27 Maggio 2022
Cambiamenti climatici Salute

Inquinamento aria e cambiamenti climatici: approccio integrato per salute ed economia

Secondo uno Studio diretto da RFF-CMCC-EIEE e appena pubblicato su The Lancet Planetary Health, tenere conto degli impatti dell’inquinamento dell’aria riduce i costi di mitigazione dei cambiamenti climatici senza aumentare le disuguaglianze, portando persino a un incremento del welfare regionale e globale.

L’inquinamento atmosferico rimane una delle minacce ambientali più grandi e immediate per la salute umana, portando a milioni di morti premature ogni anno e alla perdita di milioni di anni di vita, essendo stato correlato ad una serie effetti negativi sulla salute, tra cui malattie cardiovascolari e respiratorie, cancro, effetti neurologici ed esiti fin dalla nascita. 

Recentemente l’OMS ha rivisto le sue Linee guida sulla qualità dell’aria, raccomandando per la protezione della salute umana limiti molto più rigorosi per proteggere dei principali inquinanti atmosferici, alcuni dei quali contribuiscono anche ai cambiamenti climatici.

La complessa interrelazione tra le due problematiche suggerisce la necessità di un approccio integrato al problema, un quadro avanzato di valutazione che possa supportare la politica nelle sue decisioni. Finora la maggior parte degli studi si è concentrata su una valutazione dei co-benefici delle politiche climatiche per l’inquinamento, ma pochi hanno preso in considerazione anche i benefici indotti dalle strategie di riduzione dell’inquinamento. 

Il numero di gennaio di The Lancet Planetary Health, contiene 4 articoli dedicati agli impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute, tra cui “Internalising health-economic impacts of air pollution into climate policy: a global modelling study , diretto da RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment (EIEE), che indaga se possa esistere un mix ottimale di politiche in materia di cambiamento climatico e inquinamento atmosferico.

A tal fine gli autori (Lara Aleluia Reis e Laurent Drouet, ricercatori di RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment-EIEE e Massimo Tavoni, Direttore di EIEE) hanno sviluppato e implementato un quadro di modellizzazione (WITCH) in grado di “internalizzare” gli impatti economici dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità umana, tenendo conto di condizioni climatiche ed effetti degli aerosol.

I risultati dello studio evidenziano che le politiche di massimizzazione del welfare che tengono conto dei benefici per l’inquinamento dell’aria possono apportare considerevoli benefici per la salute, riducendo le morti premature di 1,62 milioni di decessi all’anno entro il 2050, una cifra che è tre volte maggiore dei co-benefici dati dalle politiche climatiche.

Questo studio sviluppa e mette a punto un sistema di modellistica integrato costi-benefici qualità dell’aria-clima – ha spiegato Lara Aleluia Reis, principale autore dello studio –Abbiamo evidenziato come i benefici per la salute degli interventi ottimizzati per l’inquinamento atmosferico siano maggiori di quelli delle sole strategie di mitigazione climatica, e in caso di un ritardo nell’azione climatica siano essenziali per tenere bassi i livelli di mortalità. La riduzione dell’inquinamento atmosferico è principalmente conseguita grazie all’impiego di tecnologie di fine ciclo, ovvero di sistemi di abbattimento a valle del processo produttivo (end-of-pipe, EOP), soprattutto nella prima metà del secolo e in assenza di politiche climatiche. Questi risultati mettono in luce l’importanza di queste tecnologie e processi, soprattutto nella prima metà del XXI secolo. Il nostro lavoro rappresenta pertanto il primo studio globale in grado di ottimizzare gli investimenti strutturali e di fine ciclo per mitigare l’inquinamento dell’aria e allo stesso tempo conseguire gli obiettivi dell’Accordo di Parigi per contenere le temperature globali al di sotto di 1,5°C e 2°C”.

Nello studio sono presi in considerazione un gran numero di scenari diversi in modo da arrivare a conclusioni comunque robuste, con diversi livelli di riferimento per l’inquinamento atmosferico, diversi assunti su come valutare economicamente la salute, e su quanto le politiche climatiche internazionali avranno modo di diffondersi e svilupparsi appieno.

I risultati mettono in luce la necessità di affrontare in maniera congiunta inquinamento dell’aria e cambiamenti climatici. In particolare, appare cruciale un costante monitoraggio della qualità dell’aria anche qualora siano messe in atto ambiziose politiche di decarbonizzazione. Le strategie per combattere l’inquinamento atmosferico e salvare vite non mettono a rischio la lotta ai cambiamenti climatici – ha concluso Aleluia Reis – Al contrario, la nostra ricerca mette in luce come welfare regionale e globale aumentino quando gli impatti dell’inquinamento sono presi in considerazione, senza alcuna ripercussione negativa per la disuguaglianza globale. La pianificazione di politiche economicamente integrate, che generino contemporaneamente aria più pulita e meno riscaldamento globale, aumenta il benessere globale, facilitando inoltre l’economia politica di una transizione energetica sostenibile nei principali Paesi e regioni di emissione”.

In copertina: L’immagine del frontespizio del numero di gennaio 2022 di The Lancet Planetary Health è di John McMaster/Science Photo Library

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