6 Ottobre 2022
Infrastrutture e mobilità Regioni Territorio e paesaggio

Auto elettrica: ricarica inadeguata sulle autostrade italiane

Il report aggiornato a luglio del portale dedicato alla mobilità elettrica, evidenzia che solo il 7,5% delle aree di servizio sulla rete autostradale italiana dispone di colonnine di ricarica per l’auto elettrica.

In Italia sono operativi 30.704 punti di ricarica per auto elettriche (fonte Motus-E, giugno 2022),contro i 78.729 in Germania e gli 65.700 in Francia (fonte EAFO, luglio 2022).

Il nostro Paese è in ritardo nello sviluppo di infrastrutture di ricarica, ma lo è ancor di più quando si parla di colonnine in autostrada.

Il RapportoColonnine in autostrada 2022” di InsideEVs, il primo portale globale dedicato alla mobilità elettrica e che fa parte insieme a Motor1.com di Motorsport Network, ha mappato per la prima volta la disponibilità effettiva di punti di ricarica all’interno delle aree di servizio dislocate lungo i 6.943 chilometri di rete autostradale, rilevando una disponibilità insufficiente e molto disomogenea sul territorio nazionale.

Il Rapporto aggiornato al mese di luglio evidenzia che su 506 stazioni di servizio operative in autostrada, solo 59 dispongono di colonnine per un totale 254 punti di ricarica, numeri che si riducono a 38 stazioni di servizio e 172 punti di ricarica se si considerano solo le colonnine cosiddette ad “alta potenza” (da 150 a 350 kW), che sono quelle necessarie all’atto pratico per ricaricare in tempi ragionevoli (15-30 minuti a seconda del modello) durante un viaggio, magari per raggiungere una località di vacanza insieme alla famiglia.

Per viaggiare serenamente in auto elettrica, ancor più importante del numero assoluto di punti di ricarica è poi l’omogeneità della diffusione sul territorio delle aree di servizio dove sono disponibili le colonnine. Per ogni Regione italiana il report misura questa diffusione come numero di aree di servizio dotate di ricarica ad alta potenza ogni 100 chilometri di autostrada. Se Emilia-Romagna e Lombardia, ma anche Valle d’Aosta, Umbria e Marche (in proporzione ai chilometri di autostrada), dispongono di più di un’area di servizio attrezzata ogni 100 km, Basilicata, Molise Calabria e Sicilia non offrono ancora alcuna stazione, costringendo sempre gli automobilisti a uscire dal casello per ricaricare.

Più in generale, forti differenze si rilevano fra Nord, Centro e Sud Italia, confermando una volta di più un endemico divario infrastrutturale.

La responsabilità dell’installazione delle colonnine è per legge in capo ai concessionari autostradali, che sarebbero obbligati a dotare le tratte di competenza dell’infrastruttura necessaria o direttamente o attraverso soggetti terzi in subconcessione. Il report evidenzia come buona parte delle concessionarie ancora non si sia mossa con l’unica eccezione di Autostrade per l’Italia che attraverso Free to X sta portando avanti un piano con risultati tangibili (oltre 27 aree di servizio sono già state attrezzate di infrastruttura di ricarica ad alta potenza).

La fotografia che emerge da questo report – ha commentato Alessandro Lago, Direttore di Motor1.com e InsideEVs.it – conferma l’inadeguatezza dell’infrastruttura di ricarica italiana, con un’aggravante: alle autostrade si doveva dare la priorità così com’è stato fatto in altri Paesi come Francia e Germania, che considerano le reti viarie ad alto scorrimento strategiche non solo per normalizzare l’uso dell’auto elettrica a livello nazionale, ma anche per favorire il turismo straniero di chi viaggia con veicoli a zero emissioni. Dal futuro Governo auspichiamo maggiore sensibilità e interventi concreti per obbligare tutte le concessionarie ad agire. E come InsideEVs.it facciamo una proposta: uno sconto per chi viaggia in auto elettrica ed è costretto ad uscire dell’autostrada per ricaricare a causa della carenza di aree di servizio attrezzate”.

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