21 Settembre 2021
Energia Territorio e paesaggio

Fotovoltaico in aree rurali: sinergie tra produzione agricola ed energetica

Il Paper di Elettricità Futura e Confagricoltura sui nuovi sviluppi del fotovoltaico, con particolare riferimento agli impianti agrovoltaici, sottolinea i diversi benefici economici che ne possono derivare come il rilancio di attività agricole in aree a bassa redditività e il recupero di terreni abbandonati e incolti, contribuendo a raggiungere gli obiettivi del PNIEC, che dovranno essere rivisti alla luce delle nuove misure introdotte dalla Commissione UE nel Pacchetto “Fit for 55”.

La sinergia tra produzione agricola ed energetica genera una lunga serie di benefici, che il Paese può e deve cogliere, in termini di ricadute economiche, attraverso la possibile creazione di imprese agricole energeticamente indipendenti, la rivitalizzazione delle attività agricole in aree oggi a bassa redditività e a rischio abbandono, nonché di recupero anche a fini energetici di aree abbandonate o attualmente incolte.

È quanto emerge dal Paper che affronta alcuni dei temi al centro del G20 Ambiente e predisposto nell’ambito del Protocollo d’intesa tra le due Associazioni.

Molte le misure e le indicazioni proposte in coerenza con i target di sviluppo sostenibile e di decarbonizzazione al 2030, a partire dalla massima diffusione degli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici rurali, dallo sviluppo delle comunità energetiche e dall’efficientamento del parco esistente.

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), il nostro Paese dovrà raggiungere al 2030 il 30% di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali lordi, target che per il solo settore elettrico si tradurrebbe in un valore pari ad oltre il 55% di fonti rinnovabili rispetto ai consumi interni lordi di energia elettrica previsti. Per garantire tale risultato, il Piano prevede un incremento della capacità rinnovabile pari a 40 GW, di cui 30 GW costituita da nuovi impianti fotovoltaici. La potenza solare fotovoltaica cumulata, quindi, dovrà passare dagli attuali 21 GW ad un valore pari a circa 51 GW, grazie alla realizzazione di nuovi impianti e al rinnovamento del parco esistente, con una crescita media di 1,5 GW/anno fino al 2025 e di 5 GW/anno fino al 2030.

Peraltro, alla luce degli obiettivi climatici previsti dal Green Deal e dalla proposta “Fit for 55”, presentata recentemente dalla Commissione UE che prevede al 2030 la riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 55% (invece dell’attuale 40%) rispetto ai livelli del 1990, tali target verranno rivisti al rialzo.

Allo stesso tempo occorre promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra senza sottrarre superfici agricole utilizzate sia attraverso soluzioni innovative di agrovoltaico capaci di integrare la produzione di energia con la produzione agricola e zootecnica, sia attraverso campi fotovoltaici dedicati alla produzione energetica rinnovabile sulle aree abbandonate, degradate o marginali.

L’ulteriore sviluppo del FV può rappresentare un elemento di crescita, sia economica che ambientale, molto importante per il settore agricolo, per l’industria, per i territori e le comunità locali, laddove opportunamente inserito in progetti economici, agro-energetici e di sviluppo più ampi, specifici per i diversi contesti rurali.

Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) indirizzate agli impianti fotovoltaici in aree agricole (agri-solare sugli edifici agricoli, agro-voltaico, comunità energetiche, ecc.) e le misure di semplificazione in tema di agro-voltaico contenute nel DL n. 77/2021 (il cosiddetto Decreto Semplificazioni), quale nel testo definitivamente approvato proprio oggi dalla Camera dei Deputati, che rappresentano primi segnali positivi, anche se c’è ancora molto da fare, come illustrato nel paper.

Elettricità Futura e Confagricoltura confermano la piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni e a tal fine condivideranno una serie di esempi virtuosi di impianti agro-voltaici in grado di integrarsi con l’attività agricola e che potranno essere presi come riferimento in fase attuativa delle nuove disposizioni che saranno introdotte a breve in sede di conversione del DL Semplificazioni.

Ora la vera sfida è quella di attuare gli obiettivi fissati dal PNRR sull’agro-voltaico, che prevedono a regime una capacità produttiva di oltre 1 GW, con 1,1 miliardi di investimento, ma soprattutto elaborare una strategia che permetta di raggiungere gli obiettivi fissati dal Green Deal al 2030, con un incremento della capacità rinnovabile stimabile in 70 GW, di cui 50 GW costituita da nuovi impianti fotovoltaici

In copertina: Agrovoltaico sopra coltivazione di fragole (Fonte: SolarPower Europe, “Agri-PV: How solar enables the clean energy transitions in rural areas”, 2020)

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