9 Febbraio 2023
Cambiamenti climatici Clima Energia

Consiglio europeo: accolto il taglio delle emissioni al 55%…”netto”

Dopo un’intensa nottata di trattative il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo per tagliare del 55% “netto” (reale 50-52%) le emissioni di CO2 al 2030, anche se il Parlamento europeo aveva chiesto il 60%. Ora bisogna che tutte le risorse a disposizione siano impiegate per una ripresa green se si vuole raggiungere la neutralità climatica al 2050.

Ottimo modo per festeggiare il primo anniversario del nostro Green Deal europeo – ha twittato la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, al termine del riunione del Consiglio europeo del 10 dicembre 2020 conclusasi dopo “una lunga ma fruttuosa notte” che ha avuto all’OdG alcuni punti davvero cruciali, quali il Bilancio pluriennale 2021-2017 (QFP)/ Next Generation EU, le misure per affrontare la pandemia di Covid-19 e i cambiamenti climatici Il Consiglio europeo ha approvato la nostra ambiziosa proposta per un nuovo obiettivo climatico dell’UE – L’Europa ridurrà le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Ci mette su un percorso chiaro verso la neutralità climatica nel 2050“.

Peraltro, l’annuncio della proposta della Commissione UE di tagliare del 55% le emissioni di gas serra al 2030, per mantenere l’UE su un percorso net zero carbon al 2050, era stata la stessa von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione (SOTEU), anche se inferiore alla richiesta avanzata dal Parlamento europeo di alzare l’asticella al 60%.

Non c’è dubbio che l’intesa raggiunta, superando le opposizioni di alcuni Paesi dell’Est, capeggiati dalla Polonia, che fanno ancora troppo affidamento sul carbone per le loro economie, è senza dubbio un buon risultato che permetterà alla Presidente della Commissione UE di intervenire da una posizione da leadership al Vertice sul Clima virtuale, co-organizzato da ONUGran Bretagna e Francia, in partnership con Cile (Presidenza dell’UNFCCC 2020) e Italia (Paese di svolgimento della pre-COP26) e in svolgimento il 12 dicembre 2020, data di ricorrenza dell’Accordo di Parigi.

Resta da verificare se l’obiettivo dell’55% netto, chevuol dire che “includerebbe l’assorbimento naturale del carbonio (foreste, terreni agricoli, ecc.) e renderebbe la riduzione effettiva delle emissioni più simile al 50-52%”, come ha osservato il WWF, sarà in grado di porre l’Unione sulla giusta traiettoria per conseguire l’obiettivo sottoscritto con l’Accordo di Parigi.

LEmissions Gap Report diffuso dall’UNEP il 9 dicembre 2020, ha messo in guardia che non basta fissare un obiettivo senza intraprendere azioni immediate a breve termine, e soprattutto che la ripresa post-pandemica deve essere assolutamente green se non si vuole raggiungere un aumento della temperatura globale di 3 :C alla fine del secolo, individuando le misure prioritarie  da adottare con i Piani di ripresa, tra cui il supporto diretto per le tecnologie e le infrastrutture a zero emissioni, la riduzione dei sussidi ai combustibili fossili e la promozione di soluzioni basate sulla natura, compreso il ripristino degli ambienti naturali.

Ecco comunque di seguito le conclusioni del Consiglio europeo sul punto Cambiamenti Climatici (il grassetto è nostro):
“12. Per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE per il 2050, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, l’UE deve aumentare le proprie ambizioni per il prossimo decennio nonché aggiornare il quadro per le politiche dell’energia e del clima. A tal fine, il Consiglio europeo approva un obiettivo UE vincolante di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e invita i co-legislatori a tenere conto di questo nuovo obiettivo nella proposta di Legge europea sul clima e ad adottare quest’ultima rapidamente.

13. Accresceremo la nostra ambizione in materia di clima in modo da stimolare una crescita economica sostenibile, creare posti di lavoro, produrre benefici per la salute e l’ambiente a vantaggio dei cittadini dell’UE e contribuire alla competitività mondiale a lungo termine dell’economia dell’UE promuovendo l’innovazione nelle tecnologie verdi.

14. L’obiettivo sarà raggiunto collettivamente dall’UE nel modo più efficiente possibile in termini di costi. Tutti gli Stati membri parteciperanno a tale sforzo, alla luce di considerazioni di equità e solidarietà, senza lasciare indietro nessuno. Il nuovo obiettivo 2030 deve essere conseguito in maniera tale da preservare la competitività dell’UE e tener conto dei diversi punti di partenza, delle specifiche situazioni nazionali e del potenziale di riduzione delle emissioni degli Stati membri, compresi gli Stati membri insulari e le isole, come pure degli sforzi compiuti. Il Consiglio europeo riconosce la necessità di garantire le interconnessioni, la sicurezza energetica per tutti gli Stati membri e l’energia a un prezzo abbordabile per le famiglie e le imprese nonché di rispettare il diritto degli Stati membri di decidere in merito ai rispettivi mix energetici e di scegliere le tecnologie più appropriate per conseguire collettivamente l’obiettivo climatico 2030, comprese le tecnologie di transizione come il gas.

