Un articolo di revisione condotto da ricercatori dell’Università del Qatar indaga su come l’aumento dei gas serra e i cambiamenti climatici riducano il contenuto di minerali essenziali e proteine nelle principali colture alimentari.
Il cambiamento climatico si sta affermando non solo come una minaccia per la produzione alimentare globale, ma anche come uno dei principali fattori responsabili del declino della qualità nutrizionale delle colture alimentari.
Lo evidenzia loStudio revisionale“Climate Change and Food Nutritional Quality: A Global Synthesis of Crop Nutrient Changes and Human Health Implications – A Review”, pubblicato suAgriculturee condotto da ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali dell’Università del Qatar, che hanno riassunto e sintetizzato la letteratura esistente sucambiamenti climatici e qualità nutrizionale del cibo.
Nell’ultimo “Rapporto sullo stato della sicurezza e della nutrizione nel mondo” (SOFI 2026)) delle Nazioni Unite, si evidenzia che nel 2025 circa 645 milioni di persone (il 7,8% della popolazione mondiale) hanno ancorasofferto la fame, nonostante la diminuzione per il 3°anno consecutivo, ma con fortissime differenze regionali: l’Africa conta ormai circa 309 milioni di persone in questa condizione. Inoltre, 2,1 miliardi di persone hanno sperimentato nel 2025 una situazione di insicurezza alimentare moderata o grave e circa 2,7 miliardinon possono permettersi una dieta sana, sempre più costosa.

Abstract grafico dello studio
Nello Studio in oggetto, termini comedeclino dei nutrienti, squilibrio e cambiamenti nella qualità nutrizionale vengono utilizzati per descrivere le variazioni relative degli attributi nutrizionali delle colture. Come riportato negli studi di riferimento, l’aumento della CO₂ atmosferica, lealterazioni dei modelli di precipitazione, levariazioni della radiazione solaree l’aumento delle temperatureinfluenzano i processi del suolo, il metabolismo delle piante e le interazioni genotipo-ambiente che determinano la composizione e la densità dei nutrienti.
Prove sul campo e meta-analisi suggeriscono una tendenza ricorrente verso lariduzione delle concentrazioni di macro e micronutrienti essenziali, tra cui proteine, ferro, zinco e alcune vitamine del gruppo B, in alcune varietà di cereali, legumi e colture orticole, mentre le risposte rimangono dipendenti dal contesto e non sono universalmente osservate in tutti i nutrienti, cultivar o sistemi di produzione. Queste riduzioni destano serie preoccupazioni per le popolazioni che già soffrono di diffuse carenze di micronutrienti.
Lo studio revisionale sintetizza le attuali conoscenze sull’entità e i meccanismi del declino dei nutrienti indotto dai cambiamenti climatici nelle principali colture, evidenziando la variabilità tra specie, cultivar e ambienti di produzione. Inoltre, vengono indicate le potenziali conseguenze per la salute, in particolarel’aumento del rischio di anemia,compromissione del sistema immunitario,problemi di sviluppoealtri disturbi correlati alle carenze nutrizionali.
Regioni come l’Asia meridionale, ilSud-est asiaticoe l’Africa sub-saharianasono identificate comealtamente vulnerabili a causa della loro forte dipendenza da alimenti di base poveri di nutrienti

Distribuzione globale degli studi sul rapporto tra clima e nutrizione nelle colture (2005-2025), per paese e tipologia di coltura. Nota: la distribuzione spaziale e le categorie di colture mostrate nella figura sono state ricavate dai 97 studi selezionati tramite la sintesi qualitativa basata su PRISMA.
Inoltre, vengono valutati i principali percorsi di mitigazione e adattamento, tra cuiinnovazioni agronomiche,pratiche agricole intelligenti dal punto di vista climatico,biofortificazione,strategie di miglioramento genetico avanzatee l’uso emergente di biostimolanti microbici e cianobattericiper migliorare la resilienza nutrizionale nei sistemi colturali.
Infine, la revisione fornisce unasintesi integrata del declino dei nutrienti indotto dai cambiamenti climatici, delle sueimplicazioni per la salute delle popolazioni vulnerabilie delle azioni prioritarie necessarie per proteggere la sicurezza alimentare e nutrizionale globale di fronte all’accelerazione dei cambiamenti climatici.

Diagramma a corde che illustra le connessioni tra i principali fattori climatici (lato destro del grafico) e le componenti della qualità nutrizionale nelle colture alimentari (lato sinistro del grafico). Lo spessore delle corde rappresenta la frequenza relativa delle associazioni riportate, con le bande più spesse che indicano relazioni documentate più frequentemente in letteratura; ad esempio, i collegamenti rossi in evidenza sottolineano associazioni forti e ricorrenti tra stress termico e molteplici componenti nutrizionali, mentre le bande più sottili riflettono relazioni riportate con minore frequenza.
“Sebbene esistano prove inequivocabili dei rischi nutrizionali, la maggior parte dei modelli nazionali e internazionali continua a privilegiare la stabilità delle rese agricole rispetto alla qualità nutrizionale– osservano i ricercatori –Pertanto, la ricerca futura dovrebbe indagare come le metriche del rischio nutrizionale possano essere integrate in modo più efficace nella pianificazione dell’adattamento climatico”.
Immagine di copertina: Deepika Sharma/LinkedIn
