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Crediti Natura: integrare la tutela della biodiversità nell’economia

Con una Comunicazione la Commissione UE ha lanciato una Tabella di marcia verso i Crediti Natura, iniziativa per promuovere investimenti privati in azioni concrete a favore della natura, come il ripristino delle zone umide, l’estensione delle aree forestali o la creazione di quelle destinate agli impollinatori, attraverso i “crediti natura”, unità negoziabili, precedentemente certificate che attestano il beneficio ecologico di un determinato intervento e che possono essere acquistate da aziende, enti pubblici o cittadini.

Per incentivare gli investimenti privati ​​in azioni che proteggano e preservino la natura e premiare coloro che intraprendono tali azioni e vi investono.

È l’obiettivo che si prefigge la Commissione UE con la Comunicazione del 7 luglio 2025 con cui ha lanciato laTabella di marcia verso i crediti natura(Roadmap towards Nature Credits).

La natura è un pilastro fondamentale del nostro sostentamento, della nostra salute e della nostra prosperità, nonché un fondamento cruciale per un’economia competitiva e resiliente. Secondo il Rapporto“Nature Risks Rising: Why the Crisis Engulfing Nature Matters for Business and the Economy”, realizzato dalWorld Economic Forum(WEF)  in collaborazione PricewaterhouseCoopers(PwC) UK,oltre la metà del PIL globale e due terzi del valore aggiunto economico dell’UE dipendono dalla natura e dai suoi servizi ecosistemici.

Icrediti naturarappresentano uninvestimento in azioni positive per la natura da parte di un’azienda, un istituto finanziario, un ente pubblico o un cittadino, che in cambio può beneficiare di ecosistemi più puliti, riduzione dei rischi, miglioramento della reputazione e maggiore accettabilità sociale per i propri progetti. Queste azioni positive per la natura possono essere valutate e certificate da un’organizzazione indipendente, garantendo così credibilità agli investitori che le sponsorizzano attraverso i crediti natura.Le azioni supportate dai crediti natura possono assumere diverse forme; alcuni esempi nell’UE includono il ripristino delle zone umide, l’estensione delle aree forestaliodi quelle destinate agli impollinatori.

I crediti natura offrono nuove opportunità di reddito ad agricoltori, silvicoltori, pescatori, proprietari terrieri e comunità locali, aiutandoli al contempo a ripristinare gli ecosistemi e a rafforzare la resilienza delle loro attività. Anche la gamma di potenziali acquirenti e investitori è ampia: dalle aziende private e istituzioni finanziarie ai piccoli investitori e agli enti pubblici.

“Dobbiamo mettere la natura in bilancio-ha dichiarato durante la Conferenza stampa la Presidente della Commissione UE,Ursula von der Leyen–È esattamente ciò che fanno i crediti natura. Se ben progettati, forniranno uno strumento efficiente e orientato al mercato che incoraggerà il settore privato a investire e innovare. Con investimenti e innovazione, generiamo reddito per coloro che lavorano per proteggere la natura, compresi i nostri agricoltori, i nostri proprietari terrieri, i nostri silvicoltori”.

I crediti natura affronteranno quindi la sfida del degrado naturale e dei cambiamenti climatici, sostenendo al contempo gli obiettivi più ampi dell’UE in materia di competitività e resilienza, come delineato nella Bussola della Competitività dell’UEe nel Clean Industrial Deal. Già oggi, ilrischio climaticosta causando costi assicurativi più elevati, danneggiando le catene di approvvigionamento e le aziende agricole epotrebbe costare alle aziende fino al 7% dei loro profitti annuali nel prossimo decennio, se non si adattano e non sostengono la salvaguardia della natura.

La Roadmap, sviluppata con le parti interessate, definisce un approccio dal basso che contribuirà a colmare l’attuale divario negli investimenti ecologici. I crediti natura integreranno i finanziamenti pubblici esistenti per la biodiversità, rappresentando unafonte di finanziamento aggiuntiva e volontaria per azioni a favore della natura.

La Roadmap mira a sviluppare standard chiari e una certificazione affidabile per le azioni positive per la natura, al fine di rendere i crediti natura efficaci e affidabili, evitando al contempo gli oneri amministrativi derivanti dall’adesione a tale schema. Si baserà inoltre sustandard già esistenti. Insieme a una governance solida, questoè fondamentale per evitare il greenwashing.

Certificati e crediti svolgono due ruoli diversi ma complementari nel premiare le azioni positive per la natura.I certificati attestano che un progetto soddisfa specifici standard ambientali, i crediti sono unità negoziabili, precedentemente verificate grazie a questi standard indipendenti. Questo modello in 2 fasi – certificazione seguita da accreditamento – consente finanziamenti innovativi. I certificati aiutano a strutturare e proteggere l’investimento fornendo una garanzia iniziale, mentre i crediti monetizzano i risultati dimostrati.La certificazione garantisce qualità e trasparenza; i crediti trasformano i guadagni verificati in valore trasferibile, che può essere accorpato, depositato o negoziato.

L’UE si è impegnata adestinare il 10% del proprio bilancio alla biodiversità entro il 2026-2027e araddoppiare la spesa esterna per la biodiversità, portandola a 7 miliardi di euro. Con una stima di 65 miliardi di euro necessari ogni anno per gli investimenti nella biodiversità, combinare finanziamenti pubblici e privati ​​sarà essenziale per ottenere risultati su larga scala e in tempi rapidi.

“Con questa tabella di marcia stiamo compiendo un passo coraggioso verso il riconoscimento della natura come risorsa strategica per il futurodell’Europa – ha sottolineatoJessika Roswall, Commissaria UE per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva –I crediti natura hanno il potenziale per attrarre investimenti privati ​​essenziali, premiando al contempo coloro che sono i custodi della nostra terra e dei nostri mari, inclusi agricoltori, silvicoltori e comunità locali. Il nostro obiettivo è chiaro: lavorare a stretto contatto con la natura e trasformarla in un’opportunità per un’economia resiliente e competitiva”.

La Commissione invita tutte le parti interessate –imprese,scienziati,governiesocietà civile– a partecipare alla definizione di questa iniziativa attraverso uninvito a presentare commenti apertofino al 30 settembre 2025.

Per garantire lo sviluppo coordinato e inclusivo di un mercato affidabile dei crediti natura, la Commissione istituirà un nuovo gruppo di esperti per promuovere un approccio dal basso che si basi su un forte coinvolgimento delle parti interessate. Contestualmente è stato pubblicato l’invito a manifestare interesse per partecipare a questo gruppo di esperti, il cui compito sarà quello di sviluppare congiuntamente le metodologie di certificazione e i princìpi di governance per i crediti naturalistici, con i primi risultati attesi entro la metà del 2026. Le candidature per la prima fase di selezione possono esserepresentate entro e non oltre il 10 settembre 2025.

Parallelamente, la Commissione UE sostiene iniziative pilota in tutta l’UE nell’ambito del programmaGreen Assistper testare e perfezionare i modelli di crediti naturalistici, e prepara una valutazione del potenziale di mercato a livello dell’UE. Sulla base di queste fasi, valuterà se siano necessarie ulteriori misure a livello UE per ampliare i mercati dei crediti natura in Europa. L’obiettivo è procedere gradualmente, con legittimità, trasparenza e ampio sostegno, costruendo solide basi.

Immagine di copertina: fonte EU Commission

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