15. Occorre mobilitare finanziamenti pubblici e capitali privati per far fronte alle significative esigenze di investimento derivanti da questa maggiore ambizione. La risposta economica alla crisi del coronavirus offre l’opportunità di accelerare la trasformazione e la modernizzazione sostenibili delle nostre economie nonché di ottenere un vantaggio competitivo. Occorre sfruttare al meglio il pacchetto QFP/Next Generation EU, compreso il meccanismo per una transizione giusta, al fine di realizzare la nostra ambizione in materia di clima. Come concordato nel luglio 2020, l’azione per il clima sarà integrata nelle politiche e nei programmi finanziati nell’ambito del QFP e di Next Generation EU. Un obiettivo climatico generale di almeno il 30% si applicherà all’importo totale della spesa a titolo del QFP e di Next Generation EU e si tradurrà in obiettivi adeguati nella legislazione settoriale.

16. L’UE dovrebbe promuovere lo sviluppo di norme mondiali comuni per la finanza verde. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare una proposta legislativa relativa a una norma UE per le obbligazioni verdi al più tardi entro giugno 2021. Accoglie inoltre con favore la tabella di marcia della banca per il clima del Gruppo BEI, la quale contribuirà a onorare l’impegno del Gruppo BEI di sostenere investimenti per un valore di 1.000 miliardi di euro a favore del clima e dell’ambiente entro il 2030.

17. Il Consiglio europeo invita la Commissione a valutare in che modo tutti i settori economici possano contribuire al meglio all’obiettivo 2030 e a presentare le proposte necessarie, accompagnate da un esame approfondito dell’impatto ambientale, economico e sociale a livello degli Stati membri, tenendo conto dei piani nazionali per l’energia e il clima e rivedendo i meccanismi di flessibilità esistenti. La Commissione è invitata a considerare in particolare, tenuto conto dei principi di cui al punto 14, l’ipotesi di:
esaminare modalità per potenziare il sistema ETS, in particolare le politiche di fissazione del prezzo del carbonio, preservandone l’integrità e tenendo conto della necessità di affrontare gli aspetti legati alla distribuzione e la povertà energetica;
proporre misure che consentano alle industrie ad alta intensità energetica di sviluppare e diffondere tecnologie climaticamente neutre innovative mantenendo nel contempo la loro competitività industriale;
– proporre un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per garantire l’integrità ambientale delle politiche dell’UE ed evitare la rilocalizzazione delle emissioni di CO2 compatibilmente con le norme dell’OMC;
– rispondere alle preoccupazioni sollevate in relazione alla distribuzione degli sforzi, all’equità e all’efficacia in termini di costi, alla silvicoltura e all’uso del suolo nonché all’aumento delle emissioni e alla riduzione dei pozzi di assorbimento derivanti da questi settori e causati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

18. Il problema degli squilibri per i beneficiari del Fondo per la modernizzazione che non ricevono entrate equivalenti ai costi sostenuti dagli impianti ETS in tali Stati membri sarà affrontato nel quadro dell’imminente legislazione.

Il Consiglio europeo tornerà sulla questione e adotterà linee guida aggiuntive in tempo utile prima che la Commissione presenti le sue proposte. Il futuro del regolamento sulla condivisione degli sforzi sarà affrontato in tale occasione.

20. Il contributo UE determinato a livello nazionale sarà aggiornato in base al nuovo obiettivo vincolante e sarà comunicato al segretariato dell’UNFCCC entro la fine dell’anno. In vista della COP26, il Consiglio europeo ribadisce che l’impegno internazionale è fondamentale per far fronte in maniera efficace ai cambiamenti climatici. Invita tutte le altre parti, in particolare le grandi economie, a presentare i propri ambiziosi obiettivi e politiche. Sottolinea l’importanza di un’azione forte e coordinata mediante una diplomazia climatica europea attiva.

21. L’UE garantirà che la sua politica commerciale e i suoi accordi commerciali siano coerenti con le sue ambizioni in materia di clima.

 22. Il Consiglio europeo attende con interesse l’intensificazione degli sforzi internazionali volti a tutelare la biodiversità in vista della 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica, che sarà organizzata in Cina il prossimo anno”.

In copertina: La mongolfiera lanciata a Bruxelles dagli attivisti di Greenpeace in occasione del Consiglio europeo con la scritta: “UE: su quale pianeta sei?”

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