Il Rapporto 2025 “Lo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia: quali leve strategiche per accelerarne il dispiegamento nel paese”, curato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) e presentato il 4 luglio 2025 in occasione della III edizione del Forum delle Energie Rinnovabili “Renewable Thinking”, ideato daCVA(Compagnia Valdostana delle Acque), in collaborazione con TEHA Group e con il patrocinio di Elettricità Futura, delinea 3 ambiti prioritari di policy per promuovere lo sviluppo efficace delle fonti rinnovabili in Italia, in grado di far conseguire il target del 63,4% di FER nel mix di generazione elettrica al 2030, secondo quanto previsto dal PNIEC.
–Attuare semplificazioni per le procedure burocratiche.
–Potenziare l’infrastruttura di rete e la capacità di accumulo degli impianti già installati.
–Modificare il quadro regolatorio per sbloccare gli investimenti e garantire una tutela degli impianti.
Sono le3 dimensioni chiave per accelerare il dispiegamento delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) in Italia e nei territori, secondo loStudio“Lo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia: quali leve strategiche per accelerarne il dispiegamento nel paese”, curato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) e presentato il 4 luglio 2025 in occasione della III edizione del Forum delle Energie Rinnovabili “Renewable Thinking”, ideato daCVA(Compagnia Valdostana delle Acque), in collaborazione con TEHA Group e con il patrocinio di Elettricità Futura.
“Per il terzo anno consecutivo, il Forum di Saint-Vincent consente di accendere i riflettori sullo sviluppo delle rinnovabili in Italia e ribadirne l’importanza strategica per garantire al nostro Paese maggiore autonomia energetica e competitività industriale– ha affermato l’Amministratore Delegato di CVA SpA,Giuseppe Argirò–Il nostro Paese non dispone di materie prime fossili, ma può contare sull’abbondanza della materia prima energetica grazie alle tecnologie rinnovabili: acqua, sole e vento. Puntare sul loro sviluppo non significa solo supportare il sistema produttivo, ma anche rafforzare la nostra indipendenza energetica in un contesto geopolitico instabile”.
L’analisi ha delineato lo scenario mondiale di sviluppo delle FER: nonostante i consumi energetici siano cresciuti (+19% nel 2023 rispetto al 2010) si è registrata unariduzione dell’intensità energetica e carbonica (-18% e -4%), grazie a una maggiore penetrazione delle FER. Le differenze tra le varie parti del mondo, però, restano significative: se in Cina e altre economie emergenti vi è una forte accelerazione per quanto riguarda le installazioni rinnovabili, il caso degli USA rappresenta una possibile minaccia alla corsa dell’energia pulita.In Europa le FER costituiscono circa il 47% della produzione totale di energia elettrica(dato al 2024), inItalia la quota è del 41%. Tuttavia, la crescita della capacità installata FER rispetto al PIL Europeo e nazionale sta subendo un rallentamento, in particolare se confrontato rispetto ad altri Paesi, Cina in primis.

In questo contesto in evoluzione, la decarbonizzazione continua a rimanere una priorità strategica e leFER uno strumento chiave per rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza da combustibili fossili e aumentare la competitività del sistema. A livello europeo, infatti, continua ad esserci una forte dipendenza dai combustibili fossili come fonte di energia per il consumo finale. La dipendenza energetica è poi un altro tema da attenzionare, considerando che, nel 2023,l’Europa ha importato il 58,3% del proprio fabbisogno energetico, quota che sale al 74,8% in Italia.
Nonostante ciò, il caso italiano è la dimostrazione puntuale di come lo sviluppo delle rinnovabili determini una riduzione della dipendenza energetica, in flessione del 9,66% dal 2008, a fronte di una crescita a tripla cifra della produzione rinnovabile (da 23,9 GW nel 2008 a 66,7 GW nel 2023, + 179%). A ciò si aggiunge un altro elemento: in Italia il prezzo dell’energia elettrica è di gran lunga superiore rispetto ad altre economie europee: ad aprile 2025, si toccavanoi 99,85 euro/MWh, prezzo quattro volte superiore rispetto a quello della Spagna (26,81 €/MWh) e più che doppio rispetto al valore francese (42,21 €/MWh). Tale dato è determinato per il 90% delle volte dal prezzo di riferimento del gas, secondo il meccanismo del prezzo marginale:potenziando le FER, tale prezzo sarebbe più basso.

