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Appalti verdi: i numeri del GPP in Italia

Fondazione Ecosistemi e Legambiente hanno presentato al Forum Compraverde Buygreen in corso a Roma (Palazzo WeGil, 6-8 ottobre 2021) i dati del 4° Rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi, da cui si rileva un quadro migliore rispetto alla precedente edizione, ma il processoè ancora troppo lento, soprattutto in vista dell’implementazione delle misure previste nel PNRR.

Comeannunciato, nel corso della seconda giornata delForum Compraverde Buygreen 2021 (Roma, 6-8 ottobre 2021),promosso dalla Fondazione Ecosistemiin partnership con il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE),Regione Lazio,Legambiente,Agende 21 Locali Italiane,Unioncamere,Confindustria,ALI,Fairtrade,Confcooperative,Camera di Commercio di RomaeUnioncamere Lazio,sono stati presentati i datipresentato del4°Rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi, animato dalla collaborazione diLegambiente Onluse Fondazione Ecosistemi, in partnership con Novamont,Eurosintex,Università degli studi di Padova,AdLaw Avvocati Amministrativisti,FederparchieAssosistema.

“Il nuovo Rapporto dell’Osservatorio sull’applicazione del Green Procurement negli appalti pubblici arriva a 5 anni dall’introduzione dell’obbligo dei Criteri Ambientali Minimi nel Codice degli appalti e i dati presentati oggi ci restituiscono un quadro positivo, con numeri in crescita– ha commentatoEnrico Fontana, Coordinatore dell’Osservatorio Appalti Verdi –Resta tuttavia molto da fare con tanti enti,dai Comuni ai gestori delle aree protette, alle Aziende sanitarie locali, di cui abbiamo monitorato per la prima volta l’adozione del Green public procurement, che dichiarano di non applicare mai i Criteri Ambientali Minimi. Per sostenere la crescita di un sistema virtuoso, in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione europea, rimangono fondamentali due pilastri: la formazione e il monitoraggio, decisivi nell’orientare il lavoro di tutti i soggetti coinvolti anche nell’utilizzo delle preziose risorse del PNRR”.

Il GPP nei Capoluoghi di provincia: miglioramenti in 12 CAM su 17
I
risultati del monitoraggio rilevano che i Criteri ambientali minimi (CAM) negli appalti per l’acquisizione di beni e nei servizi vengono applicati daunCapoluogo di provinciasu 3 quelli, mentre quelli che dichiarano di avere un grado di adozione dei parametri del Green Public Procurement (GPP) tra l’80 e il 100% sono 26 sugli 89 che hanno preso parte al monitoraggio civico. Di questi, sono8 quelli che dichiarano il massimo del rispetto del GPP: Bari, Catanzaro, Ferrara, Imperia, Ravenna, Roma, Savona e Teramo.

Andando nello specifico, viene sottolineato che l’83% delle amministrazioni coinvolteè a conoscenza del GPP. ICAM più applicatisono quelli relativi all’acquisto di stampanti(il66% li adotta sempre), sull’acquisto dicarta in risme(il73%) e suiservizi di pulizia(61%).

Di contro, iCAM meno applicatisono quelli riguardanti l’edilizia(il 39% non li applica sempre, il 29% addiritturamai), gliarredi(il 22% non li applica sempre, il 28% mai), iprodotti tessili(il 31% non sempre, il 27% mai), l’acquisto di calzature e accessori in pelle(il 32% non li applica sempre, il 31% mai).

Nel complesso, rispetto al monitoraggio 2020, quello del 2021 (basato sui bandi dello scorso anno) registra un miglioramento in ben 12 criteri ambientali minimi su 17 da parte dei capoluoghi, con uno dei criteri (quello sull’acquisto dei toner)cherimane stabile, mentrepeggiorano stampanti,servizi di pulizia,arredi per internieprodotti IT.

Da sottolineare isalti importantiavuti dai CAM per i servizi energetici (dal 29 al 41%), gestione del verde pubblico (dal 28 al 43%) e arredo urbano (dal 17 al 36%).

Ma qual è la maggiore difficoltà che i Capoluoghi di provincia dichiarano di avere nell’applicazione dei criteri ambientali all’interno dei bandi?
Di certo laformazione, che per il26% delle amministrazioni risulta assente. E c’è una mancanza di monitoraggio interno alla pubblica amministrazione di sicura rilevanza: il66% dei capoluoghi dichiara di non farlo.

