17 Gennaio 2022
Consumi e risparmio Energia Fonti rinnovabili

Electricity Market Report 2021: la decarbonizzazione è troppo lenta

L’annuale Electricity Market Report presentato Energy & Strategy Group del POLIMI, che fa il punto sulla attuale evoluzione del sistema elettrico, evidenzia che il nostro Paese procede troppo lentamente nella diffusione delle energie rinnovabili e nell’elettrificazione dei consumi, anche se lo scenario è positivo grazie al processo di apertura del Mercato per i Servizi di Dispacciamento (MSD) con i nuovi servizi ancillari di supporto alla rete delle UVAM e alla diffusione delle Energy Community.

Per rispettare gli obiettivi climatici al 2030 è necessario decarbonizzare il sistema elettrico, attraverso una maggiore diffusione delle energie rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi. In Italia siamo ancora troppo lontani dal traguardo, anche se lo scenario è favorevole.

È quanto emerge dalla V edizione dell’Electricity Market Report, l’analisi sull’evoluzione dei mercati elettrici in Italia di Energy & Strategy Group del POLIMI, presentata il 25 novembre 2021 nel corso di un evento divulgativo in modalità mista (presenza e digitale), che dedica il focus sia sul processo di apertura del Mercato per i Servizi di Dispacciamento (MSD) che su ruolo delle Energy Community, in particolare sulle Comunità energetiche rinnovabili e sugli Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente.

Il Rapporto ricorda come la diffusione delle rinnovabili negli ultimi anni sia stata una delle leve principali dell’evoluzione del mercato elettrico nazionale, superando ad oggi i 56 GW di capacità installata e coprendo il 38% della domanda elettrica nazionale.

Di contro si è progressivamente ridotta quella termoelettrica, la cui capacità è passata dai 77 GW del 2012 ai 60 GW di oggi, il 77% dei quali forniti da impianti alimentati a gas naturale e per il 17% da impianti a carbone, che saranno dismessi entro il 2025, secondo quanto previsto dal PNIEC.

Sul fronte dell’elettrificazione dei consumi, il tasso è rimasto praticamente invariato nell’ultimo decennio a circa il 20% nell’ultimo decennio. Nel frattempo, dall’inizio del 2021 si è assistito a una crescita pressoché continua del prezzo dell’energia (nei primi nove mesi, +64,6% su base annua rispetto al 2019 e +121,3% rispetto al 2020) dovuta all’aumento del costo del gas di cui il nostro Paese è fortemente dipendente.

Le consistenti azioni di policy emanate a livello comunitario tra la fine del 2020 e il 2021 per favorire una ripresa economica sostenibile hanno ridato slancio all’ottimismo degli operatori del settore sull’evoluzione del sistema elettrico italiano, ed energetico più in generale – ha commentato il Direttore dell’Osservatorio sull’Electricity Market dell’E&S Group, Simone FranzòQuesto scenario promettente, grazie a obiettivi di decarbonizzazione sempre più ambiziosi e disponibilità finanziarie ingenti, si scontra però con dinamiche di mercato asfittiche, come l’andamento delle installazioni di impianti alimentati da fonti rinnovabili, e con elementi perturbativi che potrebbero rallentare il ritmo di evoluzione del sistema elettrico, come l’impennata dei prezzi dell’energia“.

In particolare, l’obiettivo dell’UE per la neutralità climatica al 2050 e la riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990, come delineato nel Pacchetto Fit for 55, richiedono un passo di cambio rispetto ai tassi registrati negli ultimi anni:
– al 2030 le fonti rinnovabili dovrebbero coprire il 40% del mix energetico europeo;
-l’efficienza energetica sul consumo di energia finale dovrebbe salire al 36% (e al 39% quella sul consumo di energia primaria),
ogni anno andrebbe riqualificato almeno il 3% della superficie complessiva degli edifici pubblici;
– le emissioni delle nuove auto andrebbero ridotte del 55% rispetto ai livelli del 2021, per poi diventare il 100% entro il 2035, quando sarà vietata la vendita di nuove auto a combustione interna.  Al riguardo, il Rapporto segnala che da gennaio a settembre 2021 sono state immatricolate 100.000 auto elettriche in Italia, il 4% delle vendite totali, in crescita rispetto all’1% del 2019, ma il ritmo è troppo lento.

Tuttavia, l’Electricity Market Report 2021 sottolinea che le prospettive per il mercato elettrico sono più che positive, grazie anche all’apertura del Mercato dei Servizi di Dispacciamento e alle nuove configurazioni per la condivisione dell’energia, a partire dalle Comunità energetiche, i nuovi paradigmi di generazione e consumo di energia introdotte da nuove Direttive europee, che potranno costituire un volano per nuovi investimenti, ma è indispensabile che tutti gli attori del sistema sappiano fare rete, “per sperimentare nuove soluzioni in un settore che giocherà un ruolo da protagonista nella lotta ai cambiamenti climatici”.

  • Lo scorso febbraio, nell’ambito della nuova Direttiva 2019/944/UE sul mercato interno dell’energia e dei correlati Regolamenti 941/2019 e 943/2019, il cui D.lgs di recepimento è stato definitivamente licenziato dal Governo  il 4 novembre 2021, è stato approvato il Regolamento con i nuovi servizi ancillari di supporto alla rete delle Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM) sul mercato dei servizi di dispacciamento (MSD), indispensabili per mantenere in equilibrio produzione e consumo in presenza di mix elettrico dominato fonti rinnovabili intermittenti, anche funzionali alla mobilità elettrica (vehicle to grid). Da settembre 2020 a luglio 2021 emerge un notevole incremento delle richieste di attivazione.
  • Nel 2020 è stata avviata in Italia la fase pilota di recepimento della Direttiva 2018/2001/UE (RED II), anche questa definitivamente adotta dal Governo il 4 novembre 2021, dopo che la Commissione aveva inviato una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per la scadenza dei termini di recepimento (30 giugno 2021),  introducendo per la prima volta nella legislazione italiana le definizioni di Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente e di Comunità di energia rinnovabile.
    Complessivamente il report ha valutato 33 iniziative – 12 gruppi di autoconsumo collettivo e 21 comunità energetiche rinnovabili – caratterizzate da una potenza media degli impianti di produzione di circa 32 kW per autoconsumo collettivo e di circa 48 kW per comunità energetiche rinnovabili. L’adozione di solare fotovoltaico come fonte di produzione di energia elettrica è predominante (96%) e compaiono nel 37% dei casi delle tecnologie a supporto, come i sistemi di misura e monitoraggio che registrano i consumi elettrici di ciascuna utenza. Inoltre, le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e sistemi di accumulo (batterie) compaiono rispettivamente nel 15% e nel 30% dei casi identificati.

Oltre a consumare, accumulare e vendere l’energia autoprodotta, questi nuovi soggetti possono offrire servizi ancillari e di flessibilità, sfruttare altre forme di energia da fonti rinnovabili finalizzate all’utilizzo da parte dei membri, promuovere interventi integrati di domotica ed efficienza energetica, offrire la ricarica dei veicoli elettrici, assumere il ruolo di società di vendita al dettaglio, ed infine, solo per le Comunità Energetiche di Cittadini, distribuire e fornire energia elettrica ed essere aggregatore”.

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