Acqua

Acqua: un’altra procedura d’infrazione

Nel pacchetto di infrazioni di aprile 2026 per l’Italia c’è una sola lettera di costituzione in mora per il settore Ambiente per il non corretto recepimento della Direttiva sull’acqua potabile. In4 mesi è la seconda procedura che viene avviata nei confronti del nostro paese sul tema delle politiche idriche.

La Commissione UE ha adottato il 29 aprile 2026 il Pacchetto mensile di infrazioni che contiene per l’Italia una sola procedura d’infrazione per il settore Ambiente: una lettera di costituzione in mora per non corretto recepimento della Direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

Come sottolineato nellaStrategia sulla resilienza idrica, lapiena attuazione delle prescrizioni dell’UE riguardanti la qualità delle acque è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente. LaDirettiva UE/2020/2184concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione) mira a proteggere la salute umana prevedendo la fornitura di acqua di rubinetto più pulita, norme aggiornate in materia diqualità dell’acquae ilcontrasto degli inquinanti che destano preoccupazione, come gliinterferenti endocrinie lemicroplastiche.

Gli Stati membri erano tenuti recepire la direttiva nel diritto nazionale e a conformarsi alle sue disposizioni entro il 12 gennaio 2023. Secondo la Commissione UE, vii sono ancora diversecarenzenel recepimento di tale direttiva da parte dell’Italia, tra cui lalimitazione della portata della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, ilrinvio di determinati obblighi, lamancanza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, lalimitazione delle deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile, nonché lamancanza di un valore guida per gestire la presenza di metaboliti non rilevanti dei pesticidi nell’acqua potabile.

Pertanto la Commissione ha proceduto ad inviare una lettera di costituzione in mora al nostro Paese che dispone oradi 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.

Per l’Italia in 4 mesi è la seconda procedura che viene avviata sul tema delle politiche idriche.
Infatti, nelPacchetto di infrazioni di gennaiola Commissione aveva inviato un’altra lettera di costituzione in mora per il non corretto recepimento dellaDirettiva quadro sulle acque(2000/60/CE). La legislazione nazionalenon prevede la registrazione di tutti i permessi di estrazione e/o arginamento delle acque, ad esempio per l’arginamento delle acque mediante la costruzione di una diga. Inoltre,le concessioni non sono soggette ad alcun riesame periodico, sebbene i periodi di validità possano essere di 30 o 40 anni. Ciò non è in linea con gli obiettivi della direttiva,compreso l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche.

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