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Caldo estremo: ucciderà milioni di persone in Europa

Uno studio di modellizzazione, condotto dai ricercatori di vari istituti e università europei, coordinati dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM), suggerisce che il numero di decessi dovuti al caldo estremo potrebbe aumentare vertiginosamente nel corso del secolo nelle città europee, soprattutto nella regione mediterranea, anche se si dovessero compiere sforzi per garantire la sicurezza delle persone.

Il cambiamento climatico probabilmente determinerà un aumento significativo dei decessi dovuti al caldo in tutta Europa, superando di gran lunga qualsiasi diminuzione dei decessi correlati al freddo. La tendenza persisterà in tutti gli scenari di modelli climatici, anche in caso di elevato adattamento al caldo, rafforzando la necessità di politiche di mitigazione aggressive.

La sollecitazione è nelloStudio“Extreme heat will kill millions of people in Europe without rapid action”, pubblicato il 27 gennaio 2025 suNature Medicinee condotto da ricercatori di vari centri e istituti europei, tra cui ilDipartimento di Epidemiologia – Servizio Sanitario Regionale del Lazioeil Dipartimento di Economia, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinati dal Dipartimento di sanità pubblica, ambiente e società dellaLondon School of Hygiene & Tropical Medicine(LSHTM).

Lo Studio stima che i cambiamenti climatici potrebbero causare direttamente oltre 2,3 milioni di decessi aggiuntivi correlati alla temperatura in 854 città europee entro il 2099 se non si interviene con urgenza per ridurre le emissioni di carbonio. Mentre se si intervenisse rapidamente si potrebbe evitare fino al 70% di tali decessi.

I ricercatori avvertono comunque che, anche se fossero fatti enormi sforzi per adattare le città alla variabilità delle temperature, questi non sarebbero sufficiente a bilanciare i maggiori rischi per la salute dovuti all’esposizione al calore, specialmente nelle aree più vulnerabili come la regione del Mediterraneo, l’Europa centrale e i Balcani.Solo rapidi tagli alle emissioni di carbonio in grado di mantenere basse le temperature hanno dimostrato di poter ridurre il numero di morti per calore estremo.

“I nostri risultati sottolineano l’urgente necessità di perseguire con decisione sia la mitigazione del cambiamento climatico sia l’adattamento all’aumento del calore– ha dichiaratoPierre MasselotProfessore assistente di Maching Learning presso la LSHTM di Londra e principale autore dello Studio –Ciò è particolarmente critico nell’area del Mediterraneo dove, se non si fa nulla, le conseguenze potrebbero essere disastrose. Ma, seguendo un percorso più sostenibile, potremmo evitare milioni di morti prima della fine del secolo”.

Secondo lo studio di modellazione,le 10 città europee che dovrebbero vedere il più alto numero di decessi correlati alla temperatura entro la fine del secolosono le seguenti (i numeri rappresentano l’aumento cumulativo previsto dei decessi correlati alla temperatura entro il 2099 a causa del cambiamento climatico):
Barcellona(Spagna) 246.082 
Roma(Italia) 147.738
Napoli(Italia) 147.248
Madrid(Spagna) 129.716
Milano(Italia) 110.131
Atene(Grecia) 87.523
Valencia(Spagna) 67.519
Marsiglia(Francia) 51.306
Bucarest(Romania) 47.468
Genova(Italia) 36.338

A causa della loro maggiore popolazione, si prevede che ilnumero più elevato di decessi correlati alle temperature si verificherà nelle città più popolose del Mediterraneo, ma anche molte città più piccole a Malta, in Spagna e in Italia saranno verosimilmente gravemente colpite, con alti tassi di mortalità correlati alle temperature.

Al di fuori della regione mediterranea, si prevede che gli impatti saranno meno gravi, con altre capitali europee comeParigi (13.515) che dovrebbero vedere unaumento minore, ma comunque significativo, deidecessi cumulativi per freddo e caldo. D’altro canto, la maggior parte delle città nelle isole britanniche e nei paesi scandinavi potrebbero vedere un netto calo dei decessi, una dei quali èLondra(-27.455). Questo minor numero di decessi sarebbe tuttavia ampiamente compensato dagli aumenti nel resto d’Europa, con conseguenti2,3 milioni di decessi aggiuntivi in ​​tutta Europa.

 “Questo studio fornisce prove convincenti del fatto che il forte aumento dei decessi correlati al caldo supererà di gran lunga qualsiasi calo correlato al freddo, con conseguente aumento netto della mortalità in tutta Europa– ha sottolineato il ProfessorAntonio Gasparrini, Responsabile dell’EHM-Lab presso LSHTM e autore senior dello studio –Questi risultati smentiscono le teorie sugli effetti ‘benefici’ del cambiamento climatico, spesso proposte in opposizione a politiche di mitigazione vitali che dovrebbero essere implementate il prima possibile“.

I riquadri rappresentano i livelli di decessi correlati ad un aumento della temperatura a fine secolo rispetto ai livelli pre-industriali di 1,5 °C a 4 °C. I colori verdi indicano una diminuzione dei decessi in eccesso correlati, mentre i colori viola indicano un aumento (Fonte: Nature Medicine, 2025)

Per la ricerca sono stati utilizzate funzioni di rischio della temperatura in tutte le città, tenendo conto dell’adattamento e dell’acclimatamento locali e specifici per età. Questi sono combinati con proiezioni sulle temperature, popolazione e tassi di mortalità per stimare il peso di mortalità atteso correlato alla temperatura che possono essere attribuiti specificamente alle variazioni delle temperature. I ricercatori hanno preso in considerazione una gamma di simulazioni climatiche ed epidemiologiche per valutare l’incertezza associata alle stime, in base a scenari definiti nel 6° Rapporto di Valutazione (AR6) dell’IPCC. I ricercatori hanno inoltre calcolato i pedaggi di mortalità per scenari in cui il rischio di mortalità correlato al calore è ridotto.

Gli scenari di adattamento ideati per lo studio, sottolineano i ricercatori, fanno conoscere il grado necessario per la riduzione del rischio, ma rimangono astratti e non informano sulle azioni specifiche da intraprendere. Inoltre, la ricerca si è concentrata sulla temperatura media giornaliera enon tiene conto di eventi meteorologici specifici che potrebbero modificare il numero stimato di decessi, come temperature notturne estreme e condizioni di umidità.

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