.

Al di sopra di 1,5 °C, i rischi e gli impatti si intensificheranno con ogni ulteriore frazione di grado e con ogni anno che passa. Gliimpatti previsti includono l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, la perdita di ecosistemi e la sommersione dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo e delle città costiere a bassa quota. Si prevedonogravi danni alla salute umana, alla sicurezza alimentare, alle risorse idriche, alla natura, alle città, alle infrastrutture e alle economie.

Il rapporto avverte che la probabilità di superare punti di non ritorno irreversibili aumenta con l’intensità e la durata delle temperature più elevate. Tra questi, ladestabilizzazione delle principali calotte glaciali, ildegrado della foresta pluviale amazzonicae l’interruzione dell’AMOC, il sistema di correnti atlantiche che trasporta le acque superficiali calde verso nord e le acque profonde fredde verso sud, svolgendo un ruolo chiave nella regolazione del clima. Alcuni impatti potrebbero manifestarsi improvvisamente, mentre altri si accumuleranno nel tempo.

Considerata la portata dei rischi e i benefici collaterali degli interventi climatici, come una rapida transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili – miglioramento della qualità dell’aria e della salute pubblica, riduzione dei costi energetici e maggiore accesso all’elettricità –il rapporto sollecita un’azione accelerata, collettiva e globale per intraprendere un percorso di superamento, picco e declino. La rapidità e l’intensità di tale azione determineranno la forma e la traiettoria di questo percorso.

Modalità di successo
Una forte volontà politica e il multilateralismo, politiche efficaci, una governance inclusiva e finanziamenti adeguati sono tutte condizioni abilitanti importanti per l’azione, e l’equità e la giustizia devono essere alla base di tutte le risposte. I Paesi con maggiore responsabilità in materia di cambiamenti climatici dovrebbero agire più rapidamente e con maggiore ambizione.

Il Rapporto rileva inoltre chela mitigazione e l’adattamento, che si rafforzano a vicenda, devono procedere di pari passo, rispondendo al contempo ai rischi emergenti. Gli interventi che raggiungono entrambi gli obiettivi di mitigazione e adattamento, come il raffreddamento basato sulla natura, dovrebbero essere considerati prioritari.

Le misure di adattamento messe in atto ora costituiscono la base per gli sforzi futuri, ma devono diventare trasformative e reattive ai rischi in continua evoluzione, non lineari e che si manifestano improvvisamente, compresi quelli che potrebbero compromettere gli sforzi di mitigazione.

L’’obiettivo di zero emissioni nette è una pietra miliare verso un risultato netto negativo, e larimozione del carbonio dall’atmosfera (CDR) è necessaria in aggiunta, e non in sostituzione, alle riduzioni sostenute delle emissioni di gas serra. Tuttavia, la CDR può contribuire in modo credibile a un ritorno al di sotto di 1,5 °C solo se il picco di riscaldamento rimane ben al di sotto dei 2 °C e tutte le emissioni residue vengono ridotte. Saranno fondamentali solidi quadri di governance per la CDR al fine di consentirne un’implementazione responsabile e di gestire le implicazioni per l’integrità ambientale, l’equità e la scalabilità.

Rispondere a un futuro che cambia
Anni di inazione significano che, anche se si riuscisse a tornare al di sotto di 1,5 °C, perdite irreversibili e cambiamenti permanenti delle condizioni di vita sarebbero inevitabili. Molte comunità potrebbero essere costrette a trasferirsi o a cambiare mezzi di sussistenza, mentre le società dovranno affrontare la sfida del riadattamento. Ciò solleva questioni di giustizia, potere e legittimità politica, che richiederanno nuove forme di governance inclusive per risolvere problemi complessi.

Infine, il Rapporto ricorda cheun percorso di superamento, picco e declino rappresenta una sfida climatica per la prossima generazione, ma non può essere lasciato in eredità alle generazioni future. È necessario intervenire immediatamente affinché tale percorso rimanga possibile.

“La COP31 deve trasformare questa urgenza in azioni concrete– ha dichiaratoMurat Kurum, Presidente designato della prossima Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite (UNFCCC- COP31) che avrà luogo in Turchia (Antalya, 9-20 novembre 2026)– Dobbiamo accelerare l’elettrificazione globale, ridurre le emissioni di metano derivanti dai rifiuti, rafforzare la resilienza climatica delle città e migliorare la resilienza degli ecosistemi marini e costieri. Allo stesso tempo, la mitigazione e l’adattamento devono procedere di pari passo. Le scelte che facciamo oggi determineranno il picco massimo delle temperature, la loro durata e la sicurezza con cui potremo tornare a 1,5 °C”.

 

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