Il GPP nei Comuni: Sud più informato del Nord
Il monitoraggio 2021 fa emergere una consapevolezza notevole da parte dei Comuni del Sud Italia. Rispetto ai criteri dettati dal Green Publc Procurement, il 97% delle amministrazioni ne è al corrente, quelli delCentrosi attestano al91%, al mentre alNordsi fermano63%, dei 238Comuni che hanno partecipato al monitoraggio.

Nonostante un’ampia conoscenza del tema, i Comuni del Sud lamentano unacarenza di formazione (50%), come evidenziato anche dai Capoluoghi di provincia. Al Nord, invece, le complicazioni maggiori sono nellastesura dei bandi(29%), mentre anche alCentrola mancanza di formazione (27%) è il tallone d’Achille.
In generale, in tutta Italia il monitoraggio delrispetto dei criteri ambientali nei bandi da parte delle stesse amministrazioni è molto indietro: non vengono applicati dal63% dei Comuni.

Aziende sanitarie locali e GPP
Sono40le Asl che per il primo anno hanno risposto al questionario inviato dall’Osservatorio, di queste solo 3 hanno dichiarato dirispettare il GPP al 100%: Asldi Rieti, ATS della Brianza e la APSS di Trento. Altre9(tra cui l’Asl Roma 4e l’Azienda USL Toscana Centro) dichiarano un’applicazione che vadall’80 al 99%. Tra  i CAM più applicati, ci sono quelli perprodotti elettronici(71%),risme(68%)estampanti(50%).

Cresce la risposta dai gestori delle aree protette
Già tra il 2019 e il 2020 la risposta dei gestori delle aree protette era cresciuta molto, ma quest’ultimo monitoraggio ha attestato unincremento del 45%, sul totale di99 entiche hanno partecipato al questionario: 23 parchi nazionali, 26 aree marine protette, 43 parchi regionali e 7 riserve.

Sono13 gli enti che arrivano al 100% di applicazionedei CAM, con Roma Natura, Beigua, Aveto, Isola dell’AsinaraeSecche di Tor Paterno che confermano quanto già evidenziato lo scorso anno. Importante è la risposta ricevuta sulla politica “plastic free” che viene adottata dal75% degli enti gestori, che al contempo per il53% si adoperano nella formazione del personale rispetto ai criteri del GPP. Tuttavia, ben l’83% non fa monitoraggio interno sul rispetto dei CAM.

“Il rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi 2021 mostra un graduale miglioramento dello stato di attuazione del GPP nei Comuni, soprattutto, oltre che nelle aree protette e nelle ASL – ha osservato a sua voltaSilvano Falocco, Direttore generale della Fondazione Ecosistemi –Il processo però è ancora troppo lento, soprattutto in vista del PNRR e mette in mostra grosse difficoltà da parte dei soggetti interessati per quanto riguarda la formazione del personale, il monitoraggio interno e la stesura degli appalti. Le nostre proposte tengono conto di tutto questo e la loro presa in considerazione è di grande importanza per quei passi avanti decisivi che ormai da quattro anni spingiamo quotidianamente affinché vengano compiuti”.

Le proposte dell’Osservatorio
Legambiente e Fondazione Ecosistemi, avanzano alcune proposte alle istituzioni, anche in considerazione dall’Unione europea sono in arrivoquasi 70 miliardi di euro, degli oltre 191 complessivi previsti dal piano NextGenerationEU,perprogetti di transizione ecologica ed economia circolare.

– Innanzitutto, inserire l’applicazione dei criteri ambientali minimi del GPP nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) comepriorità.
–Potenziare la capacità delle istituzioni, a partire dagli enti locali e dai responsabili acquisti delle stazioni appaltanti per diffondere il GPP e garantire l’adozione dei criteri.
–Individuare un referente GPPin tutte le pubbliche amministrazioni.
–Estendere il campo di applicazione del GPP.
–Rafforzare l’uso dei criteri minimi nelle imprese pubbliche.
–Diffondere la formazione.
–Promuovere e sviluppare ulteriori monitoraggi.
–Incentivare l’utilizzo dei criteri ambientali minimi.

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