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AMOC: non è al collasso ma il rischio è da valutare

Uno studio condotto da meteorologi olandesi che hanno utilizzato nuove simulazioni sull’eventuale collasso dell’AMOC (Atlantic meridional overturning circulation), la circolazione su larga scala nell’Oceano Atlantico che svolge un ruolo cruciale nella regolazione del clima globale ed europeo, evidenzia quanto freddo raggiungerebbero molte città dell’Europa settentrionale a causa delle variazioni della temperatura oceanica indotte dal riscaldamento globale.

La circolazione atlantica meridionale capovolta (AMOC), di cui fa parte la Corrente del Golfo, potrebbe essere più instabile di quanto supposto in precedenza. Se la Corrente del Golfo si indebolisse, l’Europa diventerebbe l’eccezione in un pianeta più caldo, riscaldandosi meno di altre regioni, o potrebbe persino raffreddarsi, soprattutto in inverno.

Tale eventualità viene ipotizzata nelloStudio“European Temperature Extremes Under Different AMOC Scenarios in the Community Earth System Model”, pubblicato l’11 giugno 2025 suGeophisical Research Letter, prima dell’edizione cartacea del 28 giugno 2025,  Rivista dell’American Geophysical Union (AGU), e condotto da due ricercatori olandesi dell’Istituto meteorologico reale di Utrechte dell’Istituto per la Ricerca Marina e Atmosferica dell’Università di Utrecht. 

L’AMOC (Atlantic meridional overturning circulation) è la circolazione su larga scala nell’Oceano Atlantico che svolge un ruolo cruciale nella regolazione del clima globale ed europeo, ridistribuendo il calore attraverso l’oceano. L’ultimo rapportodell’IPCC ha valutato come basso il rischio di un suo collasso in questo secolo, ma cresce la preoccupazione nella comunità scientifica che la circolazione dell’Oceano Atlantico possa essere più sensibile di quanto si pensi, con studi di modellazione e paleoclimatici per evidenziare correlazioni tra indebolimento dell’AMOC e periodi di raffreddamento nell’emisfero settentrionale, qualiquellocondotto daricercatori italianisu antichi carotaggi di sedimenti nel Nord Atlantico che ha evidenziato per la prima volta una forte correlazione tra i cambiamenti nei sedimenti e un marcato periodo di raffreddamento globale avvenuto nell’emisfero settentrionale circa 3,6 milioni di anni fa.

Con il continuo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, l’acqua del Nord Atlantico diventa meno salata e quindi meno densa. In condizioni normali, l’acqua fredda e salata vicino alla Groenlandia sprofonda nelle profondità dell’oceano, alimentando l’AMOC. Ma man mano che l’acqua diventa più leggera a causa del raffreddamento, questo processo di sprofondamento si indebolisce, sconvolgendo l’intero sistema.

I ricercatori olandesi hanno esaminato come potrebbe cambiare il clima europeo se l’AMOC dovesse indebolirsi sostanzialmente in base alle condizioni climatiche future, utilizzando lo stesso complesso modello climatico per simulare una serie di scenari in cui il sistema di circolazione si indebolisca sostanzialmente di oltre l’80%, includendo anche gli effetti del riscaldamento globale. 

Per testare la sensibilità del sistema AMOC ai diversi livelli di immissione di acqua dolce nell’Atlantico settentrionale, i ricercatori hanno anche considerato duescenari di emissioni future: unomoderato(RCP4.5) e unoelevato(RCP8.5), che prevedono rispettivamente un riscaldamento globale al 2100 di 2,7 °C e 5 °C, rispetto alla fine del XIX secolo.

“Questo studio– ha dichiaratoRené van Westendell’Istituto meteorologico reale olandese e principale autore dello studio –è il primo a utilizzare un modello climatico di questa complessità per esaminare in dettaglio i potenziali impatti sulla temperatura del clima europeo derivanti da uno scenario di collasso dell’AMOC innescato dal riscaldamento globale“.

In uno scenario di riscaldamento globale intermedio (RCP4.5), ciò avrebbe comunque comportato un raffreddamento regionale in Europa a causa di un sistema di circolazione indebolito. La banchisa artica potrebbe espandersi verso sud e raggiungere parti dell’Europa nord-occidentale, coprendo parti della Gran Bretagna, della Scandinavia e dei Paesi Bassi.

Varianza filtrata a banda passante su 2-6 giorni per la pressione media giornaliera al livello del mare (ombreggiatura) e le temperature superficiali (curve) per gennaio e i diversi scenari AMOC (Fonte:Geophisical Research Letter, 2025) 

“Poiché il ghiaccio marino riflette molta più luce solare rispetto alla superficie oceanica più scura– ha spiegatoMichiel Baatsendell’Istituto per la ricerca marina e atmosferica di Utrecht (IMAU), co-autore dello studio –questa espansione amplifica il raffreddamento e di conseguenza le temperature invernali in quelle regioni potrebbero crollare“.

Se la circolazione si indebolisse, l’Europa nord-occidentale sperimenterebbe il raffreddamento più pronunciato, sottolineano gli autori. Con un riscaldamento globale di +2 °C, un freddo estremo che attualmente si verifica una volta ogni dieci anni nei Paesi Bassi potrebbe scendere a -20 °C, circa quindici gradi in meno rispetto al clima preindustriale, secondo lo stesso modello climatico. In Scozia potrebbe raggiungere i -30 °C, ben 23 °C in meno rispetto alla fine del XIX secolo.

“Il clima relativamente mite di una città come Edimburgo subirebbe drastici cambiamenti– ha proseguito Baatsen –Ad esempio, si registrerebbero 164 giorni con temperature minime sotto lo zero, quasi il 50% dell’anno, con un aumento di 133 giorni rispetto al clima preindustriale”.

“In uno scenario del genere– ha aggiunto van Westen –il clima scandinavo diventerebbe molto più freddo, con persino la costa occidentale norvegese, tipicamente mite, che potrebbe potenzialmente raggiungere temperature estreme inferiori a -40 °C, ovvero 25 gradi in meno rispetto al clima preindustriale“.

Il clima dell’Europa meridionale è meno influenzato da un AMOC indebolita. La differenza di temperatura tra l’Europa settentrionale e quella meridionale aumenterebbe, soprattutto in inverno. Ciò intensificherebbe le differenze di pressione e potrebbe portare a tempeste invernali più intense e a una maggiore variabilità termica giornaliera.

Oltre agli effetti della temperatura, studi precedenti dimostrano che un sistema di circolazione più debole porterebbe anche ad unariduzione delle precipitazioni in Europa,insieme ad un più rapidoinnalzamento del livello del mare nell’Oceano Atlantico. Chiaramente, i cambiamenti nell’AMOC potrebbero innescare cambiamenti significativi nel clima globale e regionale.

Unamappa interattivaonline basata sui risultati dello studio mostra i possibili impatti regionali dell’AMOC nei diversi scenari di cambiamento climatico.

In copertina: Una rappresentazione della NASA delle correnti superficiali oceaniche in tutto il mondo, inclusa la Corrente del Golfo, che viaggia dal Golfo del Messico all’Europa occidentale (fonte: NASA / Goddard Space Flight Center).

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