Rivolgendo lo sguardo al futuro,l’Italia è ancora lontana dal raggiungere gli obiettivi al 2030 delPNIECper quanto riguarda l’installazione di FER: i 7.5 GW nel 2024 installati nel 2024 (+33% vs. 2023) sono comunque inferiori agli 11 GW attesi. Lo scenario potrebbe poi complicarsi ulteriormente nel 2025, con il rischio di una contrazione di circa 1 GW rispetto al 2024: si tratterebbe della decrescita più significativa dell’ultimo decennio.
È importante sottolineare comel’Italia presenti ancora importanti margini di sviluppo delle FER, con oltre il 40% del proprio potenziale ancora da valorizzare: è quanto emerge dalRenewable Thinking Indicatorelaborato da TEHA. Restringendo il campo agli ambiti delsolare e dell’eolico, che sono le fonti per le quali il PNIEC prevede una crescita più significativa, il potenziale di sviluppo di tali FER al 2030 sale al 50%. In questo contesto, le Regioni della Sicilia, Sardegna e Emilia-Romagna potranno contribuire in modo significativo al raggiungimento dei target FER nazionali al 2030.

Per favorire il pieno sviluppo delle FER, lo Studio ha individuato alcuni ambiti prioritari di intervento, andando ad agire su alcune situazioni che hanno determinato dei colli di bottiglia, ovvero:ritardi nei principali Decreti sull’Energia(Decreto Aree Idonee, DL Agricoltura);disallineamento generale tra Stato e Regioni, ad esempio sul tema delle concessioni idroelettriche; complessità degli iter burocratici e autorizzativi per gli impianti FER.
A ciò si aggiungono ulteriori fattori abilitanti, tra cui spicca lanecessità di sviluppare adeguate capacità di accumulo e infrastrutture di rete: elementi essenziali per raggiungere iltarget del 63,4% di FER nel mix di generazione elettrica al 2030, secondo il PNIEC.
Per rispondere a questa sfida e rendere l’Italia protagonista della transizione energetica Renewable Thinking ha individuato3 ambiti prioritari di policyper promuovere lo sviluppo efficace delle fonti rinnovabili in Italia.

−Semplificazione delle procedure burocratiche: con l’obiettivo di semplificare e uniformare i procedimenti autorizzativi, al fine di raggiungere gli obiettivi FER al 2030. Razionalizzare e semplificare le procedure di autorizzazione, permetterebbe di velocizzare le installazioni annue e, conseguentemente, di raggiungere i target al 2030.
−Incremento della produttività degli impianti FER: con l’obiettivo di ottimizzare i processi di connessione, migliorando l’infrastruttura di rete, per far fronte almismatchtra area di produzione di energia elettrica da FER (principalmente al Centro-Sud) e area di consumo (principalmente al Nord) e la capacità di stoccaggio, dal momento che crescerà sempre di più il contributo delle fonti non programmabili sul mix energetico del Paese.
–Rafforzamento del quadro regolatorio: con l’obiettivo di attirare maggiori investimenti e garantire la tutela degli impianti FER, che sono asset strategici per la sicurezza, l’autonomia e la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. Una continua incertezza e i cambiamenti frequenti all’interno del quadro regolatorio possono scoraggiare gli investimenti da parte degli operatori del settore, costituendo un rilevante ostacolo al raggiungimento dei target nazionali ed europei.
“Per raggiungere i target del PNIEC al 2030, l’Italia non può permettersi battute d’arresto– ha sottolineato l’Amministratore Delegato di TEHA Group SpA,Valerio De Molli–Il prospetto di un rallentamento delle installazioni rinnovabili nel 2025, con una possibile contrazione di circa 1 GW rispetto al 2024, è un campanello d’allarme. È urgente intervenire su semplificazione burocratica, potenziamento della rete e certezza regolatoria. Potenziare le FER, oggi ferme a 66,7 GW installati, significa rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e aumentarne la competitività grazie alla riduzione del prezzo dell’energia – ad oggi ancora quattro volte superiore rispetto alla Spagna